Gare

Sofia Goggia e Federica Brignone a confronto

Così uguali nella voglia di vincere, nella grinta e negli obiettivi da raggiungere, così diverse nel carattere, nella tecnica e nelle relazioni. Le abbiamo analizzate da cima a fondo con interviste doppie estese anche ai rispettivi skimen, preparatori atletici, manager, uffici stampa, e allenatori. Conosciamole dunque più a fondo, in attesa che si ristabiliscano dagli infortuni di inizio stagione.


Vorresti un team privato?
SOFIA No, perché significherebbe avere pochissime persone e tutto dovrebbe filare perfettamente. Se qualcosa non funziona si rompe l’equilibrio, quindi il top è più privatizzazione stando in nazionale.
FEDE Ci sono pro e contro, mi rendo conto che con un team privato a volte ci sarebbe più qualità, però se metto tutto sulla bilancia la risposta è no.


Pro e contro del lavoro in squadra.
SOFIA Pro: tanto confronto con le altre ragazze. Contro: ogni tanto manca la privatizzazione del lavoro, ma ci stiamo muovendo nella giusta direzione.
FEDE Pro: tutto è organizzato, meno pensieri per me che devo solo presentarmi ai raduni, abbiamo uno staff competente e simpatico più tutto quel che serve, compresa la compagnia. E economicamente di sicuro è meglio! Contro: con un gruppo numeroso c’è meno elasticità di programmi, il lavoro non sempre si può adattare alle esigenze del singolo e pur facendo di tutto per personalizzarlo non potrà mai esserlo tanto quanto in un team privato.


La tua dote, il tuo difetto
SOFIA Dote: la mia indole, il mio carattere, la mia tenacia, soprattutto la mia voglia di vincere. Contro: ogni tanto sono troppo riflessiva.
FEDE Dote: sono testona, non mollo e non mi accontento, sono molto esigente, ma la mia dote più grande è l’energia: ne ho da vendere, non sono mai stanca. Difetto: sono talmente esigente che me la prendo tanto se le cose non funzionano, tendo anche ad assumermi responsabilità su faccende che in realtà non dipendono da me. E poi sono troppo buona.


La sua dote, il suo difetto secondo te
SOFIA La sua voglia di vincere e la sua grinta al cancelletto. Non mi piace a volte… perché parla troppo.
FEDE Immaginavo questa domanda! Dote: sa imitare bene la gente e fa morir dal ridere. Come atleta è una gran lavoratrice, molto determinata e concentrata sull’obiettivo. Difetto: è arrogante e se deve fare qualcosa per sé gli altri non esistono.


Vi rubereste?
SOFIA Nulla.
FEDE Il suo savoir faire con i giornalisti e la sua capacità di fare velocità nei tratti facili.


Alla sera vai a letto felice se…
SOFIA Se ho dato il meglio di me e soddisfatto i miei obiettivi quotidiani.
FEDE Mi sono fatta un mazzo così… e mi sono mangiata un gelato gigante.


Al mattino ti alzi piena di energia se…
SOFIA Sempre.
FEDE C’è il sole, perché se vedo brutto perdo subito entusiasmo.


3 parole per definire l’estate sui ghiacciai
SOFIA Sveglia presto, fiato in pista, soddisfazione post giornata.
FEDE Faticoso, utile ma sopravvalutato nel mondo degli sci club.

 


Se dico palestra…

SOFIA Lavoro fisico intenso e uno step verso i miei obiettivi.
FEDE Per fortuna solo poche volte a settimana, lavoro molto più spesso all’aperto, ecco perché adoro il sole, lavorare all’interno mi toglie energie.


Se dico campo d’atletica…
SOFIA Ostacoli, ritmo, intensità e andature.
FEDE Lavoro molto faticoso per noi che non sappiamo usare i piedi per correre nel modo corretto, ma mi è sempre piaciuto e mi gasa molto fare atletica: dopo un allenamento al campo sono distrutta ma molto soddisfatta.


Se dico cancelletto…
SOFIA Porta di accesso verso i miei obiettivi e stare in me stessa.
FEDE Adrenalina.


Se siete in camera assieme, quali sono le regole da rispettare?
SOFIA Ordine e orari la sera, io però sono sempre in singola, perché mi alzo prima e mi sento così più libera.
FEDE L’ordine non è obbligatorio, ma ognuno deve stare nel suo spazio e bisogna rispettare il riposo altrui. Quando abbiamo passato lunghi periodi assieme ha funzionato.


Top e down della scorsa stagione
SOFIA Top Lake Louise la prima gara, primo di 11 podi, e poi le due vittorie, la soddisfazione dei Mondiali e… tutto è stato top. Down doppio zero a Semmering e soprattutto il superG dei Mondiali.
FEDE Top Plan de Corones e tutti i podi, down Semmering e Maribor, cadute in serie.


La prima cosa che metti in valigia?
SOFIA Tutta l’attrezzatura necessaria.
FEDE Le infradito.


Cosa ti capita di dimenticare più spesso?
SOFIA Nulla.
FEDE Il pigiama, sempre, devo quindi dormire con una maglietta Kappa della squadra, ne ho sempre una di riserva.


Una giornata di sci in relax con tre persone. Chi scegli?
SOFIA Mio fratello Tommaso, mia mamma e mio papà.
FEDE Ma solo tre? Perché io vorrei il mio ragazzo Nicolas, mia mamma, mio papà, mio fratello e anche tutti i miei amici. A fine stagione con loro organizzo sempre una giornata di «baiting» più sci ed è il massimo.


La vacanza ideale
SOFIA Un viaggio alla scoperta di nuove culture.
FEDE Con la tavola da surf che mi sono appena comprata. Io, lei, le onde e una buona compagnia.
La domanda che non sopporti
SOFIA Mi chiedono sempre della rivalità con la Brignone quando in realtà io ho sempre pensato solo a me stessa. La trovo inutile visto che io penso a me e non devo parlare degli altri.
FEDE Ma quindi con Sofia c’è davvero rivalità? Vi odiate davvero? Risposta definitiva, la accendiamo: c’è rivalità, ovvio, ma è sana e niente di più.


