Giovanni Franzoni trionfa a Wengen, conquistando la prima vittoria in Coppa del Mondo nel superG del Lauberhorn, la pista che nei giorni precedenti lo aveva già visto davanti a tutti nelle due prove della discesa. Un successo costruito con autorità, precisione e una sintonia totale con una pista mito che premia soltanto chi la interpreta fino in fondo.
Il Lauberhorn diventa subito terreno familiare. Le linee obbligate del superG ricalcano passaggi già affrontati in discesa, e Franzoni le attraversa con naturalezza, come se la pista gli scorresse sotto gli sci. La gara prende forma fin dalla partenza: pettorale numero 1, nessun riferimento, soltanto una sciata pulita e continua. Ogni curva resta leggibile, ogni scelta coerente. La velocità cresce senza scosse, il ritmo si stabilizza, il tempo si costruisce metro dopo metro.
Il cronometro si ferma. E resta lì.
La sentenza arriva nella Kernen-S, il punto in cui la pista decide chi resta e chi scivola fuori dal tempo. Qui Franzoni scia con precisione assoluta, porta velocità in uscita, costruisce il vantaggio. Il finale diventa il suo territorio. Ultimo settore di forza, accelerazione costante, linea piena fino al traguardo. Nessuno meglio di lui in quel settore. Il cronometro si ferma su 1’45”19. Un tempo che resta lì.
Arriva Stefan Babinsky, aggressivo, incisivo, vicino: 35 centesimi. Arriva Franjo von Allmen, anche lui vicino: 37 centesimi. La gara si stringe, il Lauberhorn si accorcia, la pressione sale.
Tocca a Marco Odermatt. Sciata potente, ritmo alto, recuperi parziali. La Kernen-S racconta un’altra storia: non è perfetto. Il traguardo consegna il verdetto: quarto a 53 centesimi. Nel leaders corner Odermatt si avvicina a Franzoni e glielo dice, senza mediazioni: «Ho visto la tua gara. Sei il numero uno.». Una frase che pesa quanto una medaglia.
Per l’Italia questa vittoria assume un valore profondo. Arriva dopo il primo podio stagionale di Franzoni, il terzo posto in superG in Val Gardena, e arriva sul Lauberhorn, pista che nel superG non aveva mai premiato un azzurro. Arriva soprattutto lì, sulla pista dove nel 2023 Franzoni aveva subito un grave infortunio. La pista che aveva tolto ora restituisce.
Alle spalle del vincitore Mattia Casse firma un’ottima gara, chiudendo ottavo a 1”01. Sciata solida, sempre dentro il ritmo, passaggi chiave interpretati con intelligenza. Una prova di spessore su una pista che misura davvero la qualità.
Giornata più movimentata per Dominik Paris, Guglielmo Bosca e Marco Abbruzzese, entrambi usciti nel corso della gara restando in piedi, senza conseguenze, episodi che raccontano quanto il Lauberhorn richieda precisione totale. 21esimo posto per Innerhofer già bravo perché nel frattempo il cielo si copre e la visibilità diventa meno efficace. ma è per questo che il 17esimo posto di Benjamin Alliod va oltre alle più rosee previsioni. Fa compagnia al 14esimo ottenuto in discesa in Garden. In top 30 anche Florian Schieder, 24esimo
Nessuno riuscirà ad avvicinare il 24enne delle Fiamme Gialle così a Wengen Giovanni Franzoni conquista la prima vittoria in Coppa del Mondo. E prende definitivamente il Lauberhorn! L’appuntamento è per domani con la discesa. Ma non diciamo niente!
La classifica del superG






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