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Vancouver: Hellner è oro nell‚Äôinseguimento

Era una delle gare più attese dal popolo dei sostenitori italiani. La 30 chilometri ad inseguimento disputata con un caldo che ha reso ancora più faticoso lo sforzo. Nel secondo giro dell’anello, quella a tecnica classica, il ceco Lukas Bauer si è messo davanti per imporre il suo ritmo e provare a fare da subito la differenza. Ritiro per Martin Koukal. Gli italiani si sono tenuti nel gruppo degli immediati inseguitori, ottima indicazione in vista della staffetta, e Giorgio Di Centa ha accelerato nella discesa prima del traguardo del terzo giro confermando l’ottimo lavoro degli ski man. Buona prima frazione di Piller Cotter e Thomas Moriggl nel gruppo degli inseguitori più immediati. Bauer ha provato a fare la differenza nell’ultima frazione prima del cambio sgranando il gruppo che si è ricomposto prima del cambio con Di Centa e Piller Cotter (il più veloce al pit stop) a pochi secondi. Subito dopo il cambio, sul primo strappo tenta, la fuga lo svedese Johan Olsson con lo svizzero Dario Cologna a ricucire lo strappo e poi nuovamente Bauer. Di Centa sempre nei primi posti del gruppo inseguitori mentre Northug a chiudere il gruppo. Il francese Vittoz si accorge che gli svedesi stanno provando a rallentare la fuga facendo gioco di squadra e si mette davanti a tirare e ricucire una fuga che a tre giri dalla fine potrebbe diventare pericolosa. Sulla prima discesa del secondo giro in tecnica libera Giorgio Di Centa rompe gli indugi, passa a condurre il gruppo degli inseguitori e prova a riportarsi su Olsson sgranando il gruppo ma nessuno collabora in discesa. Al rifornimento del secondo giro Bauer, il più penalizzato in caso di arrivo allo sprint, ripassa a condurre il gruppo inseguitori staccato di 17 secondi che iniziano a diventare preoccupanti ma i più forti sembrano studiarsi lasciando spesso gli svedesi davanti a rallentare. La strategia della squadra svedese funziona, passeggia, si parla e nessuno del gruppo prende si prende la responsabilità di tirare. Loro non possono farlo e aspettano solo lo sprint per provare a fare una doppietta. Sullo strappo parte seriamente il russo Legkov. Il penultimo passaggio sul traguardo recita Olsson, Legkov a 15 secondi con Soedergren sulle sue code. Prima salita dell’ultimo giro, il russo accelera ancora e recupera trascinando con sé Angerer, Hellner e Northung rimasto nascosto per tutta la gara. Olsson inizia a girarsi, sente arrivare gli avversari. Northung accusa un piccolo problema a un bastone e perde metri che non riuscirà più a ricucire. Sull’ultima salita Hellner, Legkov e Angerer riprendono Olsson. Lo svedese in fuga però accelera e resta nel quartetto. Nell’ultima discesa Hellener esce come un razzo e inizia una progressione pazzesca che lo porta a vincere l’oro. Angerer supera Olsson che chiude, meritatamente, il podio. Giorgio Di Centa termina dodicesimo a 53 secondi, Pietro Piller Cotter 14° a 1 minuto e 8 secondi e Thomas Moriggl 24°.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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