In ricognizione tendi a ricordare porta per porta o solo i punti chiave?
SOFIA Porta per porta.
FEDE Ricordo tutto, ho buona memoria fotografica e quando visualizzo il tracciato lo ripasso tutto. Prima di partire però il focus è solo su tre, quattro punti importanti.


Prima o ultima a entrare in funivia?
SOFIA Prima.
FEDE Ultima per scendere prima e poi ultima anche a scendere dalle piste.


Prima o ultima ad arrivare agli appuntamenti di gruppo?
SOFIA Puntuale.
FEDE Sono puntuale, ma mai in anticipo.


La prima cosa che scegli dal buffet della colazione?
SOFIA Dipende dal buffet, ma in genere il caffè.
FEDE La frutta.


Quando scende Sofia/FEDE cosa pensi?
SOFIA Non penso.
FEDE Faccio fatica a guardarla, rischia talmente che spero solo arrivi in fondo sana e salva.


Il Genio della lampada esaudisce 1 tuo desiderio. Cosa gli chiedi?
SOFIA Essere sempre me stessa e in me stessa.
FEDE Un po’ di autostima in più… E se posso due desideri 10 cm in più di altezza.


Quando posti ogni quanto controlli i like?
SOFIA Dopo qualche ora.
FEDE Dipende dai momenti, se non ho tempo passa anche un giorno.


Quanto ti capita di essere riconosciuta ti piace o ti dà fastidio?
SOFIA Dipende da chi mi incontra e comunque mi capita spesso in ogni ambiente… e mi piace.
FEDE Ultimamente molto spesso se sono in ambiente sportivo, ma anche a Milano o al mare è capitato. Se sono nel mondo sportivo non mi dà fastidio, se sono con i miei amici o con il mio fidanzato mi imbarazza abbastanza, non sono abituata e per questo a volte sto sulla difensiva e risulto poco cordiale.


Quanto ricerchi la popolarità?
SOFIA Non la ricerco.
FEDE Poco e niente, usare i social è importante per l’immagine, ma nella vita normale mi piace restare quella che sono, non cerco di mettermi in mostra e se nessuno mi conosce di sicuro non mi presento.


Il film che ti ha fatto più ridere? E piangere?
SOFIA Ridere Quo Vado di Checco Zalone e più piangere Hachiko.
FEDE Non ne guardo molti, ho poco tempo per farlo, da bambina piangevo tantissimo per Bambi e per il Re Leone, ultimamente l’ho fatto guardando Famiglia all’improvviso. A farmi ridere sono stati tanti, ti dico ad esempio Terapia d’urto.


Se chiudi gli occhi e pensi alla scorsa stagione che immagine vedi?
SOFIA Quella del podio della Corea. Il primo o il secondo fa lo stesso, eravamo le stesse tre (con Sofia c’erano Lindsey Vonn e Ilka Stuhec, ndr), cambiavano solo i pettorali.
FEDE Plan de Corones, con la corona in testa apro la bottiglia e cerco di bagnare Marta e Tessa sul podio.


Il campione che ti ispira di più?
SOFIA Mi piacciono tanto i nuotatori italiani, Phelps è un esempio, ma anche Nadia Comaneci è un grande esempio.
FEDE Roger Federer.


Il libro che rileggeresti?
SOFIA Open di Andre Agassi.
FEDE La trilogia di Stieg Larsson.


La pista del cuore?
SOFIA L’Olympia delle Tofane di Cortina.
FEDE La 3 di La Thuile.


Agassi ha detto che un allenatore deve soprattutto essere un problem solver. Quanto approvi?
SOFIA Non approvo, l’allenatore deve darti le strategie, il problem solver devi essere tu stesso, loro possono aprirti delle strade ma poi sei tu a doverle percorrere.
FEDE Approvo, però penso anche che un allenatore debba soprattutto motivare l’atleta, trovare la chiave per fargli dare ogni giorno il 100%.


Ogni quanto ricarichi lo smartphone?
SOFIA La notte.
FEDE Ultimamente anche due volte al giorno perché non tiene più la batteria. In vacanza ogni 3 giorni perché non lo uso mai.


Quanto sei stata sincera da 1 a 10?
SOFIA 10!
FEDE 10!



IL PARERE DEI RISPETTIVI PREPARATORI ATLETICI
Matteo Artina per
Sofia e Federico Colli per Federica

Sofia Goggia in allenamento

Matteo Artina – Sofia Goggia
33 anni di Bergamo, laurea in scienze motorie e fisioterapia, oltre che con Sofia (e Michela Moioli) collabora con due società rugby di serie A e con una di ginnastica artistica maschile, sempre di serie A. Ha creato una squadra di pesistica olimpica e ha anche un’attività privata di fisioterapista. Ritiene una gran fortuna poter collaborare con atleti di vari sport (ha seguito anche karate e tuffi) per arricchire le sue esperienze. Lo sci è sempre stato la sua grande passione (assieme alla ginnastica e alla pesistica) e fino a 18 anni ha anche fatto gare (che lui definisce ridicole)

Federica contro Federico!

Federico Colli
38 anni, milanese trasferitosi in Valle d’Aosta spinto dalla passione per lo sci, è maestro e allenatore federale di III° livello (sci alpino), ha il diploma di Istruttore fitness e body building, fit boxe, nordic walking e quello nazionale del Coni di preparatore atletico di primo livello. Per non farsi mancare nulla è anche skipper e sta facendo il corso per diventare istruttore di subacquea. Ma lo sport, a 360°, non è tutto nella vita e allora ecco la laurea in economia conseguita alla Bocconi di Milano. Tornando allo sport, può vantare grandi prime di sci estremo in Himalaya e al Polo Nord, fiore all’occhiello la prima discesa italiana con gli sci dall’Ice Fall dell’Everest nel 2013. Ama molto anche il surf e quando può scappa a cercare onde in luoghi remoti. Oltre che con Federica e il suo mini gruppo lavora come preparatore atletico e allenatore in pista per lo sci club Courmayeur (dividendosi tra Milano e Courmayeur)


Da quanti anni lavorate assieme?

