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Carolina Savoldi, quando il tifo (per Fede Brignone) sfiora l’ossessione!

Carolina Savoldi, quando il tifo (per Fede Brignone) sfiora l’ossessione!
Carolina Savoldi, 27 anni di Milano, è una tifosa di Federica Brignone. Fin qui niente di pazzesco, una delle tante. Se parliamo di lei però un motivo c’è.

Diciamo che non esiste un nome perfettamente appropriato che possa descrivere ciò che lega Carolina all’azzurra. È una via di mezzo tra tifo sfegatato, ammirazione da svenimento, follia, fanatismo e ossessione. Intendiamoci, tutto nei ranghi, ma Federica per Carolina non è soltanto una campionessa da seguire e apprezzare. “Lo ammetto, neanch’io so come descrivere questa situazione”.

Approfondiamo, Carolina inizia a sciare a tre anni, perché papà Cesare è maestro di sci, più per passione che per lavoro. Dopo le prime curve tracciate a Dorga appena sono al Pora, nella bergamasca, la location cambia totalmente area: Chamonix! Qui, compiuti i sei anni, la semplice pratica sportiva assume i connotati del puro piacere.

Carolina con papà Cesare e col fratello Franccesco

L’’école de sk ESFi della perla francese organizza corsi e anche un circuito di gare giovanili riservate a chi viene da fuori e a chi non si allena durante la settimana. Competizioni denominate ski d’Or.

Carolina le vince tutte. Quasi tutte, ma è sempre comunque sul pezzo: “Perché io sono una combattente per natura, insomma sono una competitiva”. Suo papà gli prepara gli sci “A volte sembrava fin troppo esaltato, che diamine, mica facevo la Coppa del Mondo!”. E senza farsi vedere dal maestro-allenatore del club, la indottrina con video, foto e teoremi di tecnica “Usava persino il goniometro per farmi capire bene i raggi di curva!”.

Che si tratti di gigante o di slalom la solfa non cambia, finisce sempre sul podio. La casa è zeppa di coppe e medaglie.

Sci estivo a Les 2 Alpes: era una tappa fissa!

Fino ai 17/18 anni però, quindi siamo al 2011/12, la fuoriclasse di La Salle non era ancora sbocciata definitivamente, anche se l’argento vinto ai Mondiali di Garmisch del 2011 aveva lasciato forti sospetti. Carolina sapeva ovviamente che Federica faceva parte della squadra, ma non la seguiva ancora.

In realtà non era nemmeno tanto attratta dalle gare di Coppa. Accendeva la tivù solo in rare occasioni, anche perché difficilmente c’era un sabato o una domenica senza andare a sciare.
Le stagioni passano e Chamonix diventa più un luogo di vacanza che di gare quando lo studio lo permette.

Il quarto anno di liceo viene “spedita” negli Stati Uniti per imparare la lingua. La scelta del posto è scellerata: niente Nevada o Colorado. Si ritrova a Lancaster, nel deserto californiano, in un college circondato da cactus e qualche coyote. La montagna più alta è una duna di tre metri! Quindi niente sci per un anno intero. Non era mai accaduto: “Depressione totale! Ancora oggi mi pento di non aver scelto un liceo in montagna. Avrei potuto studiare e tentare la carriera da atleta”.

Usavi Rossignol anche tu?

Macché, Dynastar per il gigante e Atomic per lo slalom.

Ma dai, non si fanno queste cose…

Devi chiederlo a mio papà, gli attrezzi erano roba sua, guai a interferire. In realtà usavo quasi sempre gli Atomic anche per sciare fuori dai pali. Sai a Chamonix non battono quasi mai le piste. Per cui tra cunette e neve un po’ a mucchi, su pendenze notevoli, con lo sci da slalom ti trovi meglio.

Ok, ma veniamo al sodo, quando hai iniziato a tifare per Fede?

