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Una nuova Shiffrin: più velocità, più curiosità, lo slalom solo quando è pronta

Più gigante e superG, slalom con il contagocce a partire da Killington. La campionessa americana battezza il 2026-27 “la stagione dell’esplorazione”

Un frullatore gigante. Mikaela Shiffrin sceglie questa immagine per spiegare cosa vuol dire affrontare uno slalom senza la preparazione giusta: saltarci dentro e provare a schivare le lame. La frase arriva da un video pubblicato stamattina sul suo canale YouTube e racconta il cambio di rotta del prossimo inverno meglio di qualsiasi calendario.

Lei la chiama “la stagione dell’esplorazione”. Gigante e superG diventano il centro del programma, mentre lo slalom, la disciplina su cui ha costruito buona parte delle sue vittorie, scende a poche date scelte con cura. La prima sarà a Killington, sulle nevi del Vermont dove è cresciuta alla Burke Mountain Academy. Le trasferte di Levi e Gurgl spariscono dalla sua agenda. Il ranking di slalom, invece, rimane sotto controllo: Mikaela vuole conservarlo, così da poter riaprire quella porta in qualsiasi momento. La differenza più evidente si vedrà nel primo terzo di stagione, con finestre dedicate al recupero lontano dalla neve e blocchi di allenamento mirati su gigante e superG.

Il seme di questa scelta arriva dall’inverno scorso. In gigante temeva di scivolare oltre le prime trenta della classifica. Si è data un obiettivo, rientrare fra le prime sette, e l’ha centrato, scoprendo di avere velocità anche nei tratti dove la paura si fa sentire. Il discorso sulla longevità parte invece dalla caduta nella discesa di Cortina del 2024: lì, con il suo team, ha capito che fare tutto, sempre, ha una scadenza. Lei definisce quella scoperta liberatoria. A guardare soltanto i risultati, la strada più comoda sarebbe stata puntare tutto sullo slalom. Mikaela la scarta con una motivazione disarmante: le farebbe venire voglia di smettere prima.

Dietro le date si legge una scelta più intima. Per sedici anni ha pesato ogni decisione sugli altri: famiglia, squadra, federazione americana, sponsor, tifosi, giornalisti. Oggi separa la gratitudine verso chi l’ha aiutata dal dovere di vivere per loro. «Cerco di stare un po’ di più dentro la gratitudine e di sciare perché voglio sciare», racconta. Poi aggiunge: «Faccio qualcosa di diverso perché tengo ancora tantissimo a tutto questo».

La preparazione estiva, spiega, è stata la più intensa della sua carriera e la più complicata da organizzare, con il meteo a scompaginare i programmi. In cambio, l’autunno più leggero le regala qualcosa di raro: qualche giorno in più a Edwards, in Colorado, dove passa in media sei settimane l’anno, accanto alla nipotina appena arrivata, prima di altri cinque mesi con la valigia in mano. A chi ha già comprato il biglietto per vederla in uno slalom manda un invito: andate comunque alla gara e godetevi la bellezza della competizione.

«Sto cambiando la domanda», dice in chiusura. «Invece di chiedermi quanto riesco a far stare dentro una stagione, mi chiedo cosa succede se mi concedo lo spazio per esplorare le cose che mi incuriosiscono di più. Mi sento ambiziosa, mi sento ancora competitiva, ho voglia di sciare veloce». La prima risposta arriverà a fine ottobre sul ghiacciaio del Rettenbach, a Sölden, in gigante. Per rivederla fra i pali stretti bisognerà aspettare Killington, a fine novembre

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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