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Elia Barp, pronto per i Mondiali Junior sognando Milano-Cortina2026

Elia Barp, pronto per i Mondiali Junior sognando Milano-Cortina2026
Giorni di Olimpiadi, di sogni e di tante emozioni per quei giovani atleti che sognano un giorno di essere anche loro protagonisti di una medaglia. Uno di questi è senz’altro Elia Barp, atleta delle Fiamme Gialle, cresciuto nello Ski College Veneto di Falcade, pronto a partire per i Mondiali Juniores di Lygna (22 feb-6 marzo).

Camilla Ronchi con la tavola sottobraccio sulle piste della sua Falcade, lo ha intercettato e intervistato per noi.

Talentuoso, con la risposta pronta e mai banale, Elia Barp, atleta trichianese trapiantato a Falcade, è quel che si definisce una promessa dello sci di fondo.

Classe 2002, arruolato nel gruppo sportivo Fiamme Gialle, Elia è cresciuto nello Ski College Veneto di Falcade e sulla pista “Pietro Scola” trascorre gran parte delle sue giornate tra una sessione e l’ altra di allenamento.

Il sogno sono i Giochi Olimpici in casa, tra 4 anni, ma ora il focus sono i Mondiali Juniores di sci di fondo che si svolgeranno a Lygna, in Norvegia, dal 22 febbraio al 6 marzo.

Non so cosa aspettarmi quest’anno. Sarà un mondiale strano in quanto il programma prevede la 30 km subito come prima gara e di conseguenza sarà dura gestire le energie per il resto della settimana, ma è così per tutti, quindi ce la giochiamo. L’ anno scorso é andata bene e mi sono reso conto che anche gli atleti dell’Europa del nord non erano dei marziani.”

Un anno fa, al primo anno di categoria, ai Mondiali Juniores di Vuolatti ( Finlandia) Elia conquistò uno splendido settimo posto finale nella 10 km a tecnica libera, concludendo la propria fatica a 53” dal vincitore Marrin Kirkber Moerk e una medaglia di bronzo nella staffetta. Con questa premessa e sulla base della brillante stagione di cui Barp è stato protagonista, da dicembre ad oggi, è lecito aspettarci un altro bel risultato.

Il finanziere bellunese ha fino ad oggi dominato la stagione nelle gare del circuito OPA CUP, il circuito del fondo delle nazioni alpine, balcaniche e dell’Europa centrale, mettendo a segno 4 successi e 2 podi nelle 8 gare disputate. Una vittoria è arrivata anche nel giorno del suo 19°compleanno sulla neve austriaca di Sanlt Urlich, dove ha primeggiato nella 15 Km skating mass start.

A Lygna punto a fare subito bene alla 30 km visto che a livello europeo ho dimostrato di essere competitivo anche se ogni anno, ogni gara, è sempre un punto di domanda. Mentre nelle gare dell’ OPA Cup ci conosciamo tutti, ai Mondiali ci sono anche i norvegesi, finlandesi e russi  che non gareggiano con noi durante l’ anno, quindi non so quanto possano essere forti. Delle gare in programma spero di fare bene nella 30 km a tecnica libera e nella 10 km a tecnica classica. Come format prediligo le lunghe rispetto alle sprint”.

Sei ancora giovanissimo ma hai già vinto tanto. La vittoria più bella?
Non saprei, forse non una vittoria ma la medaglia di bronzo nella staffetta mista alle Olimpiadi di Losanna, la prima medaglia a livello internazionale, la prima gara “da grandi” in cui ho avvertito la magia dei cinque cerchi. Le Olimpiadi sono sempre l’esperienza più bella che può capitare ad un atleta. Quelle giovanili sono state indimenticabili, ora lavoro per quelle che ci saranno a casa nostra tra Milano e Cortina. Non sarà facile perché non è solo il mio obiettivo ma il sogno che accomuna ogni ragazzo che come me fa agonismo.

Stai seguendo i Giochi Olimpici di Pechino?
“Certo, non mi perdo una gara! Seguo soprattutto lo sci di fondo, siamo fortunati perché per guardarle non occorre svegliarsi la notte ma mi piacciono anche le altre gare. Cerco di rubare qualche segreto dai migliori. Alexasander Bolshunov è uno dei miei preferiti ma anche Federico Pellegrino è l’atleta a cui mi ispiro.