MATTEO ARTINA – SOFIA  Abbiamo iniziato nel maggio del 2016, ma il nostro incontro è stato casuale, anche se la casualità forse non esiste… Lei lavorava autonomamente in una palestra dove io ero andato per delle consulenze e si è incuriosita perché mi occupavo in modo specifico di pesi. Ci siamo conosciuti per fare qualcosa assieme su quel fronte, poi ci siamo confrontati su aspetti generali dell’allenamento e l’ho seguita per qualche seduta. Volevo darle delle dritte, volevo aiutare questa ragazza volenterosa e determinata a migliorare. Dopo i test fisici federali al centro Mapei mi ha fatto vedere i risultati e dopo un mese di confronti conoscitivi mi ha chiesto se mi andava di aiutarla in modo più costante. Ora alla 035Gym di Bergamo seguo anche la snowboarder Michela Moioli, non  sempre lei e Sofia si allenano assieme, ma spesso conviene che lo facciano perché si stimolano a vicenda e lavorare in due rende tutto meno pesante

FEDERICO COLLI– FEDERICA Abbiamo iniziato nella primavera del 2015 e siamo quindi alla terza stagione assieme. Avevo conosciuto Fede ragazzina allo sci club Courmayeur prima che entrasse in squadra, avevamo fatto qualche seduta atletica e un corso di fit boxe in palestra, poi lei ha fatto il salto di qualità ed è entrata in un altro mondo, ma due anni fa ha capito che le serviva un ulteriore passo in avanti anche dal punto di vista atletico. Cercava qualcuno di fiducia vicino a casa, mi ha contattato ed eccoci qua. Dal 2016 fanno parte del gruppo anche Martina Perruchon (squadra Coppa Europa) e Raffaella Brutto (atleta di punta dello snowboard cross italiano). Il programma viene adattato e personalizzato e solo ogni tanto le ho tutte e tre assieme, ma lavorare in gruppo fa bene, perché Fede è super competitiva e il confronto con le altre la stimola a darci ancora più dentro. Il nostro ritrovo è nella Tana delle Tigri dove tengo le macchine da tortura più complicate e difficili… Scherzi a parte, l’idea della Tana prende spunto dal cartone animato giapponese che guardavo da ragazzino.


Che progressi hai colto da inizio rapporto?

MATTEO ARTINA – SOFIA Quando abbiamo cominciato ho visto subito che lei si utilizzava male, si muoveva male pur avendo buone carte da giocare. Non ho ancora esaurito l’obiettivo di «sgrezzarla», ma sicuramente abbiamo fatto passi avanti e ora nel lavoro esprime meglio la fluidità nei movimenti, è meno dispersiva nelle movenze e nelle energie. Perché ricordo che utilizzandosi male si disperde molto più di quel che serve.
FEDERICO COLLI– FEDERICA Il primo obiettivo era evitare grosse infiammazioni alle ginocchia e alla caviglia, per lei punti delicati. Siamo riusciti a fare un programma più armonico e personalizzato riuscendo ad aumentare molto la forza, la velocità e la forza esplosiva. Quando abbiamo iniziato non riusciva a utilizzare macchinari o pesi e non potevamo lavorare sui balzi. E’ poi migliorata molto sulla tecnica della corsa e per correggere i suoi problemi di stabilità abbiamo fatto un lavoro enorme sul core, gli addominali, e da atleta normale è diventata una iena


Cosa hai cambiato nella sua preparazione?

MATTEO ARTINA – SOFIA  Abbiamo aggiunto molta più attività a corpo libero e ginnastica che esplori le tre dimensioni. Usiamo vari attrezzi e curiamo in modo specifico la tecnica di esecuzione dei movimenti. Abbiamo lavorato molto sulle tecniche di corsa e di pesistica, per sfruttare al massimo il lavoro di forza

FEDERICO COLLI– FEDERICA Tutto. Fede non seguiva un metodo specifico: faceva tante cose, ma non mirate per quel minuto e mezzo che serve agli sciatori. Faceva fin troppo, ma senza intensità elevate, non aveva un metodo di lavoro personalizzato, accumulava tante ore di sport vari, ma nulla di altamente specifico per uno sciatore. Negli anni, all’interno dei micro cicli di lavoro, siamo riusciti a introdurre più sedute da dedicare alla forza e alla velocità.


Quale la sua miglior dote? Ci dai qualche dato significativo?
MATTEO ARTINA – SOFIA  Sofia è una persona molto esigente, vuole che le cose vadano fatte come devono essere fatte e questo fa sí che stia un’ora in più al lavoro se serve. Per lavorare il terreno è molto fertile quindi… Quanto alle qualità fisiche ha una capacità pazzesca di recuperare dopo un lavoro di fatica aerobico o muscolare: un bel vantaggio durante la stagione quando le gare si susseguono una dopo l’altra, ma anche nella gara in sé, per poter dare sempre il massimo. Come dato ne indico uno secondo me interessante ed è che dopo un lavoro che l’ha portata a 175 battiti mantenuti per due minuti, roba dura quindi, «muore», si sdraia, beve e in tre minuti è pronta a ripartire e a dare ancora una prestazione di alto livello. Grazie a questa dote si può programmare tanto volume di lavoro.

FEDERICO COLLI– FEDERICA Ha un’energia infinita, il mio compito è cercare di incanalarla nella direzione giusta perché non la disperda in mille attività. Ha sempre voglia di lavorare, non l’ho mai vista svogliata, nemmeno dopo una vittoria in Coppa quando passava da casa per due giorni. Ha fame di migliorarsi e non si tira mai indietro, non molla mai mentalmente o fisicamente. Dal punto di vista fisico ha una dote che raramente ho riscontrato in altri atleti: la capacità di risolvere e fare suoi gesti motori nuovi, provati per la prima volta. Sa coordinare il suo corpo in modo impressionante. E grandiosa è anche la sua velocità di recupero dopo lavori anaerobici lattacidi. Cardio alla mano mi ha davvero stupito, credo che pochi maschi siano al suo livello su questo aspetto. Ricordo che dopo un circuito da 3 minuti arrivava a 180 battiti e tornava sotto i 100 in un minuto e 15 secondi, quando le altre erano ancora a 120 dopo tre minuti… E a proposito di cifre, un’altra sua grande dote è la memoria su numeri e dati: ricorda tutto, di sé e delle altre, da un anno con l’altro.


