Medaglia d’oro alla Svizzera, argento alla Cina, bronzo al Canada. Il podio dello slopestyle femminile a Milano Cortina 2026 si chiude così, senza appello.

Sul gradino più alto sale Mathilde Gremaud, che vince con 86.96, punteggio costruito nella seconda run e mai più avvicinato. Una discesa completa: rail puliti, ampiezza costante, sequenza di double cork gestita senza sbavature. È la run che mette tutte sotto pressione e che resiste fino all’ultimo salto dell’ultima avversaria.
L’argento è di Eileen Gu, 86.58 nella prima run. La cinese prova a rilanciare, ma cade due volte nelle run successive. Il risultato ricalca Pechino 2022: seconda nello slopestyle, con un potenziale tecnico superiore a tutte, ma senza la run completa quando conta davvero.

Il bronzo va a Megan Oldham, che nella terza run piazza finalmente la discesa giusta: 76.46. Una run coraggiosa, con double cork ad alta rotazione, sufficiente per respingere l’ultimo assalto di Kirsty Muir, quarta a 0.40 dal podio dopo un tentativo di difficoltà estrema.
Per l’Italia, Maria Gasslitter chiude decima con 52.45, miglior punteggio della seconda run. Nella terza sceglie di osare e prova il double cork 10, manovra introdotta da poche settimane: cade in atterraggio, ma il segnale è chiaro. A 19 anni, Gasslitter non gestisce: costruisce. In questa finale, semplicemente, non poteva competere con le migliori interpreti al mondo dello slopestyle attuale, atlete che oggi viaggiano stabilmente su tre double ad altissima pulizia.

Pesa anche un’assenza. Flora Tabanelli, l’azzurra che avrebbe potuto giocarsi una medaglia, ha scelto di disertare lo slopestyle per concentrarsi sul Big Air. Decisione legata alla rottura del crociato di novembre e alla scelta di non operarsi, con una gestione selettiva del carico e delle specialità.






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