Gare

Squadra B: Pietro Canzio, Mister “Sorriso”

Pietro Canzio, atleta della Squadra B, è un bel ragazzo, bravo sugli sci e bravo a sorridere alla vita che gli sorride, insomma Mister “sorriso!”. Ha iniziato a mettersi in mostra quando ha ricevuto la convocazione per partecipare all’Olimpiade Giovanile di Lillehammer nel febbraio del 2016. Ritornò a casa con un argento vinto in SuperG e un bronzo in combinata. E con la soddisfazione di un buon  quinto posto in slalom.

Ha un personaggio preferito: «Quando avevo 7 anni i miei genitori mi hanno portato nel deserto dei Gobi e mi sono appassionato alla storia di Gengis Kahn. Lì è nato anche il mio soprannome Ciulù, cioè Pietro in mongolo».

Ha cominciato a mettersi in mostra nell’ultimo anno Allievi senza però mai eccellere al Pinocchio. Un motivo c’era. Era nato sciisticamente ad Arabba sul ripido, per cui quando incontra piste un po’ piane ci lascia già qualche centesimo di troppo.Poi però al Topolino qualcosa accadde: “Sì, argento in slalom e quarto posto in gigante alle gare nazionali, così mi qualificai per gli internazionali».

Come si è avvicinato allo sci?

«I miei genitori, Roberto e Valentina, che fanno i dentisti, mi hanno sempre fatto provare tutti gli sport. Dalla vela all’arrampicata allo sci appunto, che ho messo per la prima a 2 anni durante le vacanze di Natale allo Zoncolan. Eravamo dai nonni nella casa di Ravascletto. Da bambino sciavo in inverno e facevo vela in estate, a 10 anni però ho deciso di dedicarmi soprattutto allo sci. E mio papà e mia mamma mi hanno appoggiato, non mi hanno mai fatto mancare nulla. Nella mia famiglia la tradizione è fare i dentisti, è così da tre generazioni, credo che sarò io ad interromperla, io voglio sciare».

È per questo che a 14 anni ha salutato Trieste per trasferirsi a Falcade, allo Ski College Veneto.

«Questa è stata una delle poche scelte che ho fatto io e solo io, senza accettare consigli. Mia mamma ovviamente non era contenta… sono figlio unico! Il patto era che dovevo uscire bene all’esame di terza media, ho dato tutto per riuscire e la media del 7,5 è bastata per realizzare il mio sogno.

È lì che ha conosciuto Pietro Dalmasso, l’allenatore che ha iniziato a dargli un impostazione da grande, mentre l’ABC lo deve a  Roberto De Lazzer
Stava andando tutto bene ma poi nel bel mezzo… il 30 ottobre in Val Senales il piatto tibiale fa crack durante un raduno con il Gruppo Giovani. Un maledetto stop dopo una stagione fantastica che lo aveva visto trionfare nel Gran Premio Italia.

Ricominciare è stato faticoso ma tutti gli hanno sempre dato fiducia e l’anno scorso è arrivata la convocazione in squadra B. Ripagata? Basta guardare la classifica dello slalom degli ultimi Campionati italiani Assoluti disputati a Cortina.

Ora sta cercando di mettersi in luce in Coppa Europa nel fatidico salto di qualità definitivo. Abbiamo la sensazione che Pietro Canzio continuerà a essere Mister sorriso!

 

 

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.