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È la Svizzera la nazione da battere. Ninna era al Diavolezza…

La prima di Sölden ha detto chiaramente che per l’Italia è senz’altro la Svizzera la nazione da battere. Per questo oggi Ninna era sul Diavolezza… Ha raggiunto le squadre elvetiche sul nevaio sopra a Sankt Moritz per analizzarle, studiarle e realizzare interviste, come da anni accade, per Infront. Importante capire, dopo le prime battute, se esistono le possibilità di confermare la Coppa per Nazioni vinta l’ultimo inverno, dopo trent’anni!

La situazione è spettacolare. Di fatto la Swis-ski ha prenotato l’intera ski area, come gli Azzurri hanno fatto allo Stelvio. Per tutta la mattina, su piste assolutamente private, c’erano proprio solo loro! Chi? Praticamente tutti tranne Beat Feuz che ieri ha avvertito un piccolo malessere. Tranquilli, niente Covid come ha confermato il tampone fatto immediatamente.

Tutto è organizzato alla perfezione con tracciati di slalom, gigante e velocità. Al mattino squadre A, poi quelle giovanili. Ho visto Danile Yule tirar di pali come un dannato su neve rigorosamente barrata. E mi sembra che anche Luca Aerni stia tornando quello di un tempo. Almeno in allenamento. Mi sembra già in super forma. Ho visto Wendy Holdener lavorare sodo per recuperare forma e il tempo perduto a causa del noto infortunio.

Daniel Yule in zona partenza al Diavolezza

Assolutamente recuperato anche il velocista Mauro Caviezel che ai primi di giugno si era lesionato il tendine d’Achille. Visto in un tracciato di superG faceva già paura, grazie a un evidente recupero a tempo di record.

L’inconfondibile Ninna Quario
Devo dire che ogni tanto mi sono anche distratta incantata ad ammirare tutta la catena del Bernina. Non si pensi che la location, il panorama, il contesto anche per gli atleti, non abbia la sua importanza! La neve è perfetta, grazie anche al sistema utilizzato a Livigno dello snowfarming, ovvero la conservano sotto teli geotessili per poi tirarla fuori quando serve.

Da sinistra, Luisa Bertani, Nicolò Pedroncelli, Lorenzo Ferrari e Martina Perruchon.

A fine mattinata sono anche incappata in un gruppetto misto made in Italy guidato dall’allenatore comasco Corrado Castoldi. Con lui, la “sua” storica allieva Luisa Bertani, Martina Perruchon, Nicolò Pedroncelli e il master Lorenzo Ferrari.

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Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.