La Val d’Isère torna a essere il banco di prova del meglio dello sci maschile, e per l’Italia sarà un fine settimana ad alto coefficiente emotivo. Il direttore tecnico Max Carca ha convocato dieci atleti per gigante e slalom, una squadra completa che cerca conferme, risposte e – perché no – un acuto che manca da troppo tempo su una pista che ha un valore simbolico profondo.
Il primo appuntamento è sabato 13 dicembre con il gigante.
In pista ci saranno Alex Vinatzer, ormai riferimento anche tra le porte larghe, Luca De Aliprandini, alla ricerca della sciata brillante vista nelle giornate migliori, Giovanni Borsotti, veterano di esperienza che conosce bene i pendii francesi, e poi Filippo Della Vite, uno dei talenti più attesi, insieme a Tobias Kastlunger e Simon Talacci, entrambi in crescita e desiderosi di lasciare un segno in avvio di stagione.
Domenica 14 dicembre toccherà allo slalom, quando a Vinatzer e Kastlunger si uniranno Tommaso Sala, che su questa neve ha spesso trovato sensazioni buone, Corrado Barbera, Matteo Canins e Tommaso Saccardi, giovani che stanno scalando posizioni e che portano aria nuova in un gruppo che sta cercando profondità e continuità.
Una storia da riaccendere
Ma Val d’Isère non è solo una gara: è una pagina di storia italiana che attende un nuovo capitolo.
L’ultima vittoria azzurra in gigante qui porta la firma di Gustav Thöni, anno 1975. Prima ancora, sempre Thöni aveva trionfato nel 1969. E ancora Piero Gros, re della Val d’Isère nel ’72 e nel ’74. Erano gli anni in cui la Valanga Azzurra scriveva il proprio mito proprio su questi pendii.
Da allora, i podi sono diventati ricordi più rari: Massimiliano Blardone terzo nel gigante del 2010, Stefano Gross terzo nello slalom del 2019.
Tanto è passato, troppo per una squadra che oggi ha nuova energia e nuovi interpreti.
Una sfida doppia: tecnica e identitaria
Per gli azzurri questo weekend è un test, ma anche un segnale: la necessità di tornare competitivi su una pista che non perdona approssimazioni e che premia chi sa tenere la linea quando il terreno si muove sotto gli sci. È un gigante che fa selezione e uno slalom che spesso si gioca al millimetro.
La lista dei convocati dice una cosa chiara: Carca vuole una squadra che cresce compatta, con uomini esperti affiancati da giovani che non hanno paura di osare. Val d’Isère è il luogo giusto per provarci, perché qui la storia italiana non aspetta: chiede di essere continuata.






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