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Federazione paralimpica, il caso Sonia Nolli tra reintegro e incertezze

La Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici (Fisip) continua a vivere una fase di forte instabilità nonostante i successi sportivi ottenuti dagli azzurri. Le medaglie conquistate ai Giochi di Milano-Cortina da atleti come Bertagnolli, Mazzel, Romele, Pellizzari, De Silvestro, Luchini e Perathoner non sono bastate a nascondere una crisi interna sempre più profonda.

Il commissariamento deciso dal Comitato Italiano Paralimpico (Cip) alla vigilia dei Giochi era arrivato dopo le gravi accuse mosse dall’ex segretaria generale Sonia Nolli nei confronti dell’allora presidente Paolo Tavian, subentrato alla fondatrice Tiziana Nasi. Le contestazioni – presunti abusi psicologici, molestie e minacce – avevano portato alla rimozione del numero uno federale e all’intervento diretto del Cip.

Una scelta definita necessaria dal presidente del Cip, Marco Giunio De Sanctis,

che aveva sottolineato come le criticità emerse fossero “non più procrastinabili” e incompatibili con la serenità richiesta per la preparazione degli atleti. L’obiettivo dichiarato era quello di garantire continuità e tutela al movimento paralimpico invernale italiano.

Tuttavia, a distanza di mesi, il quadro appare tutt’altro che stabilizzato. Le elezioni federali, previste dopo i Giochi, non sono ancora state indette e la gestione commissariale non sembra aver risolto le tensioni interne.

Emblematico quanto accaduto a Sonia Nolli: rientrata al lavoro dopo un lungo periodo di malattia legato alle vicende denunciate, si è vista recapitare una lettera di licenziamento firmata dal commissario straordinario Massimo Porciani, con motivazioni legate alla soppressione del ruolo e a difficoltà economiche della Federazione. Nel giro di poche ore, però, un clamoroso dietrofront: lo stesso commissario ha revocato il provvedimento dopo un’interlocuzione con il Cip, reintegrando di fatto la dirigente.

Un episodio che fotografa perfettamente il clima di incertezza e confusione che regna all’interno della Fisip, dove decisioni drastiche vengono prese e annullate nel giro di una notte.

In questo contesto, il futuro della Federazione appare più incerto che mai. Tra le ipotesi al vaglio del Cip c’è anche uno scenario radicale: la possibile chiusura della Fisip e il trasferimento completo delle sue competenze alla Federazione Italiana Sport Invernali (FISI). Un passaggio che segnerebbe una svolta storica nella gestione degli sport invernali paralimpici italiani e che è attualmente oggetto di valutazioni congiunte tra il Comitato Paralimpico e la stessa federsci.

Per ora, resta una situazione sospesa, con una governance provvisoria, tensioni irrisolte e interrogativi aperti. E mentre gli atleti continuano a portare risultati di prestigio, dietro le quinte la struttura che dovrebbe sostenerli fatica ancora a trovare stabilità.

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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