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Big Air, il TD Valentino Mori: “È già storia. Flora non si tirerà indietro”

Portare due ragazze giovanissime in una finale olimpica rappresenta già un traguardo storico per il freestyle azzurro. Valentino Mori, direttore tecnico della squadra italiana, guarda alla finale del Big Air femminile di questa sera alle 19.30 con orgoglio e lucidità.

«È già storia portare due ragazze così giovani a una finale olimpica. Essere qui in Italia, a Livigno, è un grande onore sia per Taabanelli e per Gasslitter che per tutti noi. Rappresentare finalmente il movimento con due atlete al cancelletto è un ulteriore passo avanti».

Il riferimento è soprattutto a Flora Tabanelli, 18 anni, protagonista di una stagione complessa segnata anche da un infortunio che non le ha impedito di presentarsi all’appuntamento più importante dell’anno. «Flora ha fatto una scelta molto forte: non mollare davanti alle difficoltà. Ha dimostrato grande carattere nonostante la sua età. Non voleva perdere questa occasione».

Il percorso verso la finale è stato costruito nei dettagli. «Ha lavorato inizialmente al J Medical e poi con tutto il nostro staff: il fisioterapista Marco Delladio, il preparatore Leonardo Pregoretti. È stato un lavoro estenuante per portarla qui nelle migliori condizioni. Gli allenamenti sono stati positivi e in qualifica è riuscita a ottenere ottimi punteggi».

Questa sera, Mori si aspetta una gara aggressiva. «Flora è un’agonista vera e non si tirerà indietro. Proverà i suoi trick più complessi. Abbiamo ancora un’oretta per curare gli ultimi dettagli, poi sarà show time».

Tra le avversarie spicca Eileen Gu, oro olimpico a Pechino quattro anni fa e rientrata in gara proprio in questa stagione. «È un’atleta che punta sempre a fare bene. Si è presentata preparata e ha fatto un’ottima qualifica. Naturalmente cercheremo di tenerla dietro».

La finale del Big Air femminile andrà in onda in prime time su Rai 2 alle 19.30. «Per questa disciplina sarà la gara più vista degli ultimi anni», sottolinea Mori, consapevole della vetrina che un evento del genere può offrire all’intero movimento azzurro.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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