Mikaela Shiffrin scia un’altra gara rispetto a tutte le altre e congela di fatto la vittoria già nella prima manche. Sulla pista di Špindlerův Mlýn l’americana firma una prova di dominio assoluto, chiudendo in 48”80, con il miglior tempo in tre dei quattro settori e un ritmo che nessuna riesce anche solo ad avvicinare.
Il distacco è già pesantissimo: 1”26 su Wendy Holdener, seconda e unica a restare entro limiti ancora leggibili, e 1”47 su Emma Aicher, terza e autrice di una manche solida, senza sbavature evidenti. Dietro di loro si apre un vuoto che racconta meglio di ogni commento la portata della sciata di Shiffrin.
A 1”66 troviamo appaiate Camille Rast e Paula Moltzan, seguite dalla svedese Anna Swenn Larsson. Distacchi già importanti, maturati soprattutto nella parte alta del tracciato, dove Shiffrin ha imposto linee strette, alte e continue, costruendo il margine decisivo prima ancora del tratto finale.
Sul tracciato disegnato dal nostro Lorenzi, le azzurre soffrono tantissimo. Martina Peterlini è la migliore delle italiane, ma il distacco è pesante: +3”33. Più indietro Lara Della Mea, che non trova il ritmo: l’azzurra chiude a 3”72, pagando soprattutto nella prima parte, dove resta laterale e poco aggressiva. Il finale è più pulito, ma il ritardo accumulato in alto pesa in modo significativo in vista della seconda manche. +4”12 per Giulia Valleriani, che ha scelto la massima prudenza. Per tutte e tre la qualificazione non è affatto scontata.
Di sicuro non è una questione di pista rovinata: Nina O’Brien, con il 28, ha dimostrato che si poteva andare forte piazzandosi settima, così come la connazionale Liv Moritz, 20ª col 42. Alla fine le azzurre qualificate sono due: Martina Peterlini ed Emilia Mondinelli, 30ª. Brucia Giada D’Antonio, 31ª per un solo centesimo, con Lara Della Mea alle sue spalle, ancora per un centesimo. Fuori invece Anna Trocker e Giorgia Collomb.
La sensazione è chiara: se il tracciato della seconda manche non stravolgerà gli equilibri, la gara è già segnata. Alle spalle di Shiffrin, invece, la lotta per il podio resta apertissima, con distacchi ravvicinati dal secondo al sesto posto e margini per rimescolare le carte.






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