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B.C, Kilde è una bomba, sorride Marsaglia!

B.C, Kilde è una bomba, sorride Marsaglia!
È un Aleksander Aamodt Kilde stratosferico. Dare 66/100 a questo Matthias Mayer e un secondo al gigante Beat Feuz, ha dell’incredibile! Le sue linee sono pennellate giottesche! Se l’è inventate letteralmente, perché per sceglierle ha dovuto fidarsi di tutto. Del suo ginocchio, della tenuta degli sci chiamati a risolvere torture micidiali e di un progetto di gara che aveva studiato in barba alle leggi della fisica! Tirare in quel modo con spazi stretti e salti dove non vedi mai la porta successiva è sbalorditivo.

Ha tirato giù dal podio il nostro Dominik Paris che era riuscito a rimanere terzo fino alla sua discesa. Ma poi DOmme è scivolato al quinto posto perché col pettorale 28 è sceso Matteo Marsaglia che ha portato al traguardo una delle sue migliori discese di sempre. Quarto tempo a 19 centesimi dal podio! Velocissimo nella prima parte, ha mantenuto un distacco massimo di mezzo secondo fin quando nel Golden Eagle ha sporcato un paio di linee accumulando altri 4 decimi. Una spigolata in atterraggio sull’ultimo salto forse gli ha fatto perdere quelle altre briciole di centesimi. Il terzo posto sarebbe stato un sogno, ma anche rimanendo giù dal podio è un Matteo rinato!

Tornando a Domme, non è ancora  perfetto, ma è un altro rispetto a quello visto a Lake Louise. Con una buona luce è riuscito ad attaccare e seppur sporcando alcune linee sul ripido ha portato a casa un risultato  che, in questa fase di stagione, ha un valore molto alto. 1″23 il ritardo sul vincitore che però oggi fa davvero poco testo. Piuttosto perde 58/100 su un ottimo Matthias Mayer, e 22 su Beat Feuz che si è accomodato in terza posizione.

Il vincitore di Lake Louise non ha vinto, ma ha dimostrato ancora una volta che ad alta velocità riesce a fare ciò che vuole. Anche quando disegna una linea imperfetta trova il modo di correggersi, senza perdere tempo. È un piacere vederlo all’opera.

Beat Feuz avrebbe potuto abbracciare la poltroncina del leader, ma si è fatto abbindolare dal telo di una porta che ha preso in pieno con la testa e il braccio fino a sbilanciarsi. Era sul ripido, ma parte del suo ritardo lo ha incassato in quel punto e anche nel tratto iniziale che ha un po’ patito. Nella parte conclusiva ha inserito poi il turbo, ma non è bastato, per superare Mayer. Probabilmente non sarebbe comunque riuscito ad avere la meglio su questo Kilde

Si rivede già anche Ryan Cochran Siegle, che, ricordiamo, arriva da un grave infortunio. Sesta posizione a un solo centesimo da Paris. Al di là di questo è da apprezzare il coraggio e la capacità di aggiustare il tiro nelle curve del tratto centrale, quando stava per saltare una porta. Sci di traverso e via, ma senza perdere troppa velocità.

Non ha brillato invece, Marco Odermatt che non ha sciato benissimo. Sempre grande agilità, ma un po’ troppo schiacciato quando le forze si sono fatte “pesantissime”. Un errore poco prima del rusch finale che lo ha costretto a prendere una linea sullo shuss inusuale che alla fine non ha pagato (+1″65).

Passi in avanti per Christof Innerhofer. Ancora falloso in diversi punti della pista ma un atteggiamento da attaccante su una pista che adora anche se la neve non è quella americana dove lui si trova spesso a meraviglia (2° nel 2014). Ancora in difficoltà Emanuele Buzzi e non efficace come in superG Mattia csse, finiti fuori dai 30. Kilde è una bomba

LA CLASSIFICA

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.