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Slalom Zagabria: Manfred Moelgg a 3 decimi da Zenhaeusern

Manfred Moelgg a 3 decimi dal leader Ramon Zenhaeusern che comanda la prima manche dello slalom di Zagabria con 7 centesimi su Michael Matt. Poi il tedesco Linus Strasser, che ha concluso la sua manche incredibilmente a soli 18 centesimi dal leader, ponendosi davanti al francese Clement Noel, quarto a +0,27 nonostante un grave errore commesso sulla stradina, unico punto critico, reso impegnativo dalla poca neve presente sul terreno.

Nello stesso punto Alexis Pinturault pareva avesse saltato una porta ma ha fatto bene a proseguire fino al traguardo, chiudendo con un ritardo di 1″12. al 14esimo posto. La giuria ha ritenuto il suo passaggio dubbio, regolare.

Manfred, che è quinto (+0,31) davanti ad Andree Myhrer, qui va sempre molto bene (ha vinto nel 2017) perché bisogna saper interpretare con grande intelligenza tattica un tracciato atipico.

C’è poca curva e bisogna saper far velocità. Condizioni ideali, non a caso, proprio per Zenhaeusern e Noel. O per Alex Vinatzer che partito col 26 ha tirato fuori la manche quasi perfetta, classificandosi al settimo posto a soli 82/100.

La maggior parte del ritardo lo ha rimediato nella prima parte. Poi, nella seconda, dove tutti hanno bene o male perso7/8 decimi sui primi, lui ha corso praticamente alla pari. Questo è un segno splendido!

Lasciato anche da Simon Maurberger che qui hacondotto una manche priva di errori ma soprattutto molto sciolta e intelligente. Quando si scia in questo modo si taglia il traguardo a soli 96 centesimi anche se hai il pettorale 34!

Meno bene è invece, andata a  Henrik Kristoffersen (21esimmo) che per rendere al massimo ha bisogno del ripido e dell’angolo. Qui lo abbiamo visto sempre a chiudere troppo la curva dopo il palo quando invece bisognava tenere le spatole più verso la massima pendenza. 1″50 di ritardo è davvero tanto.

Niente male il rientro in gara di Manuel Feller, reduce da un’operazione all’ernia del disco. Perde mezzo secondo netto inserendosi nel lotto dei pretendenti alla vittoria.

Da segnalare la buona prova dello sloveno Zan Kranjec che non ha mai nascosto la sua voglia di brillare anche tra i rapid gates. Si ritrova alle spalle di Maurberger a 99 centesimi. Queste sono le sue condizioni preferite.

Fuori purtroppo Stefano Gross che sulla stradina si è girato cadendo dopo un volo di 360 gradi! Ma qui si attendeva di più Giuliano Razzoli, vincitore nel 2010, ma l’emiliano ha resistito metà manche, poi ha accusato la fatica e ha portato solo gli sci al traguardo, concludendo a +1″92, pur senza errori gravi. Tommaso Sala spera di qualificarsi.

Attualmente è 26esimo a +1″77 quando siamo arrivati al pettorale 50. Niente da fare invece, per Riccardo Tonetti che si sarebbe molto probabilmente qualificato grazie a una parte centrle formidabile. Poi nelle porte conclusive ha iniziato ad arretrare fino a saltare una porta a pochi metri dal traguardo. Davvero una grande chance buttata al vento.

Sarà molto divertente gli emergenti in questa seconda prova. Primo tra tutto i fenomeno nascente Lucas Braathen, il giovanissimo norvegese capace di piazzarsi 13esimo a soli +1″09 dalla vetta. Poi chissà se Linus Strasser riuscirà a ripetere anche nella seconda, una manche così pazzesca come quella portata a termine nella prima. Così come l’austriaco Fabio Gstrein che col 53 si è piazzato addirittura 11esimo a +1″03.
Seconda manche alle 17:40

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.