E la lacuna da migliorare, il punto debole?
MATTEO ARTINA – SOFIA La coordinazione, tutto quello che riguarda l’utilizzo congiunto di braccia e gambe. Sofia tende a muoversi troppo, c’è spesso esagerazione nei gesti che fa e questo nello sci va corretto. Bisogna riuscire ad isolare le varie parti del corpo una dell’altra, perché più il gesto è essenziale e meglio lei si esprime, quindi l’obiettivo è asciugare i movimenti. Le dico quindi di ridurre i movimenti ai minimi termini, deve trovare soluzioni al problema facendo il meno possibile.

FEDERICO COLLI– FEDERICA Spesso bisogna insistere per convincerla che qualche volta riposare fa meglio che continuare a stressare i muscoli. Dovrebbe sforzarsi ogni tanto a fermarsi, riposarsi davvero serve. Per avere i risultati migliori il fisico e la mente hanno bisogno di recupero. Perché l’allenamento porti a un reale miglioramento dovrebbe sfruttare meglio gli effetti della super compensazione.


Si tira mai indietro durante il lavoro?
MATTEO ARTINA – SOFIA Mai, sono io a tirarla indietro a volte, se ritengo che l’allenamento fatto vada bene. Succede che io sia soddisfatto e le dica ok basta così dopo 6 delle 8 serie previste, ma a lei non va bene, vorrebbe fare tutte le 8. Ogni tanto vinco io ogni tanto lei, la lascio fare, perché mentalmente è importante soddisfare gli obiettivi fissati.

FEDERICO COLLI– FEDERICA Mai, anzi, spesso in questi anni ho dovuto proporre le cose con prudenza, se le dico lanciati dalla finestra lei lo fa, ci vuole provare. Ci devo pensare bene prima di farle fare cose strane e nuove, lei la gamba non la tira indietro, mai.


Come avete impostato il lavoro rispetto all’anno passato e con che obiettivo?
MATTEO ARTINA – SOFIA L’anno scorso ci eravamo divertiti molto con i lavori di tecnica per migliorare il gesto, ora abbiamo aggiunto molte ore di allenamento e ci siamo concentrati un po’ di più della strutturazione fisica, per guadagnare in forza pura e qualità muscolare a protezione delle articolazioni. Più lavoro dunque, ma con lei ho un progetto pluriennale che va costruito piano piano… Quanto al programma, tutti i giorni facciamo un macro blocco di 4-5 ore essenzialmente indoor. Sempre tutti i giorni è previsto un secondo blocco più breve di due ore, per lavori cardio, in acqua o per la corsa. Questo a volte se lo fa da sola. Alla domenica mattina poi abbiamo un appuntamento fisso in città alta, per lavori in salita all’aperto di un paio d’ore.
FEDERICO COLLI– FEDERICA Il cambiamento è stato lavorare di più sulla forza. Con le pinze però, e dopo ogni allenamento chiedevo un feedback su muscoli e articolazioni. Ha digerito bene un lavoro maggiore di forza e c’è stato incremento di forza e velocità, in estate ha conseguito i migliori risultati degli ultimi 3 anni e in alcuni esercizi è passata al T-Rex level, un gioco-sfida che abbiamo intrapreso con il gruppo, ispirandoci al film Predator. Su altri esercizi c’è ancora da lavorare. Quanto all’impostazione del lavoro, il grosso dell’allenamento è stato fatto da metà maggio a fine agosto, diviso in 12 micro cicli, ognuno dei quali comprendeva 5 o 6 giorni di allenamento e 1 o 2 di riposo. In alcune giornate era prevista la doppia seduta, 2 ore e mezzo al mattino e idem al pomeriggio. Quando la seduta era singola al pomeriggio si dedicava 1 ora a esercizi di equilibrio, allungamento, stretching, lavori con i rulli decontratturanti o attività con il cancelletto del Team Event, che grazie a Raffi (Raffaella Brutto, ndr) avevamo nel giardino dietro casa. Un paio di volte abbiamo unito l’utile al dilettevole e il programma di equilibrio lo abbiamo fatto surfando dietro a un motoscafo sul lago di Viverone. Il grosso del lavoro è alle spalle, ora si tratterà di fare richiami per mantenere i suoi livelli per tutta la stagione come l’anno scorso, quando è stata in formissima fino alla fine.


Com’è lavorare con lei? Come conciliate l’allenamento fisico con gli altri impegni e come ti coordini con gli allenatori della squadra quando è in raduno?
MATTEO ARTINA – SOFIA Abbiamo un calendario fisso settimana per settimana, mai visto Sofia distratta da altre cose, durante l’allenamento è sempre molto concentrata. Capita che sia stanca o di fretta, ma gli allenamenti non hanno mai accusato il peso delle sue attività extra. Di sicuro rispetto all’anno scorso è stato importante calendarizzare tutti gli allenamenti per conciliarli con gli altri suoi impegni, ma in realtà giorni di riposo non ne ha, non gliene ho dati, in ogni settimana ci sono solo 24 ore di stacco con la possibilità per lei di fare altro. Quando è a casa ci vediamo in pratica tutti i giorni e se capita che sia stanca si lavora lo stesso, curando magari certi aspetti dell’allenamento che richiedono meno prestanza fisica. In palestra si può sempre trovare qualcosa di utile da fare! Quando è via, ho trovato un eccellente collaborazione con i preparatori della squadra, ci confrontiamo prima delle varie partenze e durante le permanenze altrove, ci aggiorniamo o via telefono o per mail e durante la preparazione a casa è capitato che venissero a vedere: davvero encomiabile la loro disponibilità!

FEDERICO COLLI– FEDERICA
Il programma è stato studiato in base ai suoi impegni con la squadra, test atletici compresi (prima di quelli non si esagerava per avere dati validi) e come già negli ultimi anni le nostre vite sono a incastro fra Milano, La Salle e Courmayeur, per conciliare tutto, compreso la sua vita privata e la mia… E’ un gioco di puzzle fantastico, di sicuro non ci si annoia. In ogni caso l’allenamento per lei viene prima di tutto, non ne ha mai mancato uno. Ho un piano A e uno B, a seconda di come sta, i report sono giornalieri. Per quanto riguarda il coordinamento con la squadra, in questi anni mi sono sempre sentito con il suo fisioterapista e con i preparatori atletici, Muzzarelli prima, Damiano Scolari poi, ora anche Marcello Tavola. Sono venuti anche a vederla durante una seduta e abbiamo condiviso il programma: la linea da seguire è chiara.


