La vittoria numero 108 in Coppa del Mondo, la 71ª in slalom, la settima su otto gare stagionali e una Coppa di specialità già vinta matematicamente: lo slalom femminile di Špindlerův Mlýn si apre e si chiude dentro i numeri di Mikaela Shiffrin.
La seconda manche non ribalta nulla, semmai chiarisce tutto. La tracciatura del pomeriggio chiede più pazienza che aggressività, più lettura che forza. La pendenza non accompagna, invita all’errore. È qui che molte atlete si irrigidiscono, arretrano, forzano linee che non concedono spazio. Shiffrin no. Rimane centrale, sempre in anticipo sulla curva successiva, capace di lasciare scorrere lo sci quando il tracciato non permette di spingere e di riaccelerare solo dove la pista concede davvero qualcosa. Non c’è spettacolarità fine a sé stessa, ma una sciata costruita per vincere, senza lasciare spiragli.
Alle sue spalle, la solidità di Camille Rast emerge con chiarezza. La svizzera interpreta la seconda manche con continuità, sempre in movimento, capace di assorbire i cambi di pendenza senza spezzare il ritmo. Non cerca il colpo, non forza. Costruisce. È una scelta che la porta a blindare il secondo posto e a confermare uno stato di forma che non ha bisogno di episodi. Terza chiude Emma Aicher, potente, ordinata, meno fluida ma sufficientemente solida da reggere una pista che chiede disciplina prima ancora che velocità. Da sottolineare che la tedesca è entrata nelle prime dieci in tutte le specialità!
Dentro questo quadro tecnico, il racconto italiano passa per Emilia Mondinelli. La sua non è una manche che abbaglia, è una manche che cresce curva dopo curva. Nella seconda discesa aumenta la centralità, pulisce i passaggi dove al mattino aveva perso continuità, accetta di rinunciare a qualcosa in spinta pur di restare dentro la gara. La rimonta di dieci posizioni non nasce da un singolo settore, ma da una scelta di maturità. Il traguardo la premia con il miglior risultato di carriera in Coppa del Mondo, un ventesimo posto che pesa più di quanto dica la classifica, perché arriva su una pista vera e in una gara che ha messo in difficoltà molte.
Più complicata, invece, la giornata di Martina Peterlini, che nella seconda manche non riesce mai davvero a cambiare passo. La sciata resta trattenuta, poco fiduciosa sulla pendenza, e il risultato finale racconta una gara sempre in difesa. Una differenza che oggi evidenzia quanto, nello slalom moderno, non basti stare in pista: bisogna saper leggere il tracciato e abitarlo.
Špindlerův Mlýn chiude così una gara senza colpi di scena, ma con gerarchie nette. Shiffrin sopra tutte, Rast e Aicher interpreti solide del momento, Mondinelli che trova un passaggio importante nel suo percorso. Non una giornata di rivoluzioni, ma una giornata che chiarisce livelli, direzioni e prospettive.
La classifica dello slalom






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