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Slalom Lienz, la prima Azzurra a partire sarà Brignone col 31!

Slalom Lienz, la prima Azzurra a partire sarà Federica Brignone col 31! Sapevamo in partenza che lo slalom femminile sarebbe stata la specialità più complicata per la squadra Azzurra. In realtà lo è da diversi anni, ma per un motivo o per l’altro, è sempre intervenuto qualche cosa per bloccare lo sviluppo di crescita. Sul tavolo degli imputati, sicuramente gli infortuni.

L’ultimo, quello capitato a Martina Peterlini, caduta in Valle Aurina in Coppa Europa, ci ha tolto l’unica atleta presente nelle trenta. Così a Lienz, la prima Azzurra a partire sarà Federica Brignone col 31, 22° a Killington, dopo aver chiuso 26esima la prima manche.

Fu quasi un miracolo perché per andare forte in slalom devi avere nelle gambe migliaia di rapid gates tirati giù nel periodo estivo, e lei ci si è dedicata davvero poco. Tuttavia le sue migliori performance nella specialità le ha ottenute a Semmering 12esima nel 2018 e proprio a Lienz 13esima nel 2019, ma l’anno scorso a Jasna riuscì a entrare nelle 15.

Se Marta Rossetti sembra ancora imbrigliata in quella zona d’ombra dell’anno post incidente, Lara Della Mea parrebbe più vicina alla risoluzione dei guai. In Coppa Europa il colpo in canna ha dimostrato di averlo.

Nella sciagurata giornata di Martina, la 22enne tarvisiana dell’Esercito realizzo il best time nella seconda, con la presenza di diverse atlete di Coppa del Mondo.

Deve solo riuscire a rompere quel maledetto uro delle top trenta della prima manche, gara che affronterà col pettorale 34, seguita da Marta col 36.

Poi bisognerà attendere il 56 per vedere la quarta Azzurra al via, quella Sophie Mathiou, classe 2002 (è bene ricordarlo) che dovrà avere il buon animo di non scoraggiarsi se le cose nel massimo palcoscenico dello sci non stanno andando così bene.

Il titolo di campionessa junior dell’anno scorso ha creato su di lei prospettive di una escalation immediata, ma non funziona sempre così. È giovanissima e deve farsi le ossa. Crescerà ma ha bisogno di tempo.

Dopo di lei, col 57 sarà il turno dell’altoatesina Vera Tschurtschenthaler, (24 anni) che torna in Coppa dopo il debutto del 26 febbraio 2020 a Kranjska Gora, convocazione frutto anche del Titolo Italiano conquistato l’anno prima a Cortina.

Originaria di Sesto Pusteria, appartiene all’Amateur Sportclub Gsiesertal, dove è cresciuta agonisticamente. È dunque una delle poche atlete fuori squadra che non appartiene a un gruppo sportivo militare. Quest’anno si è messa in luce negli ultimi slalom Fis di Kronplatz e Folgaria dove ha conquistato due vittorie e un secondo posto, dunque in crescita di forma.

Infine Anita Gulli (23 anni), pettorale 63, anche lei più pimpante di inizio stagione. Esordì in Coppa a Zagabria nel 2019, due stagioni dopo essersi rotta il crociato.

La partenza della prima alle ore 10:00 con la seconda prevista alle 13:00. Come ben si sa, non potrà esserci Mikaela Shiffrin costretta alla quarantena.

Dunque, tutte contro Petra Vlhova, che con la piazza d’onore di ieri si è avvicinata a Shiffrin e Goggia nel ranking della generale. 515 punti contro i 657 dell’Azzurra e i 750 dell’americana. La federazione statunitense ieri ha già messo un po’ le mani avanti: “Miki ci proverà a vincere la Coppa, ma con la situazione covid le cose sono un po’ cambiate e ora l’obiettivo si è complicato non poco“. slalom Lienz la prima slalom Lienz la prima

L’ORDINE DI PARTENZA

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.