Esiste fra voi un rapporto extra professionale?
MATTEO ARTINA – SOFIA Abbiamo un bel rapporto di dialogo che va anche oltre l’aspetto lavorativo dei nostri ruoli, ma non usciamo mai assieme. Capita di pranzare assieme dopo l’allenamento o magari di organizzare una cena, ogni due mesi. Come detto parliamo molto, con buona confidenza anche extra sportiva, perché lavorando assieme è importante condividere tutto, visto che le cose della vita condizionano la resa negli allenamenti.
FEDERICO COLLI– FEDERICA Siamo simili di carattere e com’era inevitabile negli anni è maturato fra noi un bel rapporto. L’ho vista trasformarsi da ragazzina promettente ad amica e continuerò a dare il mio massimo per farla entrare ancora più nella storia dello sci.



IL PARERE DEI RISPETTIVI SKIMEN
Federico Brunelli per Sofia Goggia e Mauro Sbardellotto per Federica Brignone

Mauro Sbardellotto e Federico Brunelli

Federico Brunelli
Che compirà 27 anni a dicembre, è un milanese trasferitosi in Valle d’Aosta a 16 anni, spinto dalla sua grande passione per lo sci. «Per due anni ho vissuto da solo in una parrocchia, facevo le gare ma non ero forte, la mia più grande passione era preparare gli sci e dopo essere diventato maestro ho iniziato a fare lo skiman grazie ad Amato Cerise. E’ lui che mi aiutato ad entrare nell’orbita della Fisi, per la quale lavoro da sette anni. Sofia dopo la grande stagione avrebbe potuto avere lo skiman Atomic, ma ha preferito continuare con me che preparo anche gli sci di Marta Bassino. Il gruppo Amer ci ha messo a disposizione un furgone che da un lato ha la scritta Atomic/Sofia Goggia e dall’altro Salomon/Marta Bassino. Ho tanto lavoro ma non mi lamento e anzi, mi piace molto trovare soluzioni per riuscire a gestire al meglio le mie due atlete, molto diverse fra loro». La sua collaborazione con Sofia è iniziata nel 2015

Mauro Sbardellotto
Valtellinese di Santa Lucia Valdisotto dove vive con la compagna e i due figli di 20 e 15 anni, ha 49 anni ed è uno fra gli skiman più blasonati (e medagliati, 11 in totale i suoi allori fra Mondiali e Olimpiadi) della storia dello sci. Ha tirato le lamine a Deborah Compagnoni, Isolde Kostner, Daniela Ceccarelli, alle sorelle Fanchini (è tuttora lo skiman di Nadia) e con Federica sta per iniziare la sua quinta stagione. A differenza del fratello Danilo (fra i più forti discesisti azzurri negli anni Ottanta) ha interrotto la carriera agonistica a 18 anni e a 20 ha cominciato quella da skiman, fino al 1994 per la Fisi e da allora per il Gruppo Rossignol

Quanti sci ha a disposizione?
FEDERICO BRUNELLI – SOFIA: Si parte da 30 paia, 12 da gigante, 10 da discesa e 8 da superG per arrivare ai 17 che portiamo in giro durante la stagione. A questi aggiungiamo 4 paia da slalom che però Sofia non testa. L’anno scorso abbiamo preso una strada diversa da quella delle altre atlete Atomic, continueremo naturalmente su questa.

MAURO SBARDELLOTTO – FEDERICA: Il pacchetto di partenza prevede 46 paia: 15 da gigante, 13 da superG, 10 da discesa e 8 da slalom. Fino a novembre Fede testa, sceglie, screma per arrivare alle 30 paia che portiamo in giro durante la stagione invernale. Gli sci da velocità sono in ogni caso già stati testati e selezionati da altri, appena possibile poi si fanno girare almeno 6/7 giorni per capire se sono buoni o meno.


Come li prepari?
FEDERICO BRUNELLI – SOFIA:
A mano quelli da velocità, a macchinetta, la Snowglide di Pellizzari, quelli da gigante e slalom. Faccio un angolo di 86/87 gradi a seconda della neve, a variare è però il tuning che in slalom faccio di 0,5, in gigante 0,7, in superG 1,4 e in discesa 1,6.

MAURO SBARDELLOTTO – FEDERICA: A mano quelli da discesa e superG, a macchinetta gli altri. Dall’anno scorso uso anche io la Snowglide, che mantiene un alto standard di preparazione. Come angolo siamo a 87 gradi, il tuning in discesa e superG è di 1,2 e in gigante 0,6, così come escono dall’azienda.


Quanti sci porti in partenza della gara, chi fa la scelta finale e quanti sci da gara cambia durante la stagione?

FEDERICO BRUNELLI – SOFIA: Per le gare di gigante ho sempre pronti due sci uguali. Idem per discesa e superG, ma quando si fa la scelta finale in base alle condizioni uno resta in pulmino. Ogni scelta è condivisa, Fede ha una grandissima sensibilità e in questo mi ricorda Deborah Compagnoni: ci si confronta su tutto ma a lei spetta l’ultima parola, soprattutto in gigante. Per discesa e superG capita invece che si affidi alle mie scelte. L’anno scorso in gigante ha sempre usato lo stesso modello, ma tre paia diverse, vuoi perché aveva preso dei sassi o perché era finito, come si dice in gergo…

MAURO SBARDELLOTTO – FEDERICA: Per tutte le discipline un paio, ma uno di riserva è sempre pronto nel furgone. Per la discesa la scelta viene fatta in base alle prove e la condividiamo, ma succede spesso che lei mi dica fai tu, perché si fida e lascia fare. Nella scorsa stagione ha usato due paia di sci ma sempre dello stesso modello, sia in gigante che in discesa che in superG. Una volta trovato il feeling giusto è difficile cambiare, anche perché il tempo per testare e trovare soluzioni diverse non è mai molto durante la stagione. Quando hai delle sicurezze è meglio mantenerle.


Com’è il vostro rapporto extra professionale?

FEDERICO BRUNELLI – SOFIA: Direi ottimo, Fede passa tutti i giorni in skiroom a fare due chiacchiere, a portare un caffè o quel che serve e ci sentiamo spesso anche quando non siamo in giro assieme.

