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Tommaso Giacomel, ecco un’altra impreaa, sua la sprint di Oberhof

Il 2026 di Tommaso Giacomel si apre esattamente dove si era chiuso il 2025: in cima al podio. Il venticinquenne trentino firma la sprint che inaugura la tappa di Coppa del Mondo di Oberhof, centrando la terza vittoria stagionale – la quarta negli ultimi dodici mesi – dopo Hochfilzen e la mass start di Annecy.

Una gara costruita con lucidità. Un solo errore a terra (1-0), ritmo solido sugli sci e un poligono in piedi di grande qualità che gli consente di fare la differenza nel momento chiave. Il cronometro si ferma a 25’01″7: alle sue spalle il tedesco Philipp Nawrath (0-1) paga 13″2, mentre il norvegese Johannes Dale Skjevdal (1-0) completa il podio a 25″2. Un ordine d’arrivo che definisce anche la griglia di partenza dell’inseguimento di sabato, con Giacomel nella posizione ideale per rilanciare.

Quarta piazza per lo svedese Sebastian Samuelsson (0-1, +31″2), quindi Martin Uldal (0-1, +31″4) ed Eric Perrot (0-2, +32″5), in una sprint dai distacchi significativi che certificano il peso specifico della prestazione azzurra.

All’arrivo, per Giacomel, c’è spazio anche per l’emozione. La vittoria è dedicata a Sivert Bakken, amico legato profondamente all’azzurro e scomparso poco prima di Natale a Passo Lavazè. Un ricordo condiviso con tutto il team norvegese nel minuto di raccoglimento che ha preceduto la gara.

Segnali importanti arrivano anche dal resto della squadra italiana. Lukas Hofer chiude ottavo a 43″5 con un errore al tiro (0-1), autore di una prova solida e continua. Patrick Braunhofer è 24° grazie allo zero al poligono, a 1’39 dal vincitore. Didier Bionaz paga tre errori in piedi (0-3) ed è 36° a 1’58″6, mentre Elia Zeni (0-2) è 61°, fuori di misura dalla qualificazione all’inseguimento.

Il successo di Oberhof, unito all’assenza di Johan-Olav Botn, proietta Giacomel in testa alla classifica di specialità sprint con 234 punti, davanti allo stesso Botn (200) ed Eric Perrot (191). L’azzurro sale anche al secondo posto della generale con 521 punti, alle spalle di Botn (560).

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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