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Slalom Lienz, comanda la solita Vlhova ma giochi ancora aperti

Nella prima manche dello slalom di Lienz comanda la solita Vlhova ma per la vittoria i giochi sono sicuramente ancora aperti. Michelle Gisin è riuscita a trovare la quadra in una prova semplice come disegno, ma estremamente complessa nel mantenimento del ritmo.

Regolare la prima parte, complicata la seconda perché non ha favorito una sciata fluida e in progressione. Molte favorite si sono addormentate un po’, per mancanza di velocità, come Lena Duerr che finisce in questa strana trappola e chiude con un gap di 1″20.

Chi ha trovato una soluzione, oltre a Vlhova e Gisin, è Katharina Liensberger che pian piano sta tornando quella dell’anno scorso. L’austriaca perde solo 27/100.

Alzano la mano per il podio anche alcune seconde linee. Splendida la manche di Camille Rast che conferma anche in slalom lo stesso stato di grazia dimostrato in gigante. Ma chi segna la manche della vita è la norvegese Mina Fuerst Holtmann che col 25 riesce a segnare il quinto tempo a soli 58/100 dalla testa. Ha sfruttato l’arrivo del sole sulla pista che qualcosa in più delle prime partite hanno sicuramente avuto

Sulle sue code la canadese Erin Mielzynski appena 1 decimo più lenta. Non sono pochi, 68/100 da Petra, ma partendo col 16 ha mostrato davvero una marcia in più rispetto a quelle che sono partite davanti. Anche la sua compagna di squadra Laurence St-Germain rimane attaccata al top della classifica: settima a +0,77. 5 centesimi più in là c’è l’ottima performance della svedese Elsa Fermbaaeck, ottava col 33 di pettorale

Poi diventa un po’ più difficile: la svedese Anna Swenn Larsson, nona, a +0,84, 12 centesimi più veloce di Wendy Holdener decima a +0,98. Con lo stesso tempo la slalomista della repubblica ceca Martina Dubovska.

L’ultima a rimanere dentro al secondo di ritardo è la nostra super Federica Brignone

che col 31 ha staccato il 12esimo tempo a +099. Bravissima sul muro ha perduto qualcosina di troppo nella parte finale.

Niente da fare invece per Lara Della Mea che in Coppa proprio non riesce a carburare. Con +2″08 il suo ritardo, significa mancare ancora una volta la qualifica. (32esimo tempo) Stessa cosa per Marta Rossetti che proprio ancora non c’è: +3″52. Esce Sophie Mathiou, mentre Vera Tschurtschenthaler pur sciando bene si è ferma al 36esimo tempo a +2″35. Più lenta Antia Gulli che ha sciato davvero bene nei primi due terzi di gara. Nel tratto più lento ha perso ritmo e linee concludendo a +2″63.

Poi si passa al gruppo di chi ha rimediato sopra il secondo di distacco. È Katharina Truppe davanti con +1″02, 13esima e poco più veloce di una bravissima Charlie Guest 14esima a +1″04 e un’altrettanto efficace Maria Tviberg che col 23 si è piazzata subito dietro. Quindi Sara Hector e Andreja Slokar (+1″14), proprio davanti a Lena che si attende in una seconda tutta fuoco!

Tutto sommato i distacchi sono molto contenuti, dunque sognano di guadagnare posizioni anche Katharina Gallhuber (+1″25) e Chiara Mair (+1″30) che sulle nevi di casa potrebbero recuperare energie mentali importanti

Sulla Rai c’è stata come sempre la diretta ma senza commento tecnico per uno sciopero improvviso indetto di giornalisti di rai Sport, in contrapposizione con le scelte editoriali prese dalla direzione. . Slalom Lienz comanda la Slalom Lienz comanda la

LA CLASSIFICA DELLA PRIMA MANCHE

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.