MAURO SBARDELLOTTO – FEDERICA: Il nostro è un rapporto atleta-skiman, io non sono un chiacchierone e in ogni caso troppa amicizia non permetterebbe critiche costruttive. Sofia ha bisogno di uno che ogni tanto la bacchetti un po’… Nel pomeriggio quando sono al lavoro passa spesso in skiroom a chiedere se ho bisogno di qualcosa.


Cosa ti piace e cosa no della tua atleta

FEDERICO BRUNELLI – SOFIA: Mi piacciono la sua determinazione e la sua grande cattiveria. In gara sa mettere due marce in più. Non mi piace… il fatto che sia donna! Perché come tutte le donne si perde in tante cavolate e si fa condizionare da fattori esterni che non dovrebbe nemmeno prendere in considerazione.

MAURO SBARDELLOTTO – FEDERICA: Mi piacciono la grinta e la testardaggine che mette in ogni cosa che fa. Non mi piace… difficile da dire dopo la stagione che ha fatto! Direi che sbaglia quando complica le cose semplici e vuole ricercare soluzioni speciali quando non servono.



IL PARERE DEI MANAGER

Carlo Gerosa assieme a Sofi
Andrea Vidotti e Sofia
Giulia e Daniela Mancini

Dopo una breve esperienza con la società svizzera GPS, dalla primavera del 2016 Sofia è seguita a livello manageriale da Carlo Gerosa, ex slalomista azzurro ora impegnato nel settore immobiliare che a Sofia dedica un 30/40% del suo tempo, percentuale che nella primavera ed estate scorse ha toccato punte dell’80%. Nel 2016, dopo aver siglato l’accordo con la sua concittadina bergamasca, Carlo aveva allertato Andrea Vidotti (titolare della società Ideeuropee di Verona che ha nella sua scuderia atleti come Innerhofer, Nadia Fanchini, Pellegrino e Wierer) per coprire il ruolo di addetto stampa e curatore dell’immagine, in caso fosse servito. È servito eccome e Andrea ha cominciato la sua missione dopo il primo podio di Killington. La nostra intervista vedrà dunque coinvolti sia Carlo che Andrea.Federica invece non ha mai avuto un manager fino al 2016, nella passata stagione ha collaborato con la società Makers di Milano e nell’estate scorsa ha siglato un contratto quadriennale in esclusiva con la società Mancini Group di Vicenza delle sorelle Giulia e Daniela Mancini. Alle nostre domande ha risposto la prima.

Gli sponsor vanno cercati o arrivano da soli?
CARLO GEROSA – SOFIA: Entrambe le cose, da quest’anno Sofia è molto ricercata e la scelta deve essere fatta valutando in prospettiva: il suo percorso come atleta di alto livello inizia ora e davanti a lei ci sono stagioni interessanti. Lo sponsor deve garantire quindi, oltre al gradimento, continuità e serietà. Abbiamo cercato di non esagerare con la visibilità, per dare presenza a quelli scelti lavorando bene con loro. La decisione viene fatta di comune accordo e siamo in buona sintonia, solo per quanto riguarda l’attrezzatura tecnica ha lei più voce in capitolo, ma in generale segue i miei consigli.

GIULIA MANCINI – FEDERICA:
Premetto che faccio questo lavoro da quasi 30 anni e che ho avuto la fortuna e l’onore di lavorare per grandissimi campioni (Compagnoni, Ghedina, Isolde e Carolina Kostner, Juventus calcio, ora Antonio Conte… solo per citare i più noti, ndr) dai quali ho imparato tantissimo e in particolare il fatto che le reciproche vite lavorative sono una sfida da affrontare assieme giorno per giorno. Dopo tanti anni ho deciso di tornare nello sci e lavorare per Federica con un progetto studiato su misura per lei, perché in lei vedo valori e potenzialità non ancora raccontati, che possono essere di stimolo e aiuto per ragazzi che hanno voglia di avvicinarsi allo sport. Per rispondere alla domanda, gli sponsor non arrivano da soli, vanno cercati. Le aziende sono corteggiate da tantissimi manager e atleti di tutti gli sport, per conquistarle bisogna quindi presentare un progetto di comunicazione che sia in sinergia fra atleta e azienda e dar loro molto più di uno spazio su cui appicciare il loro marchio.


Cosa si vende bene di Sofia?
CARLO GEROSA-SOFIA:  Di Sofia si vende bene l’atteggiamento che mette in gara, la sua indole di attaccante, la sua voglia di dare il massimo, di andare anche al di là dei suoi limiti. Lei non si tira mai indietro e questo piace molto. Agli sponsor è anche piaciuta la sua incredibile escalation di grandi risultati ottenuti con continuità per tutta la scorsa stagione, grazie ai quali è sempre rimasta sulla cresta dell’onda, conquistandosi una grande visibilità ANDREA VIDOTTI: Abbiamo lavorato molto sui valori positivi che sono cercati dalle aziende e molte hanno trovato in lei quello che cercavano: intelligenza, carattere forte, amore e passione per lo sci, legame con la famiglia.

Giulia e Daniela Mancini

GIULIA MANCINI – FEDERICA: I suoi valori, che sono tanti e molto simili a quelli che aveva anche la Compagnoni. Innanzi tutto il grande talento naturale e la grande serietà nel lavoro. Come Deborah poi Fede è genuina, non indossa mai una maschera, è simpatica ed è una donna che ama e rispetta la natura. E ancora: Fede è bella, molto dinamica e coraggiosa, un momento ti sembra un maschiaccio e un attimo dopo mostra grande femminilità. È molto umile e semplice, la tipica ragazza della porta accanto e ha anche grande attenzione per il sociale. E poi un altro suo valore importante è la famiglia, la sintonia e l’amore che ci sono fra lei e suo fratello Davide sono qualcosa di davvero speciale.
E da comunicare c’è anche la sua fantastica capacità di reagire alle difficoltà, cosa che ha fatto nella scorsa stagione da gennaio in avanti.


