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Allenamento ideomotorio

Quando guardiamo le gare dei nostri Campioni sciatori in tv li vediamo spesso ripassare la pista ad occhi chiusi facendo le curve con le mani come se fossero i loro sci. Si stanno allenando guardandosi con gli occhi della mente. Di fatto creano un’esperienza mentale che riproduce l’esperienza reale della sciata. Ripetono mentalmente un gesto motorio (il tracciato di gara) utilizzando le sensazioni cinestesiche e visuo/audio percettive. Quindi si allenano alla gara immaginando di effettuarla nella mente tante e tante volte. Si chiama allenamento ideomotorio (AI), cioè da un’idea mentale avviene la trasmissione di un moto impercettibile sulla muscolatura striata. È curioso sapere che nel 1800 il fenomeno ideomotorio veniva utilizzato nella rabdomanzia, ad esempio, attraverso l’uso del pendolino. Visualizzare nella mente il movimento rotatorio o lineare del pendolino basta a trasmettere un lieve impulso motorio alla mano. Pur convinti di restare assolutamente fermi, il pendolino si muove come se ci fosse una forza esterna a intervenire (infatti lo stesso pendolino legato ad un oggetto inanimato non si muove!). C’è chi è, più o meno, portato a trasmettere questo impulso, sicuramente è allenabile da tutti. Nell’era moderna è stato scientificamente confermato il principio dell’AI, infatti le contrazioni muscolari (esternamente non visibili), causate dall’immaginazione di un movimento, ora possono essere provate attraverso la registrazione del potenziale elettrico muscolare (EMG elettromiografia).
Esistono due modalità possibili di allenarsi con l’AI:
– Interna, l’atleta si pensa in azione, sperimenta sensazioni provate durante l’esecuzione reale quindi è come se si vedesse «dal di dentro».
– Esterna, l’atleta si osserva agire come in un film di cui è sia attore e sia spettatore.
Le funzioni dell’AI sono:
– Programmatoria, per la scelta di un’azione motoria sciistica attraverso l’anticipazione dell’immagine ideale (la curva perfetta).
– Allenante, per il perfezionamento e la stabilizzazione del gesto sciistico (un punto della pista in cui serve un’azione motoria tecnica particolare).
– Regolatoria, per il controllo e nella correzione del movimento in fase di esecuzione (un’azione tecnica particolare all’interno della curva).
Le caratteristiche principali dell’AI sono:
– La coscienza sensoriale, cioè la consapevolezza della presenza di immagini appartenenti al vissuto personale e la capacità di riportarle alla mente.
– La vividità, la capacità di richiamare alla mente cose e fatti avvenuti tramite più canali sensoriali. Ognuno di noi ha canali preferenziali, ad esempio io sono una visiva poiché per rendere vive le immagini di un’azione utilizzo principalmente la vista, in alternativa si può essere uditivi o ciniestesici, cioè si prediligono rispettivamente il senso dell’udito o gli altri sensi (tatto, olfatto, gusto).
– La controllabilità, cioè la capacità di manipolare le immagini in modo da poterle modificare volontariamente e senza sforzo.
Ciò che conta è allenarsi con l’AI attraverso visualizzazioni mentali a gradi crescenti di difficoltà così da poter famigliarizzare con questo potente strumento mentale.
Queste sono le circostanze favorevoli per iniziare ad allenarsi gradualmente:
– luogo e ambiente silenzioso e sicuro;
– un buon stato di rilassamento;
– imparare a focalizzazione l’azione in senso positivo;
– un’alta motivazione all’allenamento;
– imparare a visualizzare l’intero gesto;
– fare attenzione ai dettagli del gesto;
– allenarsi sistematicamente (inserite il pulsante del «repeat»);
–  allenarsi a diverse velocità (normale oppure slow motion).
Quindi sul principio dell’Allenamento Ideomotorio («Le persone che si visualizzano mentre svolgono un’attività mostrano cambiamenti elettromiografici negli stessi gruppi di muscoli che sarebbero stati attivati se gli individui effettuassero veramente le risposte») vi invito tutti a tenervi allenati. Mentre siete comodamente seduti sulla vostra poltrona di casa, oppure mentre siete in ufficio in un attimo di pausa, o durante l’attesa delle nevicate invernali, sicuramente un buon AI vi assicura la stabilità del vostro livello tecnico sciistico. Quindi, pronti, partenza e via…!

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La Redazione

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