Sofia Goggia conquista il bronzo olimpico in discesa e racconta una gara vissuta in modo diverso dal passato, più intimo, più controllato, più consapevole.
«Devo essere sincera: oggi non ho guardato nessuno in televisione. Non sapevo chi fosse in testa, che tempo ci fosse, che linee avessero fatto le altre. Ho guardato e poi sono tornata ai miei riti, quelli che ho sempre avuto in discesa libera. Fai due prove, analizzi il video e poi c’è quell’attesa. Non l’ho vissuta male: sono rimasta concentrata e ho continuato a fare i miei esercizi di respirazione, anche se magari qualcosa influisce nel mood generale di tutta l’atleta in partenza».
La consapevolezza del risultato arriva solo dopo. «So che questo bronzo che ho conquistato oggi non è di un colore più importante perché ho sbagliato io. Però va bene così».

Goggia parla anche del parallelo con le altre gare e della continuità di rendimento. «Con Breezy siamo partite più o meno insieme: le prime gare abbiamo fatto gli stessi risultati, l’ultima gara a Crans-Montana la stessa cosa. Adesso speriamo che vinca domani il SuperG».
Sulle pressioni olimpiche, la risposta è netta. «Io non mi sono minimamente focalizzata su tutte le pressioni che da quattro anni hanno provato a mettermi addosso per questa gara, per questo evento olimpico qui a Cortina. Sono molto soddisfatta di come ho gestito tutta la situazione. L’ho vissuta molto come una gara di Coppa del Mondo».
E aggiunge una riflessione che spiega molto del suo approccio. «Secondo me quelli che pensano alle medaglie prima delle gare si autofregano da soli, perché alle medaglie ci pensi una volta che magari riesci a mettertele al collo».
La giornata, però, ha avuto anche un significato che va oltre la gara. «Oggi è una giornata molto particolare, anche perché questa discesa è la prima gara di questa edizione olimpica. Ma anche perché oggi è l’anniversario della morte di Elena Fanchini, che era una nostra compagna».
Il ricordo è personale, diretto. «Stamattina, appena mi sono svegliata dopo colazione, ho mandato un messaggio a Nadia. Le ho detto: oggi è una giornata particolare, con un cuore. Mi ricordo che era successo anche ai Mondiali di Méribel nel 2023. Oggi sono tre anni che Elena non c’è più».
La chiusura è tutta sua. «Se riesco a fare questo bronzo, sicuramente il suo ricordo oggi è dentro di me. E penso anche in tutti noi».






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