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È nata Sciare TV

Fiocco rosa in redazione, il 4 ottobre scorso è nata Sciare Tv. Un canale video on demand sul sito sciaremag.it. Ecco perché. I giovani non leggono più o leggono poco. È un dato di fatto. Vedere un ragazzo con in mano un quotidiano è cosa assai rara. Un libro non ne parliamo. I giovani non leggono ma guardano, è tutto più facile da capire.

Non devono nemmeno leccarsi il dito per girar pagina. Quando leggi viene spontaneo costruirsi un’opinione. Quando guardi scivola via tutto veloce come una meteora e l’immagine non ha il tempo di rimanere nella memoria.

Qualcosa rimane dentro comunque. È un modo differente di acquisire sapere. Il primo è manuale, il secondo è automatico.

Questa è l’opinione diffusa di chi, adulto, si ritrova a litigare con smartphone di ultima generazione perché non capisce bene come si aziona quell’applicazione e non sa fare swipe up.

Così lo chiede al figlio che non glielo sa spiegare ma glielo fa vedere. E il padre si infastidisce ancor di più non foss’altro perché all’origine di ogni «opera» moderna, qualunque piega essa prenda, sta un atto deliberato di insubordinazione e di lesa maestà nei confronti della tradizione.

È la messa in scena di un irriducibile conflitto generazionale dall’esito inaspettato. Dove l’auctoritas ha la peggio, sopraffatta dalla volontà, propria dei giovani, di mettersi alla prova, di affrontare fuori dagli schemi collaudati l’avventura della vita.

Ebbene, Sciare racconta lo sci da 54 anni. Luigi Borgo, maestro di sci strappato alla letteratura (Presidente Collegio veneto) , ha calcolato, in occasione della festa dei primi 50 anni della rivista, che mettendo le pagine editate una in fila all’altra si copre la distanza di 190 mila km, ovvero, la metà dello spazio che separa la terra dalla luna (384.00 km).

L’obiettivo è quello di raggiungerla ma ci vorranno più anni, perché ora, cioè in realtà da qualche tempo, per trasferire la nostra passione per lo sci, utilizziamo anche la tecnologia moderna.

Accanto alla Rivista Sciare c’è Sciare TV. Non è una televisione. Usiamo il termine TV perché è più facile da capire. Sciare Tube sarebbe più appropriato, ma poi «You» se la prenderebbe a male.

Per farla breve, abbiamo individuato il modo per trasferire quello che ci piace raccontare, anche ai Giovani. Un player video che trasmette 24 ore su 24 e sforna filmati uno dietro l’altro. Non più lunghi di 2 minuti perché i Giovani dopo un po’ si rompono o quantomeno si infastidiscono. La meteora, già…

Non devi spiegare troppo, meglio una goccia. E va bene. Mettere in piedi questo sistema sembra apparentemente semplice. Che ci vuole… tiri fuori dalla tasca il cellulare, lo metti in faccia alla persona che vuoi intervistare, sfiori il pallino rosso e lo fai parlare.

Apri una delle tante applicazioni video che scarichi gratuitamente sopportando la pubblicità e in men che non si dica il video è bello che pronto. A noi così non piace. Lo sci ha bisogno di bellezza, di onore e rispetto. Siamo maniaci della qualità e della professionalità. Per carità, ogni tanto commettiamo errori perché non siamo infallibili ma ce ne accorgiamo e non rimaniamo sordi.

Dunque abbiamo creato un team di persone che sa come affrontare questo sistema. Il capo banda si chiama «Belli», un artista. Progetta storie, scrive le sceneggiature, recita e rompe gli schemi della tradizione con gusto sopraffino.

Il «Matti», che non usa smartphone ma telecamere d’alta precisione, riprende tutto molto bene perché ormai sa già quello che vuole il Belli.

«Claudine» violenta programmi di editing sofisticatissimi e un semplice video diventa un film. Preferisce montare le immagini di notte, così il Matti non le rompe le scatole.

Quando il prodotto è finito entra in gioco Mike, alchimista dell’informatica. Lo piazza sul web attraverso un percorso di Seo (Search Engine Optimization) che non possiamo spiegare perché non lo abbiamo capito. Ma anche se così fosse non sapremmo spiegarlo.

Poi c’è Lory che un bel giorno, camminando nel corridoio della redazione per raggiungere il settore eventi, è stata microfonata e messa dinnanzi a una telecamera con la preghiera di non eccedere troppo con l’accento bergamasco. Ma nemmeno con il giapponese, il koreano e il russo, lingue che parla correntemente. Non è maestra di sci ma le piacerebbe tanto diventarlo, non è una giornalista ma sa scrivere, non ha la genialità del Belli ma la sua quotidianità è fatta di idee e intuizioni.

Il team si compone poi di tanti altri collaboratori, come Fede, Andry, Recupero… Il team da solo non saprebbe chi riprendere, cosa creare, quando è il momento migliore, dove andare e perché questo e non quello.

Chi, cosa, quando, dove e perché, il fondamento di una notizia, elementi indispensabili quando la vuoi scrivere. Per questo la fusione del team di redazione e di quello video risulta completa e omogena. Il frutto di questo nuovo lavoro lo trovate nella home page del sito di Sciare, www.sciaremag.it. Il Belli, il Matti, il Mike Claudine, Lory e tutti gli altri sono pseudonimi.
Hanno un nome che difendiamo per evitare rapimenti.

Ma li vedrete. Eccome se li vedrete.
(Marco Di Marco)
(Editoriale Sciare N° 724)

About the author

Marco Di Marco

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.