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Alimentazione Sci: I Canederli – Knödel

Gli gnocchi di pane, tipici delle Alpi, un classico della baITa, sono un piatto sostanzioso e ricco di tradizione. Nutrienti e gustosi, spesso serviti in brodo o conditi con burro e formaggio, Ma quanto sono adatti allo sciatore?

I canederli, o Knödel, sono un piatto simbolo della cucina tirolese e alpina. Nati come ricetta di recupero del pane raffermo, hanno trovato spazio nelle tavole montane come pietanza calorica e sostanziosa, ideale per affrontare i rigidi inverni. Oggi restano protagonisti della tradizione, serviti in brodo caldo o asciutti, conditi con burro fuso e formaggio grattugiato

INGREDIENTI E TIPOLOGIE

Gli ingredienti base sono pane raffermo, latte e uova, cui si aggiungono speck, formaggi o verdure. Ne esistono molte varianti:

1. Canederli allo speck: i più tipici, saporiti e calorici.
2. Canederli al formaggio (Kasnocken): ricchi e cremosi, ottimi ma impegnativi dal punto di vista lipidico.
3. Canederli alle verdure o agli spinaci: più leggeri, adatti a chi cerca digeribilità.
4. Canederli in brodo: più idratanti e digeribili, indicati come piatto unico leggero.

Valore nutrizionale

Una porzione media (2 canederli, circa 250 g) fornisce:
1. Energia: 400–500 kcal
2. Carboidrati: 50–60 g (da pane e farina)
3. Proteine: 15–20 g (da uova, latte, speck o formaggi)
4. Grassi: 15–20 g (variabili in base al condimento)
5. Sodio: variabile, spesso elevato con speck e formaggi.

I canederli sono dunque un piatto completo: carboidrati, proteine e grassi in un’unica portata, con un impatto calorico importante.

PERCHé Sì, PERCHé NO

Dal punto di vista energetico, i canederli offrono una carica calorica utile a chi affronta lunghe giornate sugli sci, soprattutto se conditi in modo semplice. Tuttavia, versioni troppo ricche (con speck, burro e formaggi stagionati) possono risultare pesanti e rallentare la digestione.  Serviti in brodo caldo, risultano più digeribili e contribuiscono all’idratazione, un aspetto da non sottovalutare in quota.

Indicazioni pratiche

  1. Ottimi come piatto unico a pranzo, meglio se in brodo o in versione con verdure.
  2. Da limitare le varianti molto grasse, più adatte a un pasto serale post-sciata.
  3. Da accompagnare sempre con verdure o insalate per bilanciare l’apporto di fibre.

Conclusioni

I canederli incarnano la convivialità e la sostanza della cucina alpina. Per lo sciatore rappresentano un piatto tradizionale da gustare, ma con attenzione alle quantità e alle varianti: possono essere un valido supporto energetico, purché non diventino un eccesso calorico.

Indicazioni per lo sciatore  (se proprio non si può farne a meno)

Ottimi come piatto unico a pranzo, meglio in brodo
Varianti con verdure/spinaci più leggere e digeribili
Evitare le versioni troppo ricche prima di sciare: rischio pesantezza

I PRO

I CONTRO

Piatto completo (carboidrati, proteine, grassi)

Elevato apporto calorico e lipidico nelle versioni ricche

Energetici, adatti al freddo e allo sforzo prolungato

Sodio elevato con speck e formaggi stagionati

In brodo → più digeribili e idratanti

Digestione lenta se conditi con burro e formaggi

Ricetta tradizionale di convivialità alpina

Questa rubrica, redatta da un Biologo abilitato e iscritto all’Albo professionale, ma ha scopo esclusivamente divulgativo e non costituisce prescrizione dietetica, terapeutica o programmi per la performance sportiva. Per piani alimentari personalizzati, gestione di patologie o ottimizzazione della performance, è fondamentale rivolgersi a un professionista sanitario qualificato


Il dott. Rudy Alexander Rossetto nasce a somma lombardo (Varese) nel 1977, è formatore della formazione olimpica coni e docente della scuola dello sport Coni Lombardia. Docente universitario a contratto, è già Presidente dell’ordine dei biologi della Lombardia. Collabora come chinesiologo e biologo nutrizionista in ambito professionistico con federazioni, atleti d’élite e squadre sportive, e ha sviluppato e brevettato metodi innovativi per la prevenzione, l’analisi e l’aumento della performance, tra cui spiderap®, labiomeccanica™, metodo r.a.p.® e bungeerap®, utilizzati a livello nazionale e internazionale. Da sempre dedito alla divulgazione scientifica, promuove stili di vita sani e l’uso della scienza per migliorare performance e salute.


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About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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