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Emulare il campione

Se ascoltate attentamente le emozioni che provate guardando una gara di sci di Coppa del Mondo in tv, quando scende lungo la pista il vostro campione preferito, probabilmente vi sentirete un po’ tesi, i vostri muscoli si contraggono come se foste voi a fare le curve, vero? E quando il vostro campione cade dopo il rilevamento cronometrico che indicava il suo vantaggio, è quasi come se foste voi a cadere. Come è possibile identificarsi così profondamente nel vostro campione? Quali sono i vantaggi che ne trae la vostra psiche?
L’identificazione è un processo naturale del genere umano con cui un individuo assimila uno o più tratti di un altro modellandosi su di esso. Fin da piccoli assimiliamo atteggiamenti e funzionamenti tipici della nostra famiglia, in particolare dei nostri genitori. Tuttavia, già nell’età della preadolescenza le identificazioni iniziano a essere direzionate fuori dalla famiglia, per esempio l’allenatore, il professore, il cantante o il campione sportivo. L’emulazione estetica e anche caratteriale dei personaggi famosi, che i mass media propongono continuamente, la possiamo notare in modo evidente ogni giorno negli adolescenti. È appunto in questa particolare fase del ciclo di vita che l’individuo cerca di assomigliare nella sua originalità a qualcuno di famoso e di successo. 
Molto frequentemente nell’ambiente sciistico si possono notare «frammenti» d’identificazione dei campioni del Circo Bianco: caschi firmati, tutine e tute da sci della squadra nazionale, sci e scarponi da gara. Identificarsi nel campione indossando un accessorio che lo individui, significa accrescere la propria autostima di sportivo. L’accessorio che ci permette di sentirci esteticamente simili al nostro campione, diventa portatore di valori quali la forza, la bravura, il successo e la vittoria. Ed effettivamente ci sembra di sciare meglio del nostro solito. Non solo esteticamente, ma spesso imitiamo il nostro campione anche nei comportamenti, per sentirci noi stessi protagonisti… confessate: «chi di voi non ha provato, almeno una volta, a far girare lo sci cercando di prenderlo al volo come Didier Cuche?!» Anche il sentirsi parte di un gruppo forte e vincente aumenta il valore che diamo a noi stessi, vivendo spesso di riflesso dei successi e delle vittorie di quei pochi elementi forti del gruppo stesso. Ciò che importa è che se la nostra squadra è vincente e noi ci sentiamo parte della squadra, anche noi siamo dei vincenti. Tutto questo va benissimo, soprattutto quando emuliamo il campione portatore di valori sani e positivi, ma purtroppo a volte esistono anche leader negativi ed esempi sportivi da evitare.
Un altro modo di sentirsi protagonisti sugli sci è un nuovo tipo di turismo che sta coinvolgendo un numero sempre più crescente di persone. Gli sciatori hanno la possibilità di testare i nuovi materiali delle varie aziende produttrici di sci, stando in compagnia di altri sciatori medio/esperti appassionati di questo sport, nelle località turistiche tutte da scoprire. La rivista Sciare stessa ha sempre organizzato i «test dei consumer», a cui i lettori possono partecipare, testando i materiali e commentandoli tecnicamente attraverso una valutazione scritta. Quindi è un confronto diretto dal produttore al consumatore! Il vantaggio psicologico? Sentirsi co-protagonisti della produzione futura dei materiali. 
Oltre alla rivista Sciare e alle stesse aziende produttrici, anche alcuni negozianti di articoli sportivi, organizzano periodi di tre o quattro giorni, in cui è possibile provare differenti tipi di sci, dallo sci da gara, allo sci da fuoripista, per poi fare un paio di salti, perché no, con gli sci a doppia punta! Tutti gli sci sono perfettamente preparati e, successivamente, è possibile anche acquistarli con la certezza di un giudizio pratico effettuato direttamente sul campo. Le regole di questa nuova formula turistica sono: portare da casa i propri scarponi da sci (ma non gli sci!); avere una gran voglia di sciare; essere disposti a esplorare località e piste di ogni genere; confrontarsi con gli altri sciatori appassionati; consigliare coloro che si occupano della produzione e della distribuzione dei materiali e soprattutto… divertirsi! I vantaggi? Sentirsi uno sportivo portatore di cultura sciistica, sentirsi un po’ protagonisti nella produzione dei propri sci, essere ascoltati circa le proprie esigenze di sciatore e, ovviamente, staccare dal proprio lavoro abitudinale per tuffarsi in una «full immersion» di intense emozioni e passioni sciistiche. E scusate se questo non è un gran vantaggio psicologico!

 

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi.

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