In cosa può migliorare / crescere come personaggio?
ANDREA VODOTTI – SOFIA:  Punti deboli in lei ne vedo pochi. E’ stato il primo anno al top e ha quindi tutte le possibilità per migliorare ancora, cosa che farà perché da ogni esperienza riesce a trarre degli insegnamenti. La prova del fuoco è stata dopo la fine della stagione, ha avuto un mese molto impegnativo e ha capito quanto sia forte la pressione e come ci si sente quando sei nel vortice. Ha capito che nelle difficoltà serve reagire e lei ha il carattere per farlo. Quando arrivano tante richieste bisogna avere la forza per dire no, io propongo e do il mio parere, ma lei ha ultima parola. CARLO GEROSA: Per crescere deve continuare ad andare forte nelle gare, il personaggio si crea fuori pista, ma tutto parte dal risultato. Una Lindsey Vonn adesso può anche non avere bisogno della vittoria perché si parli di lei, ma se è arrivata a questo punto è perché di vittorie ne ha già accumulate tantissime! Quindi per migliorare e solidificare il suo personaggio Sofia deve continuare su questa strada di grandi risultati e restare sempre molto positiva. Deve restare quella che è, mantenere la sua spontaneità e la sua modestia.

GIULIA MANCINI-FEDERICA: Appena deciso di lavorare con Fede ho commissionato una ricerca sulla sua immagine per capire come era vista dalla gente, che percezione avevano in termini di valori e dove dovevamo lavorare assieme per migliorare. Ne è uscita molto meglio di quel che immaginavo: ha ottima notorietà e indice di bravura sopra la media, quel che dobbiamo incrementare è l’indice della sua simpatia, per far aumentare il mix di questi valori che danno la popolarità. Sto cercando di farle capire che il personaggio è un mix fra notorietà, simpatia e bravura. Quando lei riuscirà a far convivere questi tre valori non potrà far altro che crescere ancora.


Social: quanto contano? Chi li gestisce?
ANDREA VIDOTTI – SOFIA: Fa tutto lei, non c’è mediazione fra noi, sarebbe falso se facessi io, mi limito a darle qualche consiglio. Sofia usa molto l’ironia ed è brava a coinvolgere, dai suoi post esce bene il suo carattere e la sua personalità. Ultimamente si cerca di fare attenzione anche al discorso commerciale, la marchetta va disciplinata: il post non deve essere troppo pubblicitario, ma allo stesso tempo le aziende sono pronte a lamentarsi se manca un riferimento.
CARLO GEROSA: Condivido e aggiungo che dei social si deve occupare quando ha il tempo e la voglia per farlo: non deve rubarne all’allenamento.

GIULIA MANCINI – FEDERICA: Contano moltissimo, sono un valore che anche le aziende considerano. Federica è attiva e gestisce tutto lei, tiene molto al rapporto con i suoi tifosi, ma non è una fanatica, non esagera come secondo me fanno tanti atleti, non perde più tempo del minimo indispensabile, li usa insomma nel modo giusto. Per lei prima di tutto viene l’allenamento e si vede!


E il sito internet?
ANDREA VIDOTTI – SOFIA: Serve anche quello, ci stiamo lavorando e andrà online a inizio stagione

GIULIA MANCINI-FEDERICA: È una parte dei social interessante, è una presentazione per chi vuole saperne di più, soprattutto i media e le aziende, anche se i social adesso sono molto più seguiti


Esiste fra voi un rapporto extra professionale?

ANDEEA VIDOTTI – SOFIA: C’è stima, lei riconosce la mia esperienza ventennale specifica nel settore, per questo c’è anche il massimo rispetto. Amicizia? Bé, io ho un carattere che mi fa stare bene con gli atleti, ma direi che il nostro rapporto è esclusivamente legato alla professione, anche perché ho il doppio dei suoi anni! CARLO GEROSA: Extra lavoro ci frequentiamo ogni tanto, anche con i suoi genitori c’è un buon rapporto, ma non lo definirei di amicizia anche se viviamo nella stessa città. Di sicuro c’è grande stima reciproca

GIULIA MANCINI-FEDERICA: Ci conosciamo da poco, prima la seguivo solo sui media apprezzando il suo talento. L’ho conosciuta meglio con suo fratello Davide in occasione dello shooting fotografico fatto a Lipari a fine agosto per il nostro progetto «Traiettorie Liquide». Si è confermata quel che immaginavo: educata, in gamba, dinamica, paziente nel lavoro anche in momenti difficili. Il rapporto fra noi è solo all’inizio…

La famiglia condiziona o entra nel merito delle questioni economiche?
ANDEEA VIDOTTI – SOFIA No, totale autonomia. CARLO GEROSA: No, zero, non mette bocca.

GIULIA MANCINI – FEDERICA: Lo ha sicuramente fatto in passato, ma ora le cose cambieranno, perché vicino a Fede ci sarà un team formato da me e da mia sorella Daniela. Della famiglia vicino a lei resterà sempre Davide, suo fratello. In ogni caso nessun condizionamento, solo collaborazione.



INFINE GLI ALLENATORI MATTEO GUADAGNINI E GIANLUCA RULFI

Con il DT Matteo Guadagnini

Come le vedi all’interno del gruppo?
Si rispettano molto e vivono bene, non si scelgono per andare in camera assieme, ma sono serie professioniste e si impegnano al massimo per i loro obiettivi, pretendendo il massimo da chi lavora per loro. Penso che questa rivalità sia stata un po’ montata, fra Fede e Sofia c’è un rispetto molto sano, non le ho mai sentite parlarsi male dietro l’una all’altra. Convivono con le loro idee di lavoro che magari sono diverse, tutto normale insomma, si sa che quando il livello in squadra è alto c’è rivalità. L’importante è che le loro priorità siano rispettate e che il lavoro non passi mai in secondo piano.

Come affrontano le problematiche relative ai programmi?
Il programma di lavoro è sempre condiviso e cerchiamo di mettere entrambe in condizione di fare la cosa giusta al momento giusto. Quest’anno siamo molto ben organizzati, la Fisi ha messo tante, tantissime energie nei gruppi e non manca davvero nulla. Avremo la possibilità di dare la massima qualità a ognuna supportandone ogni esigenza, consapevoli che sono professioniste serie e sanno quel che vogliono senza andare fuori dalle righe, nel senso che non hanno chiesto il Concord per andare in Cile! A Fede piace stare in giro, non fa fatica e non si tira mai indietro, vuole fare anche troppo. Sofia anche, d’altra parte è normale per chi fa tutte le discipline: se non sei così non vai da nessuna parte, i mono specialisti hanno un’altra filosofia, la selezione fra polivalenti e no si fa già alla base!

