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Vancouver: è Miller show!

La supercombinata di Vancouver è una gara più difficile per i discesisti che per gli slalomisti, perché i distacchi tra le porte strette di una manche di slalom lunga sono generalmente maggiori di quelli che si possono accusare nella libera. Inoltre la tracciatura dello slalom, fatta da Kostelic, è stata fatta appositamente per mettere in difficoltà i discesisti con una lunga prima di una tripla, una quadrupla in fondo e oltre 70 porte. La pista, tosta e con una scarsa visibilità, ha reso la gara dura. La neve si è dimostrata più veloce della prova di libera di qualche giorno fa.

Libera
Dopo la caduta, che gli ha compromesso un buon risultato, Peter Fill è partito con il pettorale numero 1, non certo il migliore. Fill ha sciato in modo cauto senza aggredire e senza prendersi rischi, forse per il retaggio della caduta. Certamente infastidito dalla cattiva luce. Ligety, medaglia d’oro a Sestriere, è sceso con il pettorale 3 con l’obiettivo di restare vicino ai migliori per attaccare nello slalom. Missione compiuta. Innerhofer, partito con il pettorale 8, ha iniziato bene. Poi una linea sbagliata a metà gara e tanti piccoli errori gli hanno fatto perdere decimi preziosi che si è portato al traguardo giungendo alle spalle di Fill. Non buono. Defago, medaglia d’oro nella libera, si mette davanti a tutti senza brillare e con la consapevolezza che difficilmente riuscirà a portare a casa una medaglia dovendo scendere tra le porte strette. Scende Svindal, pennella le curve come se sciasse su neve non ghiacciata, e mette mezzo secondo tra lui e Defago impartendo una lezione allo svizzero. E’ carico all’arrivo e pronto per lo slalom, prova a crederci. Moelgg è troppo lontano per poter recuperare nello slalom che userà più per allenarsi che per provare a fare risultato. Zurbriggen chiude a soli 73 centesimi e si candida come potenziale vincitore. Non fenomenale la prova di Carlo Janka che si mette a 50 centesimi da Svindal e non è soddisfatto. Le critiche ricevute da Bode Miller, che gli hanno fatto mandare i giornalisti americani a quel paese, lo hanno caricato. E’ partito aggressivo ma poi ha scelto qualche linea un po’ lunga perdendo nella seconda parte, così come gli successe nelle gare precedenti. Ma no c’è pausa. Tocca già a Benny Raich, un altro candidato alla medaglia, colui che ne ha vinte di più in Coppa del Mondo. Si ferma a +1,55 da Svindal buon tempo per attaccare nello slalom. Fa una grande discesa Kostelic che si mette a poco più di un secondo da Svindal e diventa uno dei maggiori indiziati per la vittoria finale. Splendido Dominik Paris che tira fuori dal cilindro una splendida manche. L’italiano dà il massimo e su una pista dove la visibilità è migliorata compie un capolavoro inserendosi al secondo posto a 39 centesimi da Svindal. Ora deve ricordarsi che dentro di lui c’è anche uno slalomista per difendersi con i denti. Lo sappiamo, la classifica dopo la libera conta poco perché facilmente viene stravolta nello slalom, ma sperare non costa niente.

 

Slalom
La pista tracciata da Kostelic era proibitiva per i discesisti. Le prime 4 porte si sono dimostrate fondamentali per prendere velocità sul piano. Poi cambi di pendenza e porte strette sulle quali i discesisti proprio non riescono a far girare gli sci velocemente. Il primo dei pretendenti alle medaglie è Ligety, oro a Sestriere, rischia, dà spettacolo e si porta in testa nella classifica provvisoria cercando di mettere quanto più margine possibile nella consapevolezza che dopo di lui scenderanno altri slalomisti. Ma non sarà sufficiente per una medaglia. Benny Raich scia con grande controllo e grande classe nella prima parte, poi un errore che recupera con un grande numero ma che gli compromette la gara. Il papà Ante Kostelic ha spiegato bene i trabocchetti che ha messo in pista al figlio Ivica che ha disputato una grande manche e si è messo al muro del leader consapevole di aver fatto un’ottima gara. Quindi Miller show. L’americano si prende un’infinità di rischi, spinge a tutta, aggredisce forse grazie alla leggerezza di avere già due medaglie al collo. e passa in testa. Il più insidioso è certamente Silvan Zurbriggen che però scende timoroso e si classifica terzo forse consapevole che dopo di lui c’è solo un avversario che può insidiare la sua medaglia di bronzo. Questo è Svindal. Il norvegese parte bene, poi un errore e da quel momento deve prendersi dei rischi. Prova un anticipo prima della doppia ma inforca. E’ fuori. Zurbriggen esulta, forse poco sportivamente, ma tutto d’istinto. In fondo è bronzo. Argento per Kostelic e oro, sì finalmente oro, per Bode Miller che ci ha fatto davvero divertire. Gli italiani: nulla da fare, e neanche glielo si chiedeva a dire il vero. Innerhofer chiude all’ottavo posto, Fill salta e Paris, che è un giovane discesista di buone speranze, commette tanti errori chiudendo con un ritardo di oltre 3 secondi.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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