L’Italia scrive una pagina storica nello slittino: Andrea Voetter e Marion Oberhofer conquistano l’oro olimpico nel doppio femminile, chiudendo le due manche in 1:46.284 e precedendo la Germania di Eitberger/Matschina per 120 millesimi. Il bronzo va all’Austria con Egle/Kipp a +0.259, mentre la Lettonia chiude quarta a +0.512.
È un oro costruito sul dettaglio più “biomeccanico” dello slittino: la partenza. Le azzurre aprono la gara con il miglior riferimento già nella prima manche, poi nella seconda confermano con la miglior spinta anche nel momento in cui la pressione diventa totale.
In una specialità che vive di millesimi, partire forte significa far scorrere la slitta nel tratto dove la velocità si crea, e poi difenderla senza forzare: lasciare correre, restare pulite, non “lavorare” il mezzo più del necessario.
La seconda manche è un crescendo. Prima l’Austria con Egle/Kipp mette insieme una discesa ordinata e si prende il comando provvisorio, entrando in zona medaglia. Poi arriva la Germania, che alza il livello con una run più rapida nella parte bassa e passa davanti per 139 millesimi, assicurandosi almeno l’argento.
A quel punto resta una sola coppia da far partire: l’Italia, con la responsabilità di difendere il margine della prima run e decidere il colore di tutte le medaglie.
Voetter/Oberhofer non inseguono la pista: la guidano. Il vantaggio cresce nella parte centrale, dove la slitta resta stabile e la linea non si sporca. L’ingresso in Tofana è pulito, la velocità sale, l’ultimo tratto è gestione senza errori. Quando la luce torna verde, è oro: non per caso, ma per due discese “intere”, senza sbavature.
Per l’Italia è un successo che vale doppio anche sul piano storico: è la prima edizione olimpica del doppio femminile e l’Italia la inaugura con un titolo. E dentro l’oro c’è anche un fattore nuovo: una disciplina che fino a ieri non esisteva ai Giochi, oggi diventa medaglia, e l’Italia ci entra da protagonista.
La classifica finale completa il quadro: Lettonia ai piedi del podio, Stati Uniti quinti a +1.281, poi Polonia, Ucraina e Cina. Ma il punto resta il vertice: Voetter e Oberhofer davanti a tutte, con una gara risolta sui millesimi e vinta dove questa specialità decide sempre: partenza, pulizia, scorrimento.






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