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Chicco Pellegrino ed Elia Barp: “Era il nostro primo obiettivo e l’abbiamo raggiunto!”

Tre giorni dopo, l’Italia è ancora sul podio a Lago di Fiemme, dopo la staffetta, anche la Team Sprint propone un bronzo, con Elia Barp e Federico Pellegrino che portano il tricolore nel medagliere olimpico di questo format di gara, introdotto solo a Torino 2006.

Ottenere una medaglia in un evento a squadre era il grande obiettivo di Federico Pellegrino e del team azzurro, il bottino è ora raddoppiato ed il campione valdostano, all’ultimo appuntamento olimpico, non nasconde la soddisfazione:

Le cose che possono andare storte in una staffetta a quattro sono di più, ma questo format di gara su una neve difficile come questa nascondeva insidie in ogni curva. Elia ed io siamo bravi a muoverci in gruppo, ma l’imprevisto può succedere: il piano A nella nostra mente era la staffetta, ora che abbiamo realizzato anche il piano B penso che possiamo essere soddisfatti.

Personalmente è una soddisfazione enorme per me essere sul podio anche oggi: da un lato perchè l’Italia non aveva ancora vinto una medaglia olimpica in questa gara, poi da un punto di vista personale perchè proprio qui in Val di Fiemme, nei Mondiali del 2013, ho avuto modo di inseguire la prima medaglia nella Team Sprint, non era andata ma da lì è iniziato il percorso che ha portato qui. Se devo essere sincero, nel finale della staffetta ho avuto modo di emozionarmi e di lasciar cadere qualche lacrima, oggi meno. Nella salita finale ho accusato la stanchezza e tutti i pensieri erano rivolti a tenere a distanza la Svizzera”.

Tre giorni di grande valore per Elia Barp: “Abbiamo sempre pensato di potercela fare, eravamo tra i più forti ed i più adatti a questa gara. Per me è stata la migliore giornata sugli sci, riuscivo a fare quello che volevo e sono riuscito a dare sempre il cambio a Pellegrino in modo tranquillo, lontano dai contatti.

Avere un punto di riferimento come Federico è stato fondamentale in questi anni: era un idolo, è diventato un compagno di camera e di stanza. Credo che in questi giorni abbiamo dimostrato di esserci, in staffetta anche con Davide Graz e Martino Carollo: siamo giovani ed il futuro è ancora da scrivere, ma di certo abbiamo capito di potercela fare. Nel frattempo abbiamo queste due medaglie da godere e credo che meglio di così non potesse andare”.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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