Notizie

Dalla rubrica “Senza Scarponi” arriva un parallelo tra olimpiadi estive e invernali

Dalla rubrica “Senza Scarponi” arriva un parallelo tra olimpiadi estive e invernali.
Mentre Tokyo 2020 si prepara a vivere gli ultimi 6 giorni di competizioni, cerchiamo di rispondere a una domanda che molti si pongono: esistere un parallelismo tra il programma olimpico delle discipline sportive “estive” e quelle invernali? Per deviazione professionale prenderemo in esame lo sci alpino.

Prima una premessa fondamentale.

Possiamo identificare la data di nascita dello sport moderno con il 23 giugno 1894 dove, presso l’Università Sorbona di Parigi , per la volontà perseguita in anni di grande lavoro organizzativo da parte dello storico barone francese Pierre De Coubertin, si fondò il Comitato Olimpico Internazionale.

Lo scopo del C.I.O. (ora anche IOC) era quello di creare i primi Giochi Olimpici dell’era moderna e rendere lo sport strumento di incontro tra i popoli.

In Italia, il 16 giugno 1894 fu costituito, come organismo privato, il Comitato Interministeriale dei Giochi Olimpici, con l’obiettivo di organizzare la presenza degli atleti italiani, alla prima edizione delle Olimpiadi moderne, che si svolsero ad Atene nel 1896.

Nel 1907 vi fu la costituzione del primo Comitato Nazionale Olimpico (CNO) riconosciuto ufficialmente dal CIO nel 1908.

Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni), fu fondato il 9 e 10 giugno del 1914, come ente privato con lo scopo di organizzare, di volta in volta, la partecipazione di atleti italiani alle Olimpiadi.

Come lo conosciamo noi oggi, il CONI, emanazione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), è autorità di disciplina regolazione e gestione delle attività sportive nazionali.

Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Ente Pubblico cui è demandata l’organizzazione e il potenziamento dello sport nazionale, promuove la massima diffusione della pratica sportiva.

Il CONI è presente in 105 Province, 19 Regioni e 2 Province Autonome, riconosce 44 Federazioni Sportive Nazionali, 19 Discipline Associate, 15 Enti di Promozione Sportiva Nazionali, 19 Associazioni Benemerite.

OLY TORINO 2006 – February, 10, 2006
Opening Cerimony

A questi organismi aderiscono circa 120.000 società sportive per un totale di circa 12 milioni di tesserati (Fonte CONI).

E tra queste federazioni e tesserati ci sono anche coloro che praticano agonismo negli sport considerati invernali, così come tutti gli atleti dello sci alpino appartenenti alle Squadre Nazionali, da cui verranno selezionati coloro che parteciperanno alle prossime Olimpiadi Invernali.

Olimpiadi che si svolgeranno a Beijing (Pechino) fra sei mesi, tra il 4 e il 20 febbraio 2022.

Per quanto riguarda invece le Olimpiadi Invernali, le prime si svolsero nel 1924 a Chamonix – Mont Blanc (Francia) dove non era presente lo sci alpino che venne introdotto nel programma solo 12 anni dopo nell’edizione tedesca di Garmisch – Pertenkirchen del 1936.

Da allora fino al 1992 i giochi invernali si disputarono nello stesso anno olimpico di quelli estivi, ma ciò cambiò dal 1994, quando , per decisione del CIO, si pensò di organizzare le due versioni in anni sfalsati, per ragioni di visibilità e continuità di interessi.

Causa il posticipo al 2021 dell’edizione “estiva” 2020 vedremo sventolare le bandiere a cinque cerchi olimpici delle olimpiadi “invernali” con soli 6 mesi di scarto temporale tra le due edizioni.

Già questo, di per se, è un dato eccezionale ed il primo parallelismo che possiamo citare, se non altro, per l’emergenza sanitaria, il principale fattore condizionante la vicinanza temporale fra le due edizioni (e non solo).

Questa la breve storia di un evento che potrebbe impegnarci in paralleli di ogni tipo, ma che Senza Scarponi si esime dal farlo, cercando di entrare un pò nello specifico che lo riguarda: la scienza dello sport e organizzazione dell’allenamento.

Il termine Olimpiadi ha comunque e in ogni caso una influenza totalitaria sullo sport moderno e nel tempo ne ha condizionato la scienza, in quanto il risultato olimpico, è sempre stato il risultato di eccellenza per ogni sport e per ogni sportivo; anche se attualmente, altre manifestazioni competitive, stanno cercando di toglierle lo scettro, ma solo per una o poche discipline sportive (vedi Campionati Mondiali di calcio).

Il primo comune denominatore a tutti gli sport, condizionato dalla notte dei tempi, dall’evento olimpico, è il primo parallelo che ogni tecnico e allenatore sportivo deve affrontare.

Si tratta dello stato di forma ottimale che ogni atleta dovrebbe avere, proprio nel corso degli impegni olimpici.

