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Vötter-Oberhofer: “Caratteri diversi, ma sulla slitta siamo una cosa sola”

Cortina incorona due ragazze dell’Alto Adige e consegna allo slittino italiano il primo storico oro olimpico nel doppio femminile. Andrea Vötter e Marion Oberhofer dominano la gara con il miglior tempo in entrambe le manche, aprendo una serata destinata a restare nella memoria dello sport azzurro.

«Nella prima manche non siamo state troppo precise, lo sapevamo. Siamo rientrate, abbiamo analizzato il nostro lavoro con il team, abbiamo guardato ogni linea. Nella seconda siamo state perfette».

Perfette nelle traiettorie, perfette nella gestione delle curve veloci, perfette nella parte finale dove la velocità fa la differenza. Un oro costruito metro dopo metro.

Andrea Vötter, classe 1995, originaria di Fiè allo Sciliar ma cresciuta a Maranza, e Marion Oberhofer, classe 2000, pusterese di nascita e formatasi proprio a Maranza prima del trasferimento a Rodengo, condividono un percorso lungo e coerente. La piccola pista dedicata alla spinta le ha viste crescere insieme.

«Siamo diverse, siamo amiche, abbiamo caratteri opposti. Ma sulla slitta conta solo quello che facciamo insieme. Lì siamo una cosa sola». Il valore simbolico del successo è fortissimo. «Essere oro vent’anni dopo l’ultimo oro di Armin Zöggeler, che oggi è il nostro allenatore, è qualcosa di meraviglioso. Ci sembra quasi incredibile».

Cortina fa da cornice a una giornata speciale anche per la presenza del Capo dello Stato. «È un onore vincere questa medaglia nel giorno dell’arrivo del presidente Sergio Mattarella. Sentire il sostegno di tutti qui a casa è qualcosa che ti dà energia».

Il percorso non nasce per caso. «Abbiamo lavorato quattro anni per arrivare qui. Ogni stagione, ogni Coppa del Mondo, ogni allenamento era finalizzato a questo. Abbiamo vinto due Coppe del Mondo nelle nostre prime stagioni insieme, ma l’oro olimpico è il sogno di ogni bambina che ama lo sport».

Un sogno alimentato anche dall’esempio dei compagni. «Il bronzo di Dominik Fischnaller ci ha ispirato. Dopo la nostra prima manche tutto il team ci ha sostenuto, ci ha dato fiducia, ci ha ricordato chi siamo».

La notte di Cortina si colora d’azzurro anche grazie all’oro di Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner nel doppio maschile. E il programma non è finito. «Domani c’è la staffetta. Dobbiamo restare concentrate, prepararci per inseguire un’altra medaglia. Da dopodomani festeggeremo». Poi una pausa, un sorriso, e la consapevolezza di aver scritto la storia. «Se penso che siamo le prime a vincere l’oro olimpico nel doppio femminile… davvero ci mancano le parole».

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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