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Chi può sciare e chi no? Risponde Cristoph Senoner di Asso Sci

La domanda gira vorticosa nelle segreterie degli sci club: chi può sciare e chi no? Ovviamente ci si riferisce a questo periodo, interessato soprattutto dalle società che non hanno ben capito se possono organizzare gli allenamenti delle squadre. Per noi risponde Christoph Senoner, Presidente dello sci club Seiser alm Ski Team. che appartiene ad Asso S.C.I., associazione (che presiede) che raggruppa alcuni tra le più importanti società.

Ci siamo riuniti con Asso S.C.I. in video fino a poco fa per capire bene la situazione e offrire il nostro apporto a chi dovrà costruire la strada per arrivare all’obiettivo. E sappiamo benissimo tutti qual è“.

Su quale punti vi siete dibattuti di più?
Quello principale è capire chi siamo. Nel senso, come devono essere considerati gli atleti. E quali sono gli eventi riconosciuti di carattere nazionale. Noi abbiamo dato una nostra interpretazione che comunicheremo alla Fisi. Gli atleti sono tutti affiliati alla Federazione e quindi riteniamo che siano di interesse nazionale. Di conseguenza anche le competizioni che abbiamo già calendarizzato, ad esempio noi come sci club, dovrebbero essere ammissibili.

Quindi, anche l’attività di allenamento deve essere consentita. La lettera E del DPCM non parla solo delle gare ma anche degli allenamenti. Solo che abbiamo visto la chiusura anticipata dello Stelvio e a ruota Cervinia. Se iniziano a chiudere i ghiacciai e le stazioni che in vetta hanno neve, queste attività di addestramento non si possono fare.

Ma alla fine cosa avete convenuto?
Che bisogna dare un’interpretazione estensiva di questa norma, spiegando e forse anche imponendoci, che anche i nostri ragazzi sono di interesse nazionale, in quanto tesserati di una federazione affiliata al Coni. Pertanto non andiamo a sciare soltanto perché ci piace, per puro divertimento. È un’attività agonistica. Tra l’altro la stessa Fisi aveva già fatto un protocollo per quanto riguarda le competizioni. Ora non so se dovrà essere più preciso.

Stiamo parlando di tutte le categorie giovanili?
Direi fino agli under 14. Per i pulcini non ha senso. Inizieranno a sciare in inverno tranne qualche eccezione. Per gli altri, quelli più grandicelli, anche se non fanno gare Fis ma solo competizioni regionali, questo principio deve valere.

Quindi dalla categoria Ragazzi in su
Esatto. Anche se il risultato vero da portare a casa è che tutti possano sciare, attraverso il protocollo che sta mettendo a punto la conferenza Stato Regioni. Anche perché non credo proprio che le società impianti aprirebbero soltanto per il mondo agonistico. Adesso ok, sui ghiacciai ci vanno solo loro, ma poi il discorso cambia.

Nell’attesa, come si deve interpretare il DPCM? Gli sci club possono sciare?
Nell’attesa, nonostante esista questa situazione un po’ ambigua, secondo me sì, possono. C’è anche un altro aspetto. La Val Senales ora è aperta. E alla partenza dubito che ci sia qualcuno in grado di poter fare una distinzione. C’è dunque quest’altra problematica. Le società impianti offrono un servizio pubblico. Non hanno il potere di scegliere e decidere chi può salire. Ricordo anche che esiste la norma generale riportata alla lettera D. Dice che è consentito svolgere attività sportive all’aperto mantenendo certe distanze. Perché questo accada però le stazioni devono poter aprire.

In Alto Adige possono aprire…
Nella normativa provinciale dell’Alto Adige manca quel primo passaggio presente invece nel DPCM: sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici. Per questo la Val Senales è rimasta aperta.

Per chiarezza, prevale l’ordinanza dell’Alto Adige rispetto al decreto governativo nazionale?
L’interpretazione degli organi competenti della provincia di Bolzano è questa: prevale quella dell’Alto Adige. Già a maggio era stata emanata una legge provinciale dove si stabilisce questo principio: vince l’ordinanza provinciale. Questa legge non è mai stata impugnata dal Governo. E fino a quando non accade…

Quindi diciamolo chiaramente, le stazioni dell’Alto Adige possono aprire!
Sì è così. E credo che anche Trento voglia prendere questa strada.

In generale come la vede?
Credo che le stazioni invernali faranno una grande pressione per poter aprire. In caso contrario sarà una catastrofe. Almeno, qui in Alto Adige che vive di questo. Poi è chiaro che dipende anche dall’evoluzione della pandemia. Dinnanzi a certi numeri bisogna alzare le braccia.

Per concludere, lei domattina può prendere la strada di Solda con i suoi ragazzi dello sci club, per andare ad allenarsi?
Direi proprio di sì.

Ha ricevuto pressioni da parte di qualche genitore per restare a casa?
No, anche perché fino a ieri si sono allenati tutti regolarmente.

Nel frattempo il Comitato Veneto ha informato i proprio affiliati che le attività regionali sono sospese fino al 24 novembre. Inoltre, pare che la Fisi abbia deciso di fermare gli allenamenti di alcune rappresentative nazionali fino a giovedì. Qualche giorno di sosta per calmare le acque, ragionare e lavorare al meglio per redigere il protocollo migliore, probabilmente tanto male non fa.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.