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Zagabria: poker Schild

E vissero tutti felici e contenti. Lo slalom speciale di Zagabria potrebbe tranquillamente avere questa come frase riepilogativa della gara. Il perché è semplice. Partiamo dalla fine. Marlies Schild ha vinto confermando non solo di essere la più forte ma anche di un altro pianeta. Con questa vittoria chiude lo splendido poker che, per quanto abbiamo visto sinora, è solamente il preludio di una stagione nella quale continuerà ad essere l’assoluta protagonista. Alle sue spalle ha chiuso la tedesca Maria Riesch che, grazie all’uscita della Vonn nel corso della prima manche, ha allungato il distacco di 80 punti belli puliti in classifica generale che ora recita 833 contro i 647 dell’americana. Terza, e per noi è la nota più dolce, Manuela Moellg. Non esultiamo solo per il podio, auspicabile dopo il secondo tempo al termine della prima manche, ma per come è stato raggiunto. Mettiamoci nella testa dell’azzurra. Chiude a 19 centesimi la prima manche dietro solo a quella pettorina rossa che è irraggiungibile. Viene da parecchie uscite. Ha bisogno di arrivare in fondo per il morale. Che avremmo fatto noi (e cosa ci aspettavamo)? Una seconda manche con il freno a mano tirato. Obiettivo top ten sicuro. Invece la Manu ha sciato bene anche nella seconda. Certo, non è passata a pochi centimetri dal palo, non ha tirato delle linee dritte attraverso le triple, però ha avuto un buon ritmo concludendo con il quinto tempo di manche. Podio meritato in una disciplina dove, per salire sui gradini più alti, bisogna venire da Marte. Ora l’aspettiamo con le porte un po’ più distanti dove può fare la differenza e acchiappare quella vittoria in Coppa del Mondo che ancora le manca (4 terzi posti e 6 secondi). Al quarto posto un’agressivissima Tanja Poutiainen che ha dato tutto nella seconda manche sciando in modo aggressivo e senza nessun calcolo.

Facendo un passo indietro, bellissimo il tracciato, lungo, impegnativo che stracciava i muscoli. Un minuto di curve che si alteranvano tra strette, larghe, triple in un continuo variare di pendenza. Le porte che giravano molto prima della tripla finale (a sei pali dall’arrivo) hanno messo a dura prova le atlete e, le migliori di oggi, sono certamente le più in forma fisicamente in grado di arrivare in fondo con ancora la forza e la lucidità succicienti a fare la differenza. Buona la presenza del pubblico rispetto alla media ma un po’ sottotono rispetto ai soliti pienoni di Zagabria. Certamente i -9° gradi peggiorati dal 95% di umidità non hanno aiutato.La Germania si è confermata come nazione molto presente in classifica, con ben 7 atlete a disputare la seconda manche.

Da ultimo brava a Sabrina Fanchini. Non guardate la classifica storcendo il naso per il 26° posto a quasi 26 secondi. Intanto Sabrina si è qualificata partendo con il pettorale 63, inoltre ha fatto vedere buone cose prima di quella scivolata a poche porte dal termine che l’hanno costretta a risalire a scaletta per finire la gara. Per un’atleta che quest’estate pensava di smettere non è per niente male e ci fa ben sperare per il futuro.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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