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Coscuma: l’aggiornamento dei Maestri di Sci

Il maestro di sci è tenuto ad aggiornarsi ogni tre anni in base a quanto stabilito dalla legge quadro nazionale. Ma, al di là del rispetto della legalità, l’aggiornamento professionale è comunque un momento importante per i maestri di sci che operano nelle stazioni di tutto il territorio nazionale. Questo perché la continua formazione del professionista sta alla base di qualsiasi processo di crescita e di sviluppo. L’aggiornamento è tenuto e curato dal punto di vista tecnico-didattico dal corpo degli Istruttori Nazionali e molteplici sono le attività affrontate nei circa tre giorni in cui i maestri si ritrovano per aggiornarsi e quindi ottenere l’abilitazione per poter esercitare la professione.
Questo appuntamento è spesso vissuto dai maestri di sci con uno spirito goliardico, un’occasione per ritrovare amici e colleghi. Insomma, un’occasione per rievocare i bei tempi. Questo elemento di aggregazione è sicuramente importante, ma non bisogna tralasciare l’utilità e lo spessore delle argomentazioni trattate nei giorni in cui tanti professionisti si ritrovano. Non a caso nascono quasi sempre, proprio durante gli aggiornamenti, discussioni e approfondimenti assai interessanti
È in occasioni come queste che l’istruttore (figura professionale deputata al ruolo di docente) porta a conoscenza dei maestri tutte le novità dal punto di vista tecnico e didattico sia in pista che in aula.
La tecnica, ricordiamolo, non è materia statica, ma continua a evolversi, così come la tecnologia che accompagna la costruzione dei materiali; basta pensare che la sciata di 10 anni fa non è la stessa di adesso e nemmeno i materiali.
È vero che il testo tecnico dello sci italiano, ovvero il nostro manuale di riferimento, è ben codificato e basato su un modello ideale che caratterizza la proposta tecnica della scuola italiana, ma poi il bravo maestro è colui che sa comprendere e capire come applicare al meglio i concetti scritti. Il maestro deve ampliare costantemente la propria base teorica e pratica per meglio trasmettere la tecnica al vasto e vario mondo degli appassionati. Insomma, insegnare è materia assai complessa e per questo occorre una formazione costante e continua sia da parte degli Istruttori che da parte dei maestri di sci. In pista il maestro di sci ritorna allievo provando egli stesso gli esercizi e la progressione tecnica: è come se tornasse per un breve periodo ad allenarsi nuovamente, questo al fine di far provare al maestro-allievo alcune sensazioni legate all’aspetto tecnico, ma anche per verificare la fattibilità degli esercizi da proporre agli allievi della scuola sci.
È come se il chirurgo per qualche giorno tornasse studente per apprendere le nuove tecnologie per operare.
Questo compito è di una importanza assoluta perché permette al maestro di divenire completamente e costantemente professionista ed esperto della neve: insomma, il bravo maestro è colui che non smette mai di apprendere e di crescere, professionalmente parlando.
In aula la didattica applicata viene discussa e sviscerata con l’aggiunta a volte di argomenti importanti quali l’orientamento al cliente, la gestione dei gruppi, le proposte di esercizi per le varie tipologie di allievi, la comunicazione. A volte vengono affrontati aggiornamenti tematici per coloro che volessero approfondire una materia tecnica specifica. Il nuovo testo sull’insegnamento al bambino secondo le varie fasce di età va in questa direzione.
Altre tematiche importanti possono essere, ad esempio, l’insegnamento alle persone con disabilità, oppure l’avviamento all’agonismo. A volte gli aggiornamenti sono itineranti e hanno come obiettivo quello di conoscere come funzionano e come sono strutturate alcune località e realtà professionali, anche fuori dall’Italia. Gli aggiornamenti, inoltre, sono importanti non solo per i maestri ma anche per gli Istruttori, perché danno la possibilità di ascoltare da vicino chi opera sul campo tutti i giorni e molti degli spunti per i nuovi testi e le nuove proposte emergono proprio dai tanti professionisti italiani impegnati quotidianamente. Quindi, la forza della scuola italiana sci sta proprio nel fatto che le proposte non vengono calate dall’alto, ma spesso nascono proprio dalla base e l’aggiornamento non è solo un obbligo, ma diventa sempre più confronto e crescita. Cambiare, anche se di pochissimo, un modo di pensare, o modificare le proprie abitudini dopo un aggiornamento, è già un risultato importante e una grande opportunità.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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