Che giornata a Cortina nella combinata alpina paralimpica! Quattro medaglie – un oro e tre argenti – che permettono all’Italia di salire a quota nove podi complessivi e superare il bottino di otto conquistato a Torino 2006.
La più preziosa porta la firma di Giacomo Bertagnolli che, insieme alla guida Andrea Ravelli, conquista la medaglia d’oro confermando nello slalom la leadership costruita nella prova di superG del mattino. Dopo il bronzo in discesa e l’argento in superG arriva così il tassello che completa il set paralimpico per “Jack e Ryan”, protagonisti di una manche di slalom praticamente perfetta.
Il vantaggio sul britannico Neil Simpson è di 65 centesimi, mentre l’austriaco Johannes Aigner deve accontentarsi del bronzo a +1”04, appena cinque centesimi meglio del canadese Mac Marcoux (Ericsson nella classifica provvisoria), secondo dopo la prova di superG.
«L’avevo promesso – sorride Giacomo – ci tenevo tantissimo a vincere questo oro. Ho dovuto scendere con il coltello tra i denti perché nello slalom non avevo avuto sensazioni perfette».
«A un certo punto non lo sentivo più – interviene Andrea – allora mi sono girato e ho visto che era un po’ indietro. Gli ho detto: “Adesso è il momento di darci dentro, Jack”. Nelle ultime porte l’ho sentito di nuovo vicino. E lì ho pensato: è fatta».

La prima gioia di giornata l’aveva regalata Chiara Mazzel che, insieme alla guida Nicola Cotti Cottini, conquista una splendida medaglia d’argento. Per la coppia azzurra è la terza medaglia di questi Giochi dopo l’oro in superG e l’argento in discesa.
La sciatrice fassana, che il prossimo 19 marzo compirà 30 anni e che convive con un deficit visivo dall’età di diciotto anni a causa di un glaucoma, ha difeso con determinazione la seconda posizione nello slalom, pur non essendo la sua specialità preferita. La base del risultato era stata costruita nel superG e nello slalom ha saputo resistere al ritorno dell’austriaca Elina Stary: alla fine sono 84 i centesimi che separano l’azzurra dalla rivale.

L’oro va comunque all’Austria perché Veronika Aigner si conferma eccellente anche tra i pali stretti e conquista il suo secondo titolo con un margine di +3”06.
«È una medaglia inaspettata – racconta Chiara a fine gara – ma anche la manche di slalom è andata bene».
«Le ho chiesto di stringere i denti – aggiunge Nicola – di resistere alla fatica di questi giorni e ai mal di testa per gli ultimi 45 secondi di gara. È stata bravissima».
Nella stessa gara, Martina Vozza con la guida Ylenia Sabidussi disputano una buona manche tra i rapid gates, recuperano una posizione e chiudono al quinto posto. Più di così sarebbe stato davvero difficile.
Poi arriva forse la medaglia più difficile della giornata, quella della categoria standing, dove il livello della concorrenza è altissimo. Ma Federico Pelizzari ci credeva profondamente.
Il 26enne azzurro conquista una splendida medaglia d’argento grazie a un recupero straordinario nello slalom dopo il sesto posto nella prova di superG del mattino. L’oro va al francese Arthur Bauchet con un margine di +1”20, mentre il bronzo è dell’austriaco Thomas Grochar. “Era un sogno ed è bellissimo che si sia avverato – e questo risultato mi proietta con ancora più forza e coraggio verso le mie specialità. gigante e slalom!”

Manca invece all’appello il russo Aleksei Bugaev, nettamente in testa dopo la prova veloce e ancora leader fino a metà dello slalom, prima dell’uscita che cambia completamente il destino della gara.

L’Italia festeggia anche una grande prova di squadra. Davide Bendotti, qui sopra in azione, con il quinto posto ottiene la sua migliore prestazione paralimpica di sempre, mentre Luca Palla, qui sotto felice al traguardo, alla sua prima esperienza a cinque cerchi, conquista un bellissimo sesto posto.

L’ultimo colpo lo firma René De Silvestro, autentico idolo di casa. Vive a pochi chilometri dalle Tofane, a San Vito di Cadore, e sulle piste di casa regala un’altra emozione straordinaria. Terzo dopo la prova veloce, l’azzurro disegna uno slalom incredibile e chiude la gara a soli 11 centesimi dall’oro, che a metà manche sembrava distante oltre un secondo.

Ma l’olandese Jeroen Kampschreur resiste e trova lo spunto decisivo nelle ultime porte. Bronzo per un altro olandese, Niels de Langen, a +1”26, che approfitta di un grave errore commesso dal norvegese Jesper Pedersen.
Una giornata memorabile per lo sci paralimpico azzurro, che a Cortina scrive una delle pagine più belle della sua storia recente.







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