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Approfondimento sul convegno delle Fiamme Gialle “Allenarsi in quota”

Approfondimento sul convegno delle Fiamme Gialle “Allenarsi in quota”
Nel mondo dello sport, un convegno rappresenta sicuramente un luogo di incontro dove si scambiano una serie di opinioni e dove il confronto con il pubblico presente rappresenta il valore aggiunto rispetto ad una comunicazione “a distanza”.

Dopo gli ultimi anni passati attraverso restrizioni, che per ovvi motivi di salute e prevenzione, hanno impedito tale confronto, il convegno di Predazzo richiama il sapore e la magica atmosfera creatasi nelle 12 edizioni precedenti.

Scriviamo anche che il sapore di questa edizione è stato sapientemente modulato dal Gruppo Sciatori Fiamme Gialle che, con i propri altolocati Partners, ha organizzato un incontro di enorme spessore scientifico e tecnico, sia nella tematica dell’argomento che negli autorevoli interventi, il tutto condito presenza di un vasto, interessato e competente pubblico, nonché con la presenza in auditorio e anche in via telematica, di rilevanti autorità del mondo sportivo e politico.

Il comandante del Gruppo Sportivo Fiamme Gialle di Predazzo Gabriele Di Paolo

Questo emerito sforzo organizzativo ha avuto sicuramente un impulso determinato da quel desiderio globale di rinascita post-pandemica, ma anche e soprattutto da quel “olimpico impegno” che vedrà le nostre montagne protagoniste universali nel 2026 con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.

E sotto il cielo olimpico si è aperto questo 12º Convegno Nazionale di Formazione appuntamento di Giovani, Sport e Montagna dal titolo : “Allenarsi in Quota .scienza e Pratica” di cui abbiamo scritto nel giorno stesso dell’appuntamento.

Sabato 7 maggio, Predazzo, nella storica e mitica location della Scuola Alpina della Guardia di Finanza, nonché sede del Gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle sport invernali, è stata la capitale del mondo scientifico e della ricerca.

Ricerca quest’oggi sviscerata in in uno degli aspetti di maggiore interesse per la maggior parte degli sport di endurance (e quindi non solo invernali), che è la risposta fisiologica dell’organismo umano all’attività motoria e sportiva condotta a quote ben superiori a quella del livello del mare.

Svolgere un esercizio fisico a una considerevole altezza, sopra i 1.500metri slm, ma addirittura oltre (come i 2.000 mt  dell’altezza media per le attività invernali alpine, se non gli oltre 3.000 dei ghiacciai e ancor di più per luoghi e attività “speciali”), comporta una risposta del nostro organismo che interessa vari apparati e meccanismi di adattamento, che permettono al corpo umano di acclimatarsi a condizioni anomale rispetto alla quotidianità del vivere a basse altitudini.

Dopo i saluti di benvenuto delle autorità militari ospitanti alla platea ospite, da h.09:00 si sono succeduti gli autorevoli interventi che hanno visto scienziati e ricercatori di notevole spessore, interagire con le tematiche riguardanti l’adattamento, l’acclimamento e l’allenamento in quota, portando contributi di indubbio interesse e valore globale.

I corposi e interessanti interventi mattutini, più l’interessantissima tavola rotonda, che ne ha seguito le tematiche nel pomeriggio, hanno evidenziato come il mondo scientifico sia motivato e attivo nella ricerca di quelli che sono gli effetti dell’altitudine sul corpo umano, sulla prestazione sportiva e di come la performance possa essere condizionata, da quanto accade nel nostro corpo, in presenza di una anomala e non comune variazione di elementi naturali, che agiscono sull’intera entità del corpo umano modificando, non poco, le sue risposte psicomotorie.

Di rilevanza la variabile gassosa dell’aria che vede, nell’impoverimento della percentuale di ossigeno, una vitale esigenza di risposta dell’organismo e, come tale risposta, diventi stimolo atto anche al possibile miglioramento della performance sportiva, se attuato attraverso metodiche corrette.

Oppure portare a un deficit di risultato, proprio per un mancato adattamento all’anomale situazione creatasi da una minore presenza di ossigeno nell’aria.

Tra i presenti in sala anche il presidente Fisi Flavio Roda, particolarmente attento dal primo all’ultimo istante  del Convegno e Andrea Gios (a destra di Flavio), presidente della federghiaccio.

Insomma, allenarsi in quota comporta una serie di quesiti a cui la scienza dell’allenamento deve rispondere e che ha visto Predazzo sede di questo percorso, nel quale la quota diventa, nella ricerca, modalità di conoscenza relativa a cosa significa e a cosa si va incontro nelle varie tipologie di transizione e permanenza in altitudine. E di come la quota possa diventare, se gestita in modo attento, possibilità di migliorare la performance agonistica.

Certamente l’argomento principe del convegno, interessa maggiormente le discipline sportive di resistenza, sia nordiche, come lo sci di fondo e simili, che discipline sportive tradizionali come nuoto, ciclismo e atletica leggera che, dalla montagna e dall’allenamento mirato in quota, possono trarre giovamento, agendo sulle variabili fisiologiche che, ambientamento e adattamento, sviluppano nelle potenzialità dell’atleta di migliorare i propri risultati.

E per lo sci alpino , a noi tanto caro? Beh, si è parlato di sonno, recupero e alimentazione in quota.

Ma la domanda che ci sorge da quanto ascoltato potrebbe essere: quanto e come riservare attenzione agli allenamenti estivi, quindi in quota oltre i 3.000Mt slm, specialmente nelle categorie più giovani?

Circa 300 i presenti al Convegno, tra i quali molti studenti universitari

E come e quanto stare attenti alle sollecitazione psicofisiche che tali, e a volte esasperati, allenamenti possono ricadere sulla salute dei nostri giovani, se non adolescenti, se non addirittura fanciulli?

I nostri allenatori sanno e valutano tutte le dinamiche emerse dal convegno che se in grado di condizionare atleti, in età adulta di massima prestazione, sicuramente possono interagire anche con le dinamiche fisiologiche di giovani in via di sviluppo?

Il Prof Walter Stacco, preparatore atletico, firma della squadra tecnica di SciareMag

Tema sicuramente interessante che speriamo di approfondire, magari in un prossimo convegno delle Fiamme Gialle. Approfondimento sul convegno delle

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Walter Stacco

Docente di Scienze Motorie e Sportive. Metodologo della Scuola Regionale dello Sport del CONI Lombardia. Docente facoltà di scienze motorie università di Pavia

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