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Alta Badia, la ripresa nelle mani della natura

L’Alta Badia non sta ferma e costruisce la ripresa mettendosi nelle mani della natura e dell’ambiente. Ovviamente non ci sono ancora disposizioni in merito alle norme che regoleranno il turismo anche se qualcosa ormai siamo riusciti a immaginare. Ad ogni modo l’offerta turistica estiva in Badia c’è.

La società impianti si è infatti messa al lavoro unitamente a gruppi di “intelligence” costituita da albergatori, commercianti e altri operatori del posto. Tutte le incognite legate alla ripresa creano preoccupazioni in valle, ovvio. Incertezza che in Badia cercano di attenuare con la voglia di fare, di combattere. E tutto nel nome dell’ambiente e di quel senso dell’ospitalità unico che da sempre contraddistingue questo paese.

Lo ha rivelato oggi Alta Badia Brand in una conferenza digitale, mostrando come prima cosa un nuovo logo. Quello storico è stato momentaneamente modificato con un claim in ladino: Dalunc mo adüm, ovvero distanti ma uniti. Il concetto base del restyling è rappresentato dal lavoro grafico che compiono le due A che sono messe in risalto. Dove appunto, sono distanti ma unite tra di loro. Questo concetto è rappresentato dal nuovo video creato apposta per questo periodo.

Sono nate altre iniziative digital con lo scopo di far vedere ai turisti dell’Alta Badia che la stazione c’è, che continua a lavorare per loro e che desidera passare del tempo con i suoi follower. Ad esempio sono nati alcuni corsi di ladino, altri di artigianato, ovviamente con persone del posto. Senza dimenticare uno dei plus del paese che è la gastronomia, quindi con alcuni degli chef stellati badioti impegnati a svelare ricette esclusive.

Un’altra possibilità nata proprio da questa situazione e quella di dar vita a collaborazioni con altri profili, vedi il progetto “Italia dal divano”. Che nelle ultime settimane ha messo assieme tantissime realtà italiane mostrando tutte le bellezze del paese. Ebbene, Badia ha messo da parte la concorrenza tra le varie località, concentrandosi unicamente nel mostrare le cose belle.

Riguardo al futuro esiste un programma di massima per l’estate pur con tutte le incognite che non offrono alcuna garanzia ad oggi. Nella strategia dello sviluppo del territorio prevalgono i progetti che mirano a ridurre l’impatto sull’ambiente.

Questo soprattutto dopo il 26 giugno del 2009, quando le Dolomiti sono entrate a far parte del patrimonio mondiale Unesco. Le iniziative guardano quasi totalmente alla salvaguardia del territorio.

Ecco che nasce “WOWnature Alta Badia“, ovvero “cresci un albero”. Si tratta di un progetto di riforestazione della zona colpita dalla tempesta Vaja nell’ottobre 2018.

Anche i boschi dell’Alta Badia furono fortemente danneggiati. Il progetto nasce in collaborazione con Etifor, uno spin-off dell’Università di Padova. È possibile acquistare mille alberi che ovviamente sono ancora da piantare, per far rinascere la parte boschiva a passo Campolongo.

Si tratta di un’area di 12 ettari ed è possibile acquistare un albero anche come regalo. Il costo si aggira tra i 20 e i 30 euro in base al tipo di albero che uno sceglie tra larice o abete.

Ma non solo, gli alberi potranno essere piantati direttamente dall’acquirente. Per questo sono state pianificate due giornate durante i mesi estivi che saranno pianificate appena possibile. L’acquisto si potrà formalizzare online sul sito www.altabadia.org ma meglio ancora a questo link diretto

Dietro a questo progetto c’è un dato che è bene sapere. ogni cittadino italiano produce circa 5 mila kg di CO2 in un anno. Un albero nell’arco della sua vita ne cattura circa 700 kg. Dunque per equilibrare tale emissione di una sola persona servirebbero sette alberi ogni anno.

Un secondo progetto si chiama Eco-Hiker, e si rifà a una brutta realtà che riguarda ai tanti rifiuti che si trovano in mezzo ai prati e ai boschi. Quindi l’iniziativa verte sulla protezione dell’ambiente con tre appuntamenti tra luglio e agosto.

Gli escursionisti hanno la possibilità tramite l’eco-Hiker di contribuire concretamente alla salvaguardia dell’ambiente. Saranno distribuiti guanti e sacchetti bio per la raccolta dei rifiuti dopo essere stati istruiti da un esperto. Il tutto nel pieno rispetto delle distanze.

Per quanto riguarda gli impianti è previsto il potenziamento dei collegamenti durante l’estate che passano da 16 della scorsa estate a 18. Questo si rende utile anche per potersi spostare da un paese all’altro senza utilizzare l’automobile. In particolare si potranno raggiungere il Piz Sorega e il Piz La lla da La Villa e San Cassiano.

Ovviamente ancora non si sa quando gli impianti potranno essere aperti ma la stazione è pronta ad accendere il semaforo verde in qualsiasi data. Certo è che la situazione sarà gestibile con maggior facilità rispetto all’ultima settimana di apertura invernale. Quindi problemi di assembramento non dovrebbero verificarsi e comunque sia saranno rispettate le regole stabilite dal Governo.

Si stanno inoltre studiando formule di ospitalità di massima tutela. Come ad esempio un aumento dell’offerta degli appartamenti dove il cliente si sente certamente più sicuro.

Questo aspetto è prioritario per garantire al turista un ambiente sano nella massima sicurezza. Non rimane, dunque, che attendere le nuove disposizioni e sperare si possa comunque vivere qualche giorno di relax in un ambiente unico.

Probabilmente è proprio la montagna il luogo ideale dove recuperare le energie che serviranno più che mai, per affrontare un periodo di indubbia difficoltà nei prossimi mesi. Naturalmente per chi ne avrà le possibilità. Il programma che sta proponendo l’Alta Badia è costruito su situazioni molto semplici. Momenti cui non si è più nemmeno abituati. E riscoprire alcuni valori è probabilmente la chiave migliore per apprezzare la vita stessa.

 

 

 

 

About the author

Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.