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È successo davvero, Lara Colturi gareggerà per l’Albania

È successo davvero, Lara Colturi gareggerà per l’Albania.
Lo sussurravano da un bel po’, ma obiettivamente si faceva fatica anche a pensarlo, invece Daniela Ceccarelli e Alessandro Colturi, uniti nella vita e nell’attività con lo sci club Golden team Ceccarelli, hanno preso la decisione di iscrivere la figlia Lara Colturi sotto la bandiera dell’Albania.

Nonostante la Fisi l’avesse inserita pochi giorni fa nel Gruppo delle Osservate assieme a Giorgia Collomb e a Ludovica Righi, tutte e tre classe 2006, ormai evidentemente la decisione era già stata presa.

Una notizia che certamente farà discutere. I motivi, si può dedurre, sono più di uno. La volontà di continuare ad allenarla, strada che sarebbe complicata rimanendo in Italia che ha il suo sistema, i suoi allenatori, le sue squadre, il proprio iter.

Poi la volontà di gestire l’attività agonistica di Lara in base ai calendari secondo le proprie convenienze. Logiche che non sempre si adattano per gli atleti/e di una squadra. Stesso discorso per i ritmi di allenamento. Lara, che ha ancora 15 anni, scia tantissimo e questo cozza un po’ con la filosofia dell’STF (Scuola Tecnici Federale) che da diversi anni insiste con una crescita a lungo termine.

La vita agonistica di Lara deve praticamente ancora cominciare, dal vincere tutto nei children a raggiungere la Coppa del Mondo il percorso è lungo e faticoso  sia a livello fisico che mentale. Indubbiamente finora l’atleta piemontese ha dimostrato di possedere un notevole talento. Ha già assimilato la tecnica di chi si trova nella categoria Giovani e le numerose vittorie ottenute dalla categoria baby fino alle Allieve lo dimostrano.

Auguriamo a Lara una carriera fantastica, nel giorno in cui lo sci italiano ha poco da sorridere e qualcosa su cui riflettere. Perché quando un’atleta così giovane, con ottime prospettive decide di correre per un’altra nazione, o è follia pura oppure c’è qualcosa che nel sistema italico non funziona. Anche se chiedere a una Federazione di stravolgere un intero sistema non è cosa di poco conto.

In fatto di precocità, Lara ha davanti a sé un esempio fresco, fresco,

quello della croata Zrinka Ljutic, classe 2004, (oro in gigante ai recenti Mondiali Junior di Panorama), oggi diciottenne. Dodici mesi dopo essere uscita dai Children si è ritrovata già sul gradino più alto in Coppa Europa (gigante di Andalo), quando aveva già debuttato in Coppa del Mondo a Semmering. Il talento, seguito della big family Kostelic, ha sfruttato di fatto un suo team privato e ha potuto gestire l’avvicinamento all’alto livello secondo piani personalizzati.

Ovviamente ha dimostrato sul campo di saperci fare, ma questo non è un fatto automatico. Questo si è reso possibile per le ovvie differenze che esistono tra una piccola e una grande federazione a livello di numeri.
Nel recente passato c’è poi una certa Mikaela Shiffrin (13 marzo 2005) che, cresciuta  agonisticamente in tutto e per tutto dai genitori, a 16 anni vinceva già in Coppa del Mondo (20 dicembre 2012, slalom di Aare). Qui però siamo difronte a un fenomeno assoluto, probabilmente inimitabile!

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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