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Vancouver: Lo sfogo di Follis e Zorzi

Delusione nella squadra azzurra per l’esito delle due team sprint. Dopo il quinto posto di Magda Genuin nella sprint individuale, il quarto arrivato in coppia con Arianna Follis regala alla bellunese un altro buon piazzamento ma nessuna medaglia. "Ho fatto veramente fatica nell’ultima salita, mi dispiace per la mia compagna ma ho dato tutto quello che avevo in corpo. Se fossi rimasta con le migliori, forse Arianna avrebbe potuto lottare per il podio".

La Follis è lucida nella sua analisi: "Per arrivare nelle prime tre occorreva una caduta di qualche avversaria, personalmente mi sono mancate le gambe nella fase finale. Non abbiamo mai pensato ale medaglie, ci siamo solamente dette prima del via di divertirci e basta. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno, ci siamo confermate nel gruppo delle più forti. Adesso guardiamo alla staffetta, se prendiamo come punto di riferimento le altre gare ci siamo difese bene. La favorita? La Germania sembra sempre in difficoltà, poi a conti fatti è puntualmente nelle prime posizioni".

Cristian Zorzi è imbufalito. "Ho bruciato troppe energie per recuperare il buco causato dalla caduta a cui mi ha costretto il tedesco. Avrei voluto dare un cambio conclusivo migliore a Pasini, è stata una finale tirata in tutte le manches. Avevo deciso coi tecnici di partire al lancio perchè molti avversari in prima frazione erano più sprinter, invece le forze erano distribuite in entrambi i cambi. Purtroppo gli inconvenienti ci sono costati moltissimo".

Renato Pasini: "La neve è cambiata tanto dalla semifinale alla finale. Ce ne sono capitate di tutti i colori fra cadute e quant’altro. Però sinceramente non sono convinto che potessimo lottare per il podio. Avevamo riposto tante aspettative in questa gara, mi dispiace moltissimo non avere raggiunto l’obiettivo".

 

 

 

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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