A Pechino ha dimostrato di essere una leggenda. Penso che il segreto del suo successo sia stato il coraggio di cambiare, di uscire dalla comfort zone per essere competitivo nonostante il passare degli anni. È stato pazzesco come ha gestito la gara e si è andato a prendere un argento dopo 4 anni da Pyeongchang.

Sono molto orgoglioso anche dei ragazzi che con me hanno frequentato lo Ski College e che a Pechino hanno portato in alto non solo il tricolore ma anche i colori dell’ istituto sportivo  di Falcade. Complimenti a Lucia Dalmasso, Filippo Ferrari, Tommaso Leoni e al mio caro amico Leonardo Donaggio con il quale ho condiviso il percorso scolastico”.

Elia col fratellino Dante

Tornassi indietro rifaresti lo Ski College  Veneto e sceglieresti ancora Falcade come paese nel quale vivere ed allenarti?
“Lo Ski College mi ha permesso di conciliare lo studio con la mia passione per lo sci, mi ha regalato  le amicizie di altri ragazzi che con me condividevano il desiderio di affermarsi nello sport e di studiare e soprattutto mi ha Elia con il fratellino Dante

insegnato ad organizzarmi e dare il meglio di me anche sotto pressione. Anche ora che ho finito la scuola gli insegnamenti ricevuti allo Ski College Veneto continuano ad essere preziosi.

Falcade ora per me significa “casa”, un paese a cui non manca niente ed é anche in posizione piuttosto strategica per chi si sposta spesso come me. Siamo fortunati perché  a Falcade d’ inverno fa quasi sempre freddo e la pista “Pietro Scola” dove mi alleno tutti giorni è sempre perfettamente innevata ed in ottime condizioni  grazie all’ efficiente impianto di innevamento e alla bravura di chi la gestisce. Non è scontato avere a casa una pista dove ti puoi allenare a fine stagione, quando la neve scarseggia ovunque.”

A Falcade lo sci di fondo è uno sport molto praticato soprattutto dai bambini, molti dei quali entrano nelle file dello Sci Club Val Biois  e iniziano a sognare di diventare forti come Elia, un vero  beniamino per i ragazzi del posto. Lo sci di fondo a Falcade non è unicamente uno sport ma una realtà che crea aggregazione e unisce una comunità sulla Piana, il grande prato che di Falcade è uno dei simboli più caratteristici.

I ragazzi della tua età fanno una vita un po’ più spensierata della tua. Non ti manca la libertà che hanno i tuoi coetanei?
“Non mi pesa affatto dovermi allenare tutti i giorni e rinunciare ad uscire la sera per una birretta con gli amici. Niente rinunce solo gratitudine; poter fare l’atleta a tempo pieno è un vero privilegio. E’ meraviglioso doversi concentrare solo nell’ andare più forte, sono molto fortunato rispetto ad alcuni miei amici che lavorano in fabbrica 8 ore al giorno”

Ogni atleta, in qualsiasi sport, è seguito fin da giovanissimo da un preparatore psicologico. Perché nelle gare, soprattutto quelle più prestigiose la testa può fare la differenza. Tu che preparazione mentale fai?
“Per la verità non ho un mental coach, riconosco che sono una mosca bianca perché per quasi tutti gli atleti  la figura dello psicologo sportivo ormai è diventata centrale nella crescita a agonistica. Io per ora non ne ho bisogno, mi concentro bene, gestisco la tensione e lo stress delle gare e riesco a trasformare l’ emozione dei grandi eventi in benzina per andare ancora più forte. Per ora va bene così.

Elia nel 2016 in una 5 km a malga Ciapela

Grande tifo per Elia Barp in casa PromoFalcade Dolomiti, l’ente di Promozione turistica

che  da quest’anno è a fianco di Elia Barp nell’ inseguire i suoi sogni in Coppa Europa e ai Mondiali.

Ecco il commento a caldo del consigliere Fulvio Valt: “Falcade e la Valle del Biois sono orgogliosi di avere un atleta così giovane e già così forte che porterà alto il nome del suo territorio nella massima competizione mondiale giovanile. Elia è uno dei talenti sfornati dallo Ski College Veneto e siamo felici che nella nostra comunità abbia trovato l’atmosfera ideale per crescere come atleta e come persona. Siamo fiduciosi che questa collaborazione possa essere rinnovata negli anni fino magari ai Giochi di Milano-Cortina. Promuovere il nostro territorio attraverso il sorriso e la determinazione dei giovani atleti è il modo migliore per veicolare il nostro brand in tutto il mondo”.

di Camilla Ronchi
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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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