Non ci sono più aggettivi. E forse è giusto così. Perché Roland Fischnaller, a 45 anni, 3 mesi e 22 giorni, non chiede definizioni: chiede silenzio e cronometro. A Scuol, nel gigante parallelo di Coppa del Mondo, vince ancora. È la 24ª vittoria individuale, il 54° podio. Numeri che non spiegano. Indicano.
La giornata inizia in salita. Quinto dopo le qualificazioni del mattino. La lista dei favoriti guarda altrove. Roland no. Roland guarda il tracciato. Run dopo run ribalta la gerarchia, una corsia alla volta. Prima il coreano Sangkyum Kim, poi lo svizzero Dario Caviezel, quindi il bulgaro Radoslav Yankov. In finale trova un compagno, Mirko Felicetti, al terzo podio stagionale. Anche lì, nessuna concessione.
Fischnaller vince spesso partendo dove altri perdono. La corsia rossa sembra più lenta della blu. Sembra. Roland la trasforma in linea. In timing. In scelta. In due occasioni ribalta il pronostico dichiarato, senza alzare la voce. Superiorità tecnica, lettura, esperienza che non pesa: scorre.
A Scuol non aveva mai vinto. Lo fa oggi, a distanza di oltre quindici anni dal primo trionfo di Limone Piemonte. Sul terzo gradino del podio sale lo sloveno Tim Mastnak, davanti a Yankov. Dettagli, a margine di una certezza.
L’Italia del parallelo aggiorna una stagione che sembra fantascienza: 17 podi complessivi. La classifica di specialità lo dice senza enfasi: quattro azzurri ai primi quattro posti. Aaron March guida con 299 punti, Felicetti segue a 290, Maurizio Bormolini è a 245 come Fischnaller, che a Scuol aveva vinto nel 2025. March resta il primo degli esclusi dopo le qualificazioni. Anche questo fa parte del racconto.
La giornata azzurra non finisce lì. Tra le donne, Elisa Caffont firma un secondo posto di peso, superata nella big final soltanto dalla tedesca Ramona Hofmeister. Terza l’altra tedesca Melanie Hochreiter. Fuori agli ottavi Jasmin Coratti. Per Caffont è il terzo podio dell’anno. Continuità.






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