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Stelvio, primo assaggio olimpico: Cochran-Siegle davanti a Franzoni nel 1° training

La Stelvio apre il capitolo olimpico della discesa maschile con una prima prova che vale più per ciò che rivela che per ciò che cronometra. Visibilità piatta, luce uniforme, fondo ancora segnato dalla neve caduta nelle ore precedenti: condizioni che invitano alla lettura, alla memoria, alla gestione.

Il miglior tempo è di Ryan Cochran-Siegle in 1’56”08, ma il dato interessante sta nel come arriva. L’americano costruisce la prova senza picchi apparenti, portando velocità soprattutto nella parte finale: miglior riferimento nell’ultimo settore, secondo nel quarto. Una discesa che scorre, più che attaccare, quindi il tempo non vale granché.

A 16 centesimi c’è Giovanni Franzoni, ed è qui che la pista comincia davvero a raccontare qualcosa. L’azzurro sceglie una linea pulita nella parte alta, poi accelera nel cuore della discesa: secondo tempo assoluto nel terzo settore, quello che porta verso Pian dell’Orso, dove la Stelvio inizia a chiedere ritmo e resistenza. Nel finale Franzoni alza leggermente il busto, segnale di gestione più che di rinuncia, ma resta dentro i tempi migliori.

Terzo a 0”40 Marco Odermatt, con una prova che profuma di studio avanzato. I suoi intermedi raccontano molto: primo nel terzo e nel quarto settore, poi un’uscita più conservativa nella parte conclusiva. È una discesa costruita sulle linee, non sull’intensità. Chi conosce la Stelvio sa che qui il 95% costante vale più del tutto e subito.

Dominik Paris chiude quinto a 0”94, con una discesa che racconta esperienza. Nella parte alta tiene un ritmo classico, senza inventare nulla sui salti iniziali. In ingresso a Carcentina paga qualche decimo, ma resta uno dei pochi a portare velocità fino in fondo senza apparenti cedimenti. E questo è laspetto piò importante, trovare il modo di raggiungere la massima velocità.

13esimo Mattia Casse a 1”60. Il suo pettorale basso lo porta a trovare un fondo ancora in assestamento, soprattutto nel tratto dopo San Pietro, dove oggi diversi atleti hanno preferito rialzarsi leggermente. La sua prova racconta più una presa di confidenza che una ricerca di riferimento assoluto, con margine evidente nella parte centrale.

15esimo Florian Schieder a 1”78. I parziali mostrano chiaramente dove la Stelvio chiede il conto: ingresso in Carcentina e uscita dai curvoni finali. Qui le gambe iniziano già a “sentire” la pista, anche in prova, e Schieder paga qualcosa proprio nel settore che decide le gare. Davanti a lui Christof Innnerhofer, 1 centesimo meglio.

Nel complesso, l’Italia porta quattro uomini nei primi tredici: è solo un dato. Niente di più, troppo presto per tirare la riga e fare lasomma.

Il salto di San Pietro viene affrontato in modo classico da quasi tutti: nessuna ricerca di distanza, atterraggi puliti sul ripido. La Carcentina, oggi, appare più “gentile” rispetto al passato grazie a un fondo ancora leggermente morbido, ma è destinata a cambiare rapidamente con il passare dei giorni.

Curiosità olimpica: in pista si scende già in assetto Giochi, con caschi privi di sponsor personali e solo marchi tecnici visibili. Curioso quello color argento di Odermatt! Anche l’impatto visivo cambia, e rende alcuni atleti quasi irriconoscibili a prima vista. È il segnale che qui si corre per oro, argento e bronzo, non per punti.

Il tempo, in questa fase, resta relativo. I settori, invece, parlano chiaro. La Stelvio ha iniziato a chiedere intensità continua, memoria delle linee e gambe vere. E il bello, da qui in avanti, deve ancora cominciare.

La classifica della prima prova

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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