Come si relazionano con le altre ragazze e con lo staff?

Nei miei confronti sono educate, non ho mai ricevuto da loro una brutta risposta. Hanno sempre accettato e sperimentato quel che dicevo, se poi non erano d’accordo cambiavano strada, ma dopo averci almeno provato. Mi hanno reso facile ambientarmi, sia per le questioni tecniche che per le altre cose. Insomma, sono atlete che tutti vorrebbero avere! Anche con il resto dello staff hanno un rapporto ottimo, pretendono che il lavoro sia fatto bene, ovvio, ma non ci sono mai stati screzi e se ci sono situazioni che non vanno ne parlano in modo educato. Può capitare ci sia l’allenatore che va più o meno a genio, Sofia ad esempio non si trovava benissimo con il preparatore Damiano Scolari e ora i preparatori sono due, perché nel gruppo è stato inserito Marcello Tavola. Fra le ragazze va tutto bene, l’unica cosa è che con Sofia nessuno va volentieri in camera (e d’altra parte lei preferisce stare da sola), perché ha orari diversi e una sua metodologia particolare…

E un appunto da tecnico?

Sono molto diverse tecnicamente e anche fisicamente, hanno avuto percorsi diversi di avvicinamento all’attività al massimo livello. La difficoltà maggiore di Sofia è modulare la sua forza, ne ha da vendere, lei vorrebbe sfondare la neve… ma è questa forza che l’aiuta spesso a recuperare dagli errori, perché la sua tecnica è ancora grezza. Lei vorrebbe andare sempre di più, ma oltre la fisica non si va. Fede è più talentuosa, il suo gesto è fine, sensibile, e pur essendo più gracile è comunque forte sugli appoggi. Stilisticamente è quasi perfetta, ciondola un po’ e sa usare le inclinazioni, cosa positiva fino a un certo punto, perché quando non riesce a gestirle va in terra.

Obiettivi?

Sofia e Federica possono vincere la Coppa del Mondo e anche l’Olimpiade, il mio compito è portarle pronte verso l’obiettivo, però sai com’è… tutto conta, anche il set up con il materiale, in questo sport basta un nulla per rompere gli equilibri. Di sicuro in Corea terreno, piste e nevi sono a nostro favore, molto più che a St. Moritz agli ultimi Mondiali. Ovvio che tutte vorrebbero vincere una medaglia a febbraio, ma per farlo si deve passare per le gare di Coppa del Mondo. Tutto è importante. A livello politico l’Olimpiade conta di più, ma non esiste programmazione nel nostro sport, bisogna solo lavorare bene e stare bene. I forti stanno davanti dall’inizio alla fine. Mi ha impressionato vederle sciare il primo giorno a Les 2 Alpes: sembravano le stesse di Aspen prima dell’ultimo gigante e questo significa maturità tecnica altissima. L’importante è avere un percorso di allenamento costante e di qualità.


Gianluca Rulfi, da tre anni responsabile del gruppo in cui si allenano Sofia e Federica

Parlaci delle loro doti tecniche.
Quella di Sofia è la scorrevolezza, quando scia con ritmo nei tratti facili riesce a fare velocità come quasi nessuna. Al contrario Fede scia sempre sullo spigolo ed è quella che riesce a fare più velocità sul difficile. Un mix delle due sortirebbe la sciatrice imbattibile! Sempre Fede sta evolvendo la sua sciata anche sul facile e in slalom sembra scattato l’interruttore…

E i difetti?

Sofia fatica a tenere il ritmo e spesso si addormenta, Fede è molto caratteriale ed esuberante, si arrabbia se non riesce e rischia così di rovinare quel che ha di buono, perché perde sicurezza… insomma, si dà delle mazzate sulle gambe da sola!

Su cosa lavorano per migliorare?
Sofia deve imparare a focalizzare e riconoscere il problema di andare fuori ritmo, quindi deve migliorare la partenza per prendere subito il ritmo giusto. Nella passata stagione ha sciato bene e ha raccolto molto in gigante, perché essendo meno brava in questa disciplina – rispetto a quelle veloci che le vengono più naturali – , doveva pensare di più ed era quindi più lucida anche nel recuperare eventuali errori. Con Fede invece stiamo provando a insegnarle ad andare di traverso… può sembrare uno scherzo ma non è così, a volte può servire sterzare con i piedi e lei non sa farlo. Quindi stimoliamo quella gestualità, cercando di non fare danni!

In che disciplina sono più forti e in quale hanno più margini di miglioramento?

Sofia è decisamente più forte in superG e discesa, ed è proprio qui che ha ulteriori margini di miglioramento, per quello che ho detto prima e anche perché l’anno scorso molte piste non le conosceva. Fede invece è più forte in gigante e ha grandi margini di miglioramento in slalom, dove a inizio estate l’ho vista sciare con una nuova scioltezza.

Come si rapportano con te?
Sofia è molto attenta, se ci sono cose poco chiare, se percepisce confusione vuole andare a fondo al problema, è molto pignola come in generale tutte le donne, vogliono sviscerare molto di più… Con Fede lo scambio di opinioni è meno cervellotico, lei si rende sempre ben conto di quel che fa e grazie ai mezzi a disposizione (video, cronometro) per noi è più facile fare gli allenatori.

Dove possono arrivare Sofia e Federica?
Inutile nascondersi, con un anno di esperienza in più sulle piste di velocità Sofia potrà fare grandi cose in discesa e superG, mentre per quanto riguarda la combinata la inventeremo un po’, lo slalom per me non deve far parte delle sue priorità, anche tenendo conto che all’Olimpiade la pista dello slalom di combinata sarà ripida… Speriamo recuperi presto dal problema muscolare di Sölden. Quanto a Federica, dovrebbe riuscire a concretizzare di più, senza ansie, mantenendo il trend positivo della scorsa primavera. Può centrare il bersaglio grosso e visto il calendario di Coppa l’idea è di sacrificare le gare di Garmisch per fare allenamento in gigante prima della Corea. E non farà tutti gli slalom, a novembre – infortunio permettendo – contiamo di fare un bel lavoro sul superG a Copper Mountain, quindi per lei niente Levi.

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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