In realtà non da tanto, diciamo, in maniera… come dire… particolare, da tre anni. Probabilmente il via ufficiale è avvenuto durante la mia prima esperienza lavorativa presso Zegna a Biella. L’azienda ogni metà febbraio organizza lo “Snow day”, una gara interna di sci nella “loro” Bielmonte. Apriti cielo!
Nei vari settori dell’azienda c’è una rivalità pazzesca per vincerla, per cui mi avevano caricato mille ben sapendo che ero appassionatissima. Per rendere l’idea, a gennaio, per il mio compleanno, mi hanno fatto un regalo pazzesco: i guanti con la tigre! (Level – ndr), gli stessi che usa Federica. Ma non solo. C’era anche un bigliettino con una foto in azione di Federica, ma al posto della sua faccia c’era la mia. Mi piaceva come personaggio e atleta ma non ero ancora così invasata! Insomma, non ero ancora Federica Brignone 100 per 100, Numero uno per me

Ma da quel giorno…
Eh beh… Anche perché quella gara l’ho stravinta.

Merito dei guanti?

Diciamo che mi hanno caricato molto! E poi, se fai una gara con quei guanti sei obbligata a spaccare se no diventi ridicola! Sì, direi che da quel momento è scoppiato l’amore.

L’amore addirittura, dai, ma sei seria?

Serissima, tu non puoi capire.

Non sei mai andata a vederla dal vivo?

Secondo te? Certo che ci sono andata e ho scelto anche la gara giusta. La Thuile 29 febbraio 2020, superG, secondo posto dietro per un centesimo all’austriaca Nina Ortlieb.

Eri da sola?

No, non ti ho ancora raccontato una cosa fondamentale. Con me c’era anche una delle mie migliori amiche, che, ironia della sorte, di nome fa Carolina, Losa di cognome! Compagne di liceo, abbiamo sciato spesso insieme, anche se lei di base andava a Champoluc. Carolina ha anche la fortuna di conoscere molto bene Federico Colli, nientemeno che il preparatore di Fede.

A sinistra Carolina Losa, a destra Carolina Savoldi, “the2carols” al parterre del superG di La Thuile il 29 febbraio 2020, appena iscritte al Federica Brignone fan club

Siete riuscite a farvi fare un autografo?

Macché. Ma siamo entrate in contatto con il Federica Brignone Fan Club e ovviamente è scattata automatica l’iscrizione con tanto di tessera e maglietta. Ci siamo buttate nella mischia e credo che a qualcuno sia saltato qualche timpano.

Ora però devi spiegare cos’è che ti fa così impazzire di Fede

Ovviamente per come scia, ma anche il carattere e la personalità. Mi rivedo in lei.

E quando tocca a lei vai in trance?

Ansia allo stato puro. Tifo tutte le Azzurre naturalmente, ma quando la vedo avvicinarsi al cancelletto, rasento la tachicardia.

Quando le cose non vanno per il verso giusto?

Mi vesto di nero e osservo qualche giorno di lutto. Va beh, si scherza, ma ai Mondiali, quando è uscita in gigante sono stata malissimo. Mi sono immedesimata nel suo dispiacere. Forse son stata addirittura peggio io di lei. Quando invece è caduta in Val d’Isère in discesa a momenti mi viene un colpo; miseria che spavento mi son presa.

Il giorno dopo però…

Quel terzo posto ci voleva proprio. Potevano darmi anche un colpo in testa che non avrei sentito nulla!

Quale delle 16 vittorie ti è rimasta più in mente?

Forse la prima a Sölden, ma non è un primo posto che ricordo più volentieri di lei, sai una vittoria è una vittoria. Piuttosto quel passaggio stratosferico che ha fatto nel gigante di Courchevel. Lì c’è tutta Federica Brignone.

È capitato anche a te?

Seee… va bene, sarei in Coppa del Mondo a quest’ora. Quello è un colpo di classe che solo una numero uno è capace di fare. Anzi, diciamolo, solo lei!

Anche l’altra Carolina è come te?
Sei pronto? Mentre io vado in ansia quando scende Fede, lei perde la testa per Sofia Goggia.

Come un milanista che guarda il derby con un interista?

Non è proprio così, quando guardiamo le gare assieme tifiamo tutte le italiane senza distinzione. Sofia poi è più forte in discesa e Fede in gigante. C’è maggior contesa in superG e ammetto che quando Sofia le sta davanti rosico! La stessa cosa al contrario è per Carolina 2. Comunque l’entità del danno lo misuro in base alle classifiche. Se sono quinte e seste niente di che, ma se in ballo c’è il podio o un sorpasso nelle classifica generale o di specialità, rosico molto di più. Ma alla fine son pur contenta se vince un’italiana, ci mancherebbe, è pur sempre una festa. Se vai sulla pagina di Instagram “the2carols” lo puoi verificare.

