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Slalom parallelo: l’oro a Marie Therese Tviberg e ad Alexander Schmid. La Norvegia vince 3 medaglie!

Slalom parallelo: l’oro a Marie Therese Tviberg e ad Alexander Schmid. La Norvegia vince 3 medaglie!
Non saranno gare da strapparsi i capelli dal punto di vista tecnico ed estetico, ma a un Mondiale gli atleti si sono messi in gioco, hanno dato battaglia, fatto fatica e regalato emozioni. E tanto basta per celebrare le grandi prestazioni di Marie Therese Tviberg e Alexander Schmid  i nuovi campioni del Mondo di slalom parallelo. La norvegese, che porta il primo oro in casa in questo Mondiale (sette finora), non ha battuto in finale una delle tante, ma nientemeno che Wendy Holdener, strafelice comunque perché mal che vada torna a casa con due argenti (combinata).

È vero, nei maschi i numeri uno della scena non erano presenti, ma il tedesco Alexander Schmid difficilmente sarebbe stato battuto dagli assenti. Non ha perso una run, non ha commesso un errore. Si sentiva questa medaglia addosso e non ha lasciato scampo all’austriaco Dominik Raschner, vero osso duro in questo format di gara. Oltretutto una medaglia d’oro ai Mondiali mancava alla Germania da Vail 89, quando il velocista Hansjörg Tauscher fu il più veloce in disxcesa libera. E allora, almeno ai Mondiali, evviva il parallelo.

Che ha portato gloria anche a Thea Louise Stjernesund, sì, norvegese pure lei, una delle favorite per la medaglia d’oro. Ha battuto l’atleta di casa nella small final Marie Lamure, indemoniata fin dalla prima batteria degli ottavi, quando ha letteralmente tolto il tempo alla nostra Marta Bassino, campionessa in carica. Il vento scandinavo ha soffiato anche sul bronzo della gara maschile dal momento che Timom Haugan ha prevalso su Adrian Pertl, colui che ha fermato la corsa di Luca De Aliprandini ai quarti di finale. Non sono mancate le emozioni negli atti conclusivi. Tviberg e Holdener concludono la prima manche della finalissima con l’esatto tempo. Ma l’elvetica non ne aveva evidentemente più, perché nel ritorno ha perso la contesa probabilmente proprio per mancanza di forze. Diverso il disegno negli uomini con Schmid che chiude davanti a Raschner con 5 decimi, il massimo consentito, perché l’austriaco perde la linea a metà percorso e non la ritrova più. La rivincita è solo una formalità.

L’Italia si era presentata a questo appuntamento senza troppe illusioni con soltanto Marta Bassino e Asja Zenere presenti alle qualifiche della sera prima. La formula prevedeva che passassero alla fase finale le prime otto del percorso rosso e le prime otto del percorso blu. Marta si era distinta col secondo miglior tempo, dietro a Sara Hector, niente da fre, invece, per Asja, decima. Nel maschile ne avevamo promossi tre su quattro: Luca De Aliprandini, Alex Vinatzer e Filippo Della Vite, con Giovanni Borsotti primo degli esclusi. Solo Luca è riuscito però a passare ai quarti di finale dopo aver battuto al primo turno il tedesco Linus Strasser. Fuori invece, Alex Vinatzer eliminato da Zan Kranjec e Filippo Della Vite che sbatte proprio contro Schmid.

Al traguardo

Alex Vinatzer: “Peccato uscire subito così, anche se confrontarsi con Zan Kranjec non è uno scherzo. Su tracciato rosso sono andato un po’ in difesa, sapevo che poi avrei dovuto andare forte per batterlo. Sul muro c’era una neve un po’ più scivolosa, io sono andato  manetta per cercare di recuperare, ma alla fine è arrivato l’errore. Peccato perché ci tenevo a far bene, ora andiamo avanti. Cercherò di dare il massimo nello slalom: lo abbiamo preparato bene a Sestriere, vediamo come sarà la pista. Sappiamo che sarà impegnativa, ma noi daremo tutto”.

Marta Bassino: “Quando sono partita ho cercato di dare il massimo, ma nella prima run ho fatto un po’ fatica, ero lenta e ho commesso anche qualche errorino: alla fine 50 centesimi erano tanti da recuperare. Questa disciplina mi fa tanto bene in previsione del gigante e quindi mi pendo le cose positive, come il fatto che attiva molto bene tempismi diversi”.

Luca De Aliprandini: “In una gara così corta, come il parallelo, bisogna dare il 100% se non di più. Penso di essere entrato in gara nel modo migliore: uscire così mette sempre un po’ di rammarico, ma meglio così che non essere mai entrato in gara. Penso di aver iniziato il Mondiale col piede giusto, in vista del gigante di venerdì”

Filippo Della Vite: “Sapevamo Schmid fosse un missile nel parallelo, ma nella prima manche ho sciato bene, ero veloce e contento della prestazione. Nella seconda, vedevo che era un pelino avanti, ho cercato di fare qualcosa in più, però con la neve un po’ scivolosa non potevi far nessun errore. Io l’ho fatto ed è andata così”.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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