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Discesa Bormio: l’ambiente non decide la gara, ma seleziona i migliori

La discesa maschile di Bormio non è stata una gara condizionata dal meteo in modo diretto. È stata però una gara fortemente influenzata dall’ambiente, nel senso più tecnico del termine. Non da un evento atmosferico improvviso, ma da un assetto ambientale stabile, che ha trasformato la pista in un sistema di selezione estremamente efficace.

Qui le condizioni non cambiano drasticamente, ma cambiano le interazioni:

  • vento ancora presente ma meno intenso
  • pendenza più scorrevole
  • velocità elevate
  • neve che inizia a reagire alla radiazione solare

In questo tratto emergono con chiarezza tre profili distinti.

Franjo von Allmen – efficienza ambientale

Von Allmen realizza il miglior parziale del settore non grazie a un vantaggio esterno, ma perché è l’atleta che minimizza le perdite ambientali: aerodinamica pulita, linea diretta, capacità di lasciare correre lo sci senza dispersioni. In un contesto neutro, è l’efficienza a fare la differenza.

Dominik Paris – continuità e stabilità

Paris non costruisce qui il podio, ma non lo perde. I suoi intermedi mostrano una continuità notevole, segno di una prestazione estremamente coerente con l’ambiente:

  • nessun crollo
  • nessun settore critico
  • adattamento progressivo alle condizioni della pista

In una gara che non concede aiuti esterni, questa solidità diventa un valore enorme.

Giovanni Franzoni – lettura del tracciato

Il podio di Franzoni è uno dei dati più interessanti dal punto di vista ambientale. I suoi parziali mostrano come riesca a:

  • limitare le perdite nei tratti più sensibili al vento
  • sfruttare al meglio la parte centrale, dove il meteo smette di incidere
  • mantenere velocità competitive senza forzare

Non è una prestazione esplosiva, ma perfettamente accordata al contesto.

  1. Parte centrale e bassa: neutralità ambientale, selezione tecnica

Dal terzo intermedio in poi, le condizioni diventano progressivamente più uniformi:

  • temperature prossime allo zero
  • vento quasi ininfluente
  • neve più trasformata e omogenea

Qui l’ambiente smette di selezionare e lascia spazio alla meccanica della prestazione:

  • qualità della linea
  • gestione della pressione
  • capacità di arrivare lucidi all’ultimo muro

I distacchi aumentano, ma lo fanno senza sorprese. Chi è davanti resta davanti.

A Bormio oggi l’ambiente non ha deciso la classifica, ma ha stabilito le regole del gioco.

About the author

Riccardo Ravagnan

Geologo di formazione, meteorologo e weather strategist, Riccardo Ravagnan si occupa da oltre quindici anni di micrometeorologia applicata alla performance sportiva e ai processi decisionali in ambienti complessi.
È fondatore di «nPhysis», società di consulenza tecnico–scientifica specializzata in soluzioni weather e data-driven, e ideatore della tecnologia ´Meteoskiª, sviluppata per portare l’analisi meteorologica alla scala della pista e dei micro-ambienti montani. Nel corso della sua carriera ha lavorato in contesti ad alta complessità operativa, collaborando con atleti e team di livello internazionale e partecipando a due campagne olimpiche come stratega meteorologico. Il suo lavoro si concentra sull’interazione tra ambiente, fisiologia e prestazione, con l’obiettivo di ridurre l’incertezza climatica e trasformare il dato atmosferico in uno strumento di lettura e supporto alla performance.
Per le Olimpiadi Invernali di Milano–Cortina 2026, per Sciare Magazine, porterà avanti un progetto editoriale dedicato all’analisi microclimatica, verificando se la performance dell’atleta è stata più o meno condizionata dalle condizioni esterne.

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