The2carols?
 Le 2 Caroline?
Bravo! Il lockdown ha fatto sì che Carolina ed io ci vedessimo per guardare assieme le gare in tivù. Rendendoci noi stesse conto che vivevamo le discese, diciamo, in maniera non convenzionale, ci siamo riprese una volta per gioco. Così abbiamo iniziato a pubblicare questi video, per trasmettere la nostra follia. Da lì la pagina.

Il giochino funziona?

Non abbiamo tanti follower perché il primo post è datato solo 31 gennaio, però della serie pochi ma buoni. Fede e Sofia ci seguono e anche Gianmario Bonzi perché guardiamo le gare su Eurosport.



In pratica vi riprendete mentre seguite le gare?
Esattamente, i video mostrano le nostre reazioni durante le gare, ovviamente solo i momenti più curiosi, ma non solo di Fede e Sofia, anche se loro hanno spesso un posto in prima fila

Immagino che ogni tanto scriverai a Federica?

Sono quasi certa che prima o poi mi arriverà una denuncia per stalking. Le scrivo sia dal mio profilo personale che da quello di The2carols.

Messaggi tipo?

Dipende dalle occasioni. Ci sono quelli del pre e del post gara, di complimenti quando va bene e di conforto quando va male. Così le scrivo, “Primo posto per grinta, “Tigre fino alla fine, ”, “Non mollare”…

Ti ha mai risposto?
No ma posso capire, per lei rischierebbe di diventare un secondo lavoro! Però alcune volte ha messo un cuoricino ai nostri post. Dialoghiamo con il Fanclub. Ora ti leggo un loro messaggio:”La prossima stagione vi vogliamo in tribuna con noi”.

Se un giorno dovesse scriverti?

Probabilmente mi tatuerei quelle parole su un braccio. Però in realtà Fede mi ha fatto il regalo di compleanno più bello della mia vita.Tramite mia cugina Giorgia, che dev’essere senz’altro un po’ immanicata, mi è arrivato un video messaggio. Giorgia mi passa il suo cellulare e mi dice: questo è il mio regalo di compleanno. Clicco sul triangolino e lo schermo si riempie di riccioli neri. Era lei, Fede, che con un sorriso da mangiare mi faceva gli auguri. Ti mando la foto della mia espressione, così non devi chiedermi così ho provato in quel momento.

Confidi sul destino per un incontro?

Ma pensa che stava per capitare a maggio Da alcuni suoi post mi ero accorta che si trovava a Fuerteventura proprio dov’ero io in vacanza. Ho setacciato Google maps per capire dove potesse essere quella spiaggia. Miseria nera, non l’ho capito.

E se te la trovassi davanti all’improvviso?

No, ma sei pazzo? Mi viene già l’ansia solo al pensiero. Così all’improvviso sarebbe paralisi totale! Per una cosa del genere occorre un minimo di programmazione. Dovrei prima prepararmi, studiare cosa dirle. Altrimenti so già che farei la figura della stupida inebetita. E poi mi prenderei a schiaffi per non essere riuscita a dirle questo o quest’altro. Certo che se la incontrassi per caso in pista… Non accade, ma se accade…

Se, come sperano tutti, si tornerà a sciare, ti perderai tutte le sue gare…

Questo sarà una bel casino vero. Le notifiche che mi arrivano sul cell dai vari social provengono solo da profili dello sci. Mi toccherà spegnere tutto per tornare a fine giornata a casa e guardare le registrazioni. Ma sarà comunque una sofferenza sciare sapendo che Fede è in pista. Di sicuro nelle gare non troppo lontane sarò con la Carol in tribuna.

A febbraio le Olimpiadi, cosa ti senti di dirle?

Giù a tutta, carica come sempre e non ti incazzare. Anzi, no. Incazzati!

E quando deciderà di ritirarsi finirà l’ossessione?

Farà qualcos’altro, la stalkerò lì.

Allora non si tratta solo di Federica atleta!

Oddio, così mi fai passare proprio per psicopatica! Però credo sia un po’ così. Lo sci fa da tramite, il fatto è che mi rivedo in lei.

Non devi essere un tipo tranquillo…

Io? Mi parte l’embolo ogni 5 minuti. Non lo hai ancora capito che sono un po’ folle?

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About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.