La Valsassina perde una delle sue sportive più rappresentative. Si è spenta Alessandra Arrigoni, di Barzio, che il 31 luglio avrebbe compiuto 49 anni. Una notizia che ha attraversato rapidamente il mondo degli sport invernali, lasciando increduli amici, compagni di squadra e quanti l’avevano conosciuta lungo un percorso sportivo ricco di soddisfazioni e, negli ultimi anni, segnato anche dalla battaglia affrontata con grande forza contro la malattia.
Lo sci era entrato nella sua vita fin da bambina. A trasmetterle quella passione era stato il padre Natale, storico maestro di sci ai Piani di Bobbio, alpino e profondo conoscitore della montagna. Proprio sulle nevi di casa Alessandra aveva mosso i primi passi nello sci di fondo, disciplina nella quale si impose giovanissima, collezionando oltre cinquanta vittorie.
La svolta arrivò nel 1995 con il passaggio al biathlon. L’unione fra sci di fondo e tiro a segno mise rapidamente in luce le sue qualità, tanto da regalarle, già l’anno successivo, la convocazione nella nazionale italiana juniores. Parallelamente seppe distinguersi anche nello skiroll, disciplina con la quale conquistò il bronzo ai Campionati Mondiali del 1996 disputati in Ungheria.
Fra i risultati più significativi della sua carriera figurano anche le tre medaglie di bronzo conquistate ai Campionati Italiani di biathlon del 2001, traguardi che confermarono il suo valore nel panorama nazionale.
Conclusa l’attività agonistica ai massimi livelli, Alessandra trasformò l’esperienza maturata in anni di gare in un patrimonio da condividere. Dopo aver ottenuto la qualifica di maestro di sci di fondo, scelse di insegnare proprio sulle piste dei Piani di Bobbio e del Centro Fondo di Barzio, gli stessi luoghi nei quali era nata la sua passione, accompagnando generazioni di giovani fondisti alla scoperta di uno sport che aveva segnato la sua vita.
Nel 2006 aveva sposato Luca Bortot, anche lui fondista. Dalla loro unione sono nate due figlie, oggi di 19 e 14 anni, alle quali era profondamente legata.
La sua scomparsa lascia un grande vuoto nella comunità valsassinese e nell’ambiente dello sci nordico italiano. Di Alessandra rimarrà il ricordo di un’atleta capace di vestire la maglia azzurra in discipline diverse, di un’insegnante appassionata e di una donna che ha affrontato ogni prova con coraggio, conservando sempre il sorriso che tanti ricordano.






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