Max Blardone e Ivana Vaccari
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Blardone spalla tecnica di Labate al posto di De Chiesa

Cari telespettatori Rai, una notizia importante per voi: Max Blardone sarà la spalla tecnica, per le gare maschili di Coppa del Mondo, di Davide Labate, al posto di Paolo De Chiesa. Si divide così, dopo la bellezza di 11 anni, una delle coppie più longeve delle telecronache sportive in Rai. Tranquilli, nessun litigio o incomprensione, ma è probabile che la direzione (Auro Bulbarelli) abbia voluto effettuare un cambiamento a titolo di rinnovamento. Di fatto Paolo De Chiesa continuerà a esprimere la sua proverbiale tecnicità dallo studio assieme a Luca Di Bella o a quella santa donna che di nome fa Ivana Vaccari, la migliore paladina dello sci che il nostro sport potesse avere in via Mazzini. Quindi si tratta di un camhio della guardia, Paolo in studio e Max in cabina e in pista.

Davide Labate e Paolo De Chiesa

Per superMax l’avventura in Rai inizia nella stagione 2016/17 quando Ivana ha l’intuizione di portarlo in studio per i commenti del pre e post gara. Ebbene, è riuscito a conquistare subito il pubblico grazie alla sua nota carica emotiva ma anche alla sua piena sincerità (che ha sempre avuto anche De Chiesa). Max ha i ritmi giusti naturali ovvero non costruiti. Sa creare, nel bene e nel male, le giuste emozioni. Con Davide Labate si troverà sicuramente a meraviglia. Ci vorrà solo qualche gara per trovare il giusto affiatamento, anche se per Max non si tratta di un battesimo in questo ruolo. L’anno scorso ha avuto diverse occasioni per recitare questo ruolo, soprattutto per le gare femminili.

Per quanto riguarda il nuovo ruolo di Paolo De Chiesa non ci sarà nulla da testare. Uno dei protagonisti della Valanga Azzurra è in possesso, da sempre, di una rara qualità: sa spiegare con parole semplici le situazioni più difficili. Leggere lo sci non è una passeggiata, soprattutto quando devi cogliere il piccolo dettaglio di un atleta che sta andando a 100 all’ora. E Paolo in questo è un maestro.

Infine, per Davide Labate, Blardone in cambina al posto di De Chiesa non cambierà la situazione. Per un giornalista telecronista è fondamentle avere al proprio fianco una persona non solo competente, normale che lo sia in questo ruolo, ma anche capace di cogliere l’essenziale al momento giusto.

Come l’ha presa Paolo De Chiesa?: “E’ un piccolo shock, un po’ perché la notizia è arrivata all’ultimo, con valigia già pronta per Sölden, un po’ percbé sai, dopo 26 anni di telecronache…

Comunque, anche se questa decisione suona un po’ come un pre pensionamento dolce, non mi dispiace perché riesco a vedere questo cambiamento con toni positivi. Anche se non sono più un ragazzino, anzi, a maggior ragione, questa nuova avventura mi regala nuovi stimoli e questo è sempre un bene.

Mi spiace un po’ non poter presentarmi in pista, mio habitat naturale, ma almeno questo avverrà nelle gare italiane. In tutte le “nostre” tappe lo studio non sarà a Roma ma nei parterre di Coppa. Tra l’altro, per le gare di Sestriere e La Thuile farò le cronache. Di una cosa sono contento e ne vado anche un po’ fiero: in 26 anni di telecronache non sono mai arrivate critiche. E per uno sport così complicato da commentare come lo sci per di più su una televisione così importante, è proprio una bella cosa”.

Ecco Max Blardone: “Ho fatto un salto sulla sedia! Sono ancora un po’ spaesato, ma naturalmente felicissimo, perché questo ruolo va a completare il mio percorso. Sono felice di una cosa soprattuto, di fatto con Paolo ci siamo scambiati i ruoli ma la squadra, che per me è una piccola famiglia, è rimasta la stessa. E questo significa che finora abbiamo lavorato bene.

Io non sono Paolo e non lo sarò mai così come Paolo non sarà mai Blardone. Ognuno ha la propria impronta e quella lasciata da Paolo in questo ruolo rimarrà ben salda nella memoria degli appassionati. E poi comunque anche Paolo sarà presente in qualche cronaca.

Certamente non ho il sapere storico che appartiene a un atleta felice protagonista della Valanga Azzurra. Io magari sono un po’ più addentro alle dinamiche dell’agonismo moderno.

Sia perché ho smesso non tanti anni fa sia perché con il ruolo che Flavio Roda mi ha dato nell’organico tencico dei Giovani, posso avere il polso della situazione più in diretta. Le mie qualifiche di allenatore e Istruttore Nazionale contribuiranno poi a portare in cronaca dettagli tecnici che forse non ancora tutti sanno. Lascerò alla sapienza giornalistica di Davide gli aspetti storici e quelli che più competono a lui.

In definitiva sarà proprio una bella avventura e poi parlare di sci è la mia passione per cui, anche se devo ancora rendermi conto di questo nuovo ruolo, non lo temo affatto, anzi. Un po’ mi dispiace non fare più coppia con Luca Di Bella perché credo avevamo trovato proprio un ottimo feeling. Sono certo che lo troverò anche con Davide“.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).