Dopo due manche su quattro, lo slittino femminile singolo entra nel vivo e la classifica inizia a prendere una fisionomia chiara, anche se i distacchi restano ancora gestibili in vista delle ultime due discese.
Al comando sale la tedesca Julia Taubitz, che con il tempo complessivo di 1:45.188 sfrutta una seconda manche molto solida e si prende la leadership provvisoria. Alle sue spalle resta incollata la connazionale Merle Fraebel, seconda a 61 millesimi: la Germania, dopo due discese, occupa stabilmente le prime due posizioni e conferma una superiorità tecnica evidente soprattutto nella continuità di guida.
Terza è la lettone Elina Bota, a +0.495, atleta che continua a crescere di manche in manche e si inserisce con decisione nella corsa al podio.
Subito dietro arrivano le azzurre, protagoniste di una prova compatta e concreta. Verena Hofer è quarta in 1:45.743, a +0.555, confermando quanto di buono mostrato nella prima manche. La gardenese resta pienamente in corsa per il podio, con un distacco che, su questa pista, non è ancora una condanna.
Quinta posizione per Sandra Robatscher, 1:45.801 a +0.613. Anche per lei una seconda discesa ordinata, senza sbavature, che la mantiene a ridosso delle migliori e davanti a diverse atlete più accreditate alla vigilia.
Sesta è l’austriaca Lisa Schulte, seguita dalla tedesca Anna Berreiter e dalla svizzera Natalie Maag, che chiudono il gruppo delle prime otto già oltre il secondo di ritardo.
Dopo metà gara, dunque, Germania davanti, Italia subito alle spalle del podio con due atlete ancora pienamente in partita. Le ultime due manche saranno decisive: qui non serviranno acuti isolati, ma precisione assoluta, curva dopo curva. Il margine per recuperare c’è ancora. Chi sbaglia, invece, rischia di uscire definitivamente dal discorso medaglie.






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