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Slalom Wengen: Clement Noel dammi il cinque!

La sentenza dello slalom di Wengen è una sola: Clement Noel dammi il cinque! Perché con la gara di oggi il fenomeno francese conquista la sua quinta gara di Coppa del mondo. Tutti slalom naturalmente. Una vittoria costruita nella prima manche che aveva chiuso con 67/100 di vantaggio sul norvegese Henrik Kristoffersen. Il quale, sotto una fitta nevicata, non ha potuto far altro che superare le difficoltà di un pendio micidiale e quantomeno accontentarsi della piazza d’onore. Una parte centrale da fenomeno unico, poi una sbavatura e  di nuovo un finale arrembante.

Noel dal canto suo non si è risparmiato ed ha sciato sulla linea del norvegese. Dopo il muro ha amministrato e tagliato il traguardo col più classico dei trionfi alla francese!

Sul terzo gradino del podio c’è un miracolo che di nome fa Aleksander Khoroshilov. Si sa che se azzecca entrambe le due manche diventa atleta da podio, ma qui ne aveva tanti davanti, giusto otto. Quando ha visto Meillard, Neff, Foss-Solevaag e Zenhauesern finirgli alle spalle ha cominciato a crederci. Quando poi Pinturault è saltato per aria gli si è stretto il cuore per colpa di una fitta carica di emozione. E infine, gli è arrivato una specie di coccolone perché Marco Schwarz aveva sbagliato tutto, concludendo addirittura settimo.

Nota da segnalare per la Coppa generale. Quanto varrà questo passo falso di Alexis? Intanto gli costa la perdita della leadership e lafuga di Kristoffersen che comanda con 691 punti contro i 613 suoi. Poi inseguono Kilde con 591 e Paris con 556. Tutto sommato avere 4 atleti in 55 punti tiene accesa l’emozione.

L’italia
Ci dobbiamo accontentare del sorriso, a pungo chiuso, di Giuliano Razzoli, il migliore dei nostri superstiti (11esimo). Un risultato per lui quasi insperato. Non ha sciato con la stessa intensità che lo aveva accompagnato nella pirma manche al traguardo, sempre con un buon ritmo. Nella seconda, dopo aver superato le maggiori difficoltà, alla fine del muro, si è spento. Ma va già bene così.

Simon Maurberger aveva chance migliori, perché le sue fibre muscolari sono esplosive. Ma quando commetti un errore dopo l’altro, devi essere contento di aver superato il traguardo in 23esima posizione.

Alex Vinatzer ha inforcato ancora, come ad Adelboden. Nessun allarme, niente talento che non emergerà mai. L’altoatesino commette semplicemente un errore tecnico. Butta là i piedi e questo è molto pericoloso. Su dieci volte, nove ti va bene, ma una no. Quando toglierà questo vizietto, eliminabile con lo spostamento del peso un poco più avanti, fara segnare grandi tempi. A Wengen ci stava riuscendo. Avrebbe recuperato tantissime posizione. Ma anche lui sa benissimo che con i se non si va lontani.
Nella prima manche non si era qualificato Stefano Gross, autore di una manche zeppa di imperfezioni. E questo deve preoccupare un poco perché queste sono le sue piste! O forse lo erano.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.