Una riga di cronaca basta: Giovanni Franzoni ha vinto il superG di Wengen, conquistando la prima vittoria in Coppa del Mondo sul Lauberhorn. Il resto lo raccontano le sue parole, a caldo, senza filtri. Ricordando che ora Giovanni sale al terzo posto nella classifica di specialità comandata da Odermatt con 325, seguito da Kriechmayr con 231 e poi l’Azzurro a 218.

«È assolutamente incredibile»
«Se l’anno scorso mi avessero detto che sarei arrivato terzo in Val Gardena e primo qui a Wengen, su piste dove di solito ho sempre fatto più fatica, non ci avrei mai creduto. Negli ultimi anni qualcosa è cambiato, soprattutto dopo il grave infortunio che ho avuto proprio qui.»
«Oggi cerco di godermi la gara»
«Sono estremamente grato e orgoglioso di essere un atleta di Coppa del Mondo. Partecipare a queste gare è adrenalinico, incredibile. Emozioni così non le trovi da nessun’altra parte. Per questo cerco di godermi ogni discesa.»
«Con il numero 1 un po’ di ansia c’era»
«Già dalle prime prove ho cercato di sciare sciolto. Anche oggi, con il numero 1, un po’ di ansia c’era, perché quando parti davanti guardi sempre cosa fanno gli altri. Poi mi sono detto: goditela, pensa a sciare, a divertirti. Alla fine è successo qualcosa di speciale.»
«Nulla arriva per caso»
«Questo risultato nasce dal lavoro degli ultimi anni. Non è che le cose arrivano a caso.»

«Il presente è cambiato»
«Ricevere i complimenti di campioni come Odermatt e Von Allmen è un grande onore. Il futuro non lo so, però il presente sì: è cambiato. E voglio viverlo giorno per giorno.»
«Per anni li ho guardati dal basso»
«Sul podio c’era anche un altro ragazzo della mia età, con cui avevo già condiviso il podio ai Mondiali junior. Per anni li ho guardati dal basso verso l’alto, cercando di raggiungerli. Oggi li ho superati. La testa conta tantissimo: quando inizi davvero a crederci, le cose diventano quasi automatiche.»

«Domani si riparte»
«Domani c’è la discesa. È una gara diversa, tanti si sono nascosti. L’atteggiamento resta lo stesso: sciare per andare veloce, sentire lo sci che corre e godermela al massimo. Questa è una gara leggendaria.»
E poi l’ultimo pensiero a Franzoso: “Matteo sarà sempre assieme a me per tutta la vita. Gli ho dedicato il primo podio e ogni mio risultato è e sarà sempre per lui”
Una vittoria che cambia il peso delle parole. E un atleta che ora parla da vincitore.







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