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Club 5 Ski Classic accorda l’orchestra a Ginevra: 27 organizzatori, una sola partitura

Giovedì, tra le pareti dei Meeting autunnali FIS, l’assemblea annuale di Club5 ha somigliato a un’orchestra al gran completo: rappresentanti di quasi tutti i ventisette membri, cioè gli uomini e le donne che la Coppa del Mondo di sci alpino la preparano, la difendono dal meteo e poi la consegnano al pubblico. Sul leggio stavano una collaborazione più stretta con la Federazione Internazionale Sci e Snowboard, un nuovo accordo con gli organizzatori e lo sviluppo della Coppa. Sembra la scaletta di un convegno, in realtà è una partita a scacchi giocata con le seggiovie.

IL NUOVO PRESIDENTE SI PRESENTA AGLI ORGANIZZATORI

Rainer Senoner, presidente di Club5, ha messo l’accento sul valore del confronto con il nuovo presidente della FIS, Alexander Ospelt, e quest’ultimo ha risposto con un riconoscimento di peso: gli organizzatori di Coppa del Mondo sono stakeholder fondamentali della federazione internazionale. Le sue parole meritano un posto in agenda: «Dobbiamo affrontare i cambiamenti all’interno della FIS insieme alle federazioni nazionali e agli organizzatori. Per riuscirci servono fiducia reciproca e una collaborazione trasparente». Traduzione per chi preferisce la lingua delle piste: le ventisette località che ospitano le gare hanno guadagnato un posto in prima fila.

CALENDARI QUASI CHIUSI, I MONDIALI ALL’ORIZZONTE

Sul fronte dei preparativi hanno parlato i due uomini che governano le gare dall’alto, Markus Waldner per gli uomini e Peter Gerdol per le donne. Ispezioni estive concluse, calendari ormai praticamente definiti. L’appuntamento più atteso porta il nome di Crans-Montana, sede dei Mondiali, mentre a Narvik alcuni dettagli attendono ancora la loro sistemazione. L’altro grande tema riguarda lo sviluppo del prodotto Coppa del Mondo, e Waldner ha tracciato la linea: «Dobbiamo avvicinare i tifosi agli atleti e alle stelle», con l’avvertenza che il tempo a disposizione si accorcia e l’acceleratore va premuto a fondo, come sul rettilineo che precede il salto.

UNA SOLA VOCE

A questo punto Senoner ha cambiato marcia, prospettando una revisione radicale del regolamento. Le disposizioni superate verranno eliminate e le nuove regole arriveranno in primavera sotto forma di pacchetto complessivo da sottoporre al voto. «Siamo 27 organizzatori e dobbiamo parlare con una sola voce», ha spiegato. «Solo così avremo la possibilità di promuovere i cambiamenti necessari e migliorare il nostro prodotto». Mettere d’accordo ventisette località, ognuna con le sue montagne, il suo pubblico e i suoi inverni, assomiglia all’impresa di far cantare lo stesso coro a ventisette valli: l’unico sistema consiste nel provare e riprovare finché l’accordo suona.

Sul tavolo sono entrati in una fase decisiva anche tre dossier pesanti, l’Organizer Agreement, l’inspection agreement e i montepremi. Club5 ha ribadito che eventuali oneri finanziari aggiuntivi vanno concordati insieme e che una soluzione transitoria per una stagione deve esaurirsi con quella stagione. Chi conosce l’Italia sa quanto il provvisorio ami la lunga vita, e a Ginevra lo hanno chiarito a voce alta.

DUE NUOVI AL TIMONE, QUATTRO ALLA PORTA

Ingrid Jacquemod di Val d’Isère e Peter Mall di St. Anton sono entrati all’unanimità nel direttivo. Senoner ha ringraziato il consigliere uscente Jan Überall, dall’inizio di settembre nuovo Segretario Generale della federazione austriaca, e ha presentato la squadra al completo: lui stesso, i vicepresidenti Ole Kristian Kirkerud e Thomas Rechberger, più i due volti nuovi.

Anche la famiglia potrebbe allargarsi. Tremblant, Killington, Vail/Beaver Creek e Chamonix hanno manifestato interesse a entrare, e tre di questi indirizzi stanno oltreoceano. In caso di approvazione, dalla prossima primavera Club5 riunirebbe 31 organizzatori e il tavolo di Ginevra dovrà procurarsi qualche sedia in più.

Ventisette organizzatori che chiedono di parlare con una voce sola sembrano un titolo da battuta. Il dettaglio interessante è che a chiederlo sono loro stessi, a loro stessi.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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