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Snowboard, il Big air parla giapponese, Ian Matteoli, sbaglia poi risale fino al 5° posto

Il Big Air snowboard maschile dei Giochi di Milano Cortina 2026, disputato al Livigno Snow Park, assegna l’oro al giapponese Kira Kimura con 179.50 punti, davanti al connazionale Ryoma Kimata (171.50) e al cinese Su Yiming (168.50).
Quinto posto per l’Italia con Ian Matteoli, che chiude la finale con 162.50 punti.

Kimura costruisce la vittoria con due run di livello massimo: 89.00 nella prima e 90.50 nella terza, entrambe su backside 1980 chiusi con atterraggi puliti. È l’unico atleta della finale a superare quota 90, e lo fa nel momento decisivo, quando la pressione della terza run ridisegna completamente la classifica.

Alle sue spalle Kimata è solido nelle prime due discese (86.25 + 85.25), sufficienti per blindare l’argento nonostante l’errore nella terza run (DNI). Il bronzo di Su Yiming nasce invece da una gara più irregolare: apertura fortissima (88.25), seconda run penalizzata dall’atterraggio (73.75), poi il 80.25 conclusivo che gli consente di restare sul podio.

Appena fuori dalle medaglie lo statunitense Oliver Martin, quarto a 163.00 dopo una notevole rimonta costruita tra seconda e terza run (79.50 e 83.50).

Per Matteoli la finale è una gara di reazione. Dopo una prima run compromessa (26.25), l’azzurro riesce a chiudere due salti completi nella seconda (80.25) e nella terza (82.25), risalendo fino al quinto posto finale. Il punteggio non basta per il podio, ma certifica la capacità di restare competitivo fino all’ultima run in una finale olimpica ad altissima difficoltà.

La gara è stata segnata da numerosi errori anche tra i favoriti, con cadute e punteggi nulli nella terza run che hanno escluso diversi atleti dalla lotta per le medaglie. Il format del Big Air – due punteggi validi su tre e rotazioni obbligatoriamente in direzioni diverse – ha premiato chi è riuscito a tenere insieme difficoltà, pulizia e gestione della pressione.

A Livigno vince chi chiude quando conta. Kimura lo ha fatto due volte.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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