Cortina d’Ampezzo 2026 diventa in questi giorni il punto d’incontro tra due figure che hanno segnato epoche diverse dello sci alpino mondiale: Lindsey Vonn, simbolo assoluto della velocità moderna, e Picabo Street, campionessa olimpica di SuperG a Nagano 1998 e riferimento dichiarato della stessa Vonn.
I loro percorsi si sono incrociati molte volte, ben prima di arrivare qui. Lindsey Vonn lo ha sempre detto apertamente: senza l’aiuto, l’esempio e l’amicizia di Picabo Street, probabilmente la sua carriera non sarebbe stata la stessa. Un legame che nasce lontano dalle piste iconiche, quando Lindsey si chiamava ancora Kildow ed era una bambina di nove anni con un poster in mano.
Succede in Minnesota, in un negozio di articoli sportivi. Due atlete statunitensi appena rientrate dai Giochi di Lillehammer 1994 firmano autografi. Una è Diann Roffe, oro olimpico in SuperG; l’altra è Picabo Street, seconda in discesa dietro a Katja Seizinger. La piccola Lindsey resta in fila, viene ignorata da una, ma accolta con un sorriso dall’altra. Picabo le firma il poster, le parla, la incoraggia. Un gesto semplice, che però lascia il segno.
«La ammiravo già prima, ma quel giorno ho deciso che volevo diventare una campionessa come lei», racconterà anni dopo Vonn nella sua autobiografia Rise. Da lì in poi Street diventa una presenza costante, una mentore discreta quando Lindsey inizia a emergere tra le juniores, vincendo anche lo slalom del Topolino, in Italia. Più tardi, Vonn ricambierà quella generosità con la sua fondazione, sostenendo giovani atlete, come Alice Robinson.
I primi passi in Coppa del Mondo di Lindsey non sono immediatamente folgoranti. A 16 anni debutta nello slalom di Park City nel novembre 2000, senza risultati. Il primo punto arriva un anno dopo a Val d’Isère, 26ª in SuperG. Picabo, quella volta, chiude lontana, ma le strade iniziano a incrociarsi sul serio.
Un ruolo chiave lo gioca Lake Louise, in Canada. Qui entrambe conquistano la prima vittoria in Coppa del Mondo, a dieci anni di distanza: Street nel 1994, a 23 anni; Vonn nel 2004, a soli 20. Una coincidenza che diventa simbolo.
Lo stesso vale per Cortina d’Ampezzo. Su queste piste entrambe brillano nei rispettivi periodi. Vonn vincerà qui dodici volte, ma la più significativa resta quella del gennaio 2015: la 63ª vittoria in carriera, record assoluto nella Coppa del Mondo femminile, superando il primato di Annemarie Moser-Pröll, che resisteva da trentacinque anni. Sugli spalti ci sono i genitori e anche Tiger Woods, suo compagno all’epoca.
È sempre sulla Olimpia delle Tofane che Lindsey sale per la prima volta sul podio nel 2004, due anni dopo l’ultima gara di Coppa del Mondo disputata proprio lì da Picabo Street, prima delle Olimpiadi di Salt Lake City 2002. Oggi si ritrovano ancora una volta: Vonn da protagonista dei Giochi, Street come commentatrice per NBC Universal, broadcaster ufficiale negli Stati Uniti.
Le loro vite si sono incrociate anche fuori dalle piste. Vivono entrambe vicino a Park City, nello Utah. Lindsey ha persino dedicato a Picabo un documentario, Picabo – Five Rings Films, raccontandone la storia da campionessa e da donna.
Un solo podio insieme, il 22 marzo 2001 a Big Mountain, nel Montana, durante i campionati nazionali americani. Una discesa FIS che diventa quasi un passaggio di testimone simbolico, poco prima che le loro carriere prendano direzioni diverse. Un anno dopo, a Salt Lake City, Lindsey chiude sesta nel combinato alpino, miglior risultato della squadra statunitense. Picabo è orgogliosa di lei.
Non tutte le coincidenze, però, sono felici.
A Crans-Montana, nel 1998, Picabo si infortuna gravemente al ginocchio poche settimane dopo l’oro olimpico di Nagano. La gara viene annullata, ma la sua carriera non tornerà più ai livelli precedenti. Ventotto anni dopo, sulla stessa pista, anche Lindsey cade e si infortuna; anche quella gara viene cancellata.
Ora resta Cortina.
Con la speranza che, questa volta, i destini incrociati di Picabo Street e Lindsey Vonn sappiano regalare momenti più luminosi, nel luogo che più di ogni altro le ha viste crescere, vincere e ritrovarsi.






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