L “essere in forma”, che tutti conosciamo, contraddistingue una totalitaria espressione psicofisica di ottimale predisposizione alla prestazione sportiva, che si vorrebbe coincidesse con l’impegno agonistico di maggior interesse per ogni atleta e per ogni disciplina sportiva.

Non tutti sanno che questo “essere in forma” è il termine che impone un’organizzazione dell’allenamento che sia periodizzato in modo da raggiungere tale stato nella data o nel periodo desiderato.

Tanto sta di fatto, che un programma di preparazione olimpica, anche in termini di organizzazione politica federale, è contraddistinto dal quadriennio che intercorre tra una olimpiade e l’altra, e quindi, molte discipline sportive, dispongono il proprio calendario di impegni agonistici sul quadriennio.

Così come ogni percorso di allenamento, che vede come traguardo, la data olimpica di svolgimento della competizione di riferimento.

Nello sci alpino assistiamo invece a qualcosa di leggermente diverso dalla maggior parte degli sport estivi, in cui, seppur anche nello sci, il calendario di gare internazionali non presenta mai il Campionato Mondiale coincidente con l’Olimpiade, imperturbato (se non proprio per la pausa olimpica) continua il calendario della Coppa del Mondo, la maggior competizione internazionale a punteggio globale e per specialità, punto di riferimento annuale per ogni squadra e atleta nazionale.

Per cui, nella prossima stagione 21/22, si giostrerà tra gare di WC e Cinque Cerchi in modo rocambolesco, dove i tecnici delle Squadre Nazionali dovranno comprendere lo stato di forma dei migliori atleti che saranno selezionati per le Olimpiadi.

Infatti, mentre per la WC esiste un parterre di partecipazione abbastanza ampio per le Nazionali di eccellenza dello sci alpino (e l’Italia vi appartiene), c’è un numero limite di partecipazione.

Quindi per Beijing 2022 oltre a una programmazione dedicata alla Coppa del Mondo, si dovrà, a un certo punto della stagione, compilare l’elenco degli atleti partecipanti alle olimpiadi, che la Direzione Agonistica Sci Alpino dovrà valutare proprio in base allo stato di forma degli atleti.

Sia al livello nazionale che internazionale, avremo quindi tre grandi categorie di atleti di squadre nazionali.

1) Coloro che non pensano aver possibilità di accedere all’elenco dei probabili olimpici (P.O.) e quindi si concentreranno sugli impegni di Coppa, cercando di sfruttare le possibilità offerte dai due gruppi a seguire.

2) Gli Atleti/e di vertice, che non avranno seri problemi di partecipazione olimpica e che sono quindi i più attesi al podio.

Questi dovranno modulare in modo molto oculato la periodizzazione dell’allenamento anche in base alle proprie aspettative.

Infatti è molto difficile mantenere uno stato di forma ottimale per tutta la lunga stagione agonistica dello sci alpino e soprattutto stare attenti alle insidie di questo sport, che sono gli incidenti.

3) Atleti/e che “si giocano” l’Olimpiade….qui si parla veramente di uno stress incredibile. Questi P.O. dovranno dimostrare di meritarsi il biglietto per Beijing con risultati che ne giustifichino la partecipazione.

Per questo gruppo, fortunatamente abbastanza folto per i colori azzurri, sarà veramente impegnativo arrivare all’inizio di stagione in una condizione di forma molto prestativa. Ma nello stesso tempo, non “finire” tutti i colpi nei primi mesi di coppa del mondo, per poter arrivare alle date olimpiche con buone chance di risultato.

Inoltre c’è da aggiungere un dato esclusivo ed importante da un punto di vista tecnico-emotivo.

Tutti gli sciatori (per lo meno gli europei e americani) che saranno in pista, non hanno mai sciato sulle piste olimpiche, vere e proprie incognite che pongono ogni partecipante in un ambito di rara tipologia di gestione della prestazione.

Quindi queste olimpiadi sono accomunate, sotto vari aspetti, alle condizioni particolari createsi nel corso di questi ultimi due anni. Su cui possiamo associare un insieme di relazioni che riguardano l’organizzazione dell’allenamento e il raggiungimento del miglior stato di forma, molto variato rispeto tutte le edizioni precedenti.

Alpine Ski World Cup 2020/2021.
Saalbach-Hinterglemm (AUT) – 05/03/2021 – Downhill Cancelled
Dominik Paris (ITA)
Photo: Gio Auletta / Pentaphoto.

Seguiteci su Senza Scarponi, perché le olimpiadi iniziano quattro anni prima e nella mente di un atleta, fin dal primo momento che si approccia alla disciplina preferita, perché il sogno olimpico è e resterà sempre un valore incontrastato nel tempo. Dalla rubrica “Senza Scarponi” Dalla rubrica “Senza Scarponi” Dalla rubrica “Senza Scarponi”

Qualcuno disse :
“Alle olimpiadi si va per ritirare una medaglia conquistata in anni di allenamento”.

About the author

Walter Stacco

Docente di Scienze Motorie e Sportive. Metodologo della Scuola Regionale dello Sport del CONI Lombardia. Docente facoltà di scienze motorie università di Pavia