La prima manche dello slittino doppio femminile si chiude con l’Italia al comando. Andrea Voetter e Marion Oberhofer firmano 53.102, tempo che vale anche il riferimento cronometrico di manche, e mettono subito pressione alle rivali dirette.
Dietro è questione di dettagli microscopici. La Germania di Dajana Eitberger/Magdalena Matschina è seconda a +0.022: nella discesa si vedono alcune imprecisioni di assetto e un ingresso non perfetto, ma la velocità della slitta resta altissima e le tedesche limitano i danni nel tratto centrale, chiudendo praticamente in scia alle azzurre.
Terza l’Austria con Selina Egle/Lara Kipp a +0.091, coppia che resta pienamente dentro la corsa: il loro potenziale sul tracciato è noto, così come la capacità di tirare giù i centesimi nei punti in cui la pista “scorre”. Alle spalle del trio di testa, però, il distacco cambia scala: la Lettonia è quarta a +0.390 e gli Stati Uniti quinti a +0.468.
La manche racconta già dove si decide la gara: non basta avere materiali rapidi se la linea si sporca. Le lettoni Robezniece/Bogdanova, pur con una buona base, pagano errori e una guida molto più “lavorata” rispetto alle prime, finite per allontanarle dal podio provvisorio.
Per le azzurre, il punto chiave è evidente: il tempo è forte e la posizione è quella giusta, ma il margine è minimo. Davanti a tutte con 22 millesimi significa una sola cosa: nella seconda manche servirà una discesa pulita, con gli stessi riferimenti nei tratti tecnici e senza concedere nulla nella fase di accelerazione. La